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La crisi in Medio Oriente manda in tilt il traffico aereo: mai così tanti voli cancellati dai tempi del Covid

crisi iran caos voli cancellati
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Migliaia i voli saltati nel weekend. L'Agenzia europea per la sicurezza dell'aviazione ferma i collegamenti con i Paesi a rischio fino al 2 marzo

L’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e i successivi raid incrociati con i Paesi del Golfo Persico hanno portato alla più grande interruzione del trasporto aereo globale dai tempi della pandemia da Covid-19. Poche ore dopo i primi raid su Teheran, la Repubblica Islamica ha reagito bersagliando l’aeroporto internazionale di Dubai – dove è rimasto bloccato per diverse ore anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto – e il principale aeroporto del Kuwait. Questi attacchi incrociati hanno spinto Iran, Iraq, Israele, Siria, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti ad annunciare la chiusura, almeno parziale, dei rispettivi spazi aerei.

Stop ai voli Europa-Medio Oriente fino al 2 marzo

L’Agenzia europea per la sicurezza dell’aviazione ha emesso la sua raccomandazione a tutte le compagnie affinché evitino di «operare nello spazio aereo interessato a tutti i livelli e le altitudini di volo» almeno fino al 2 marzo. Emirates, Etihad, Air France, British Airways, Air India, Turkish Airlines e Lufthansa si sono affrettate già da ieri, sabato 28 febbraio, a interrompere i collegamenti, che ad oggi non sono ripresi. Questa decisione ha portato di fatto al congelamento degli spostamenti di decine di migliaia di persone, rimaste a terra o bloccate nelle città mediorientali.

Quasi 2mila voli cancellati oggi nel mondo

Secondo i dati raccolti dal sito di tracciamento dei voli FlightAware, nella mattinata di domenica oltre 6.700 voli risultavano in ritardo e 1.900 cancellati in tutto il mondo. Numeri che, per restituire il vero impatto della crisi mediorientale sul traffico aereo, andrebbero sommati alle migliaia di cancellazioni anche del giorno precedente. La società di analisi del settore aeronautico Cirium calcola che Emirates ed Etihad hanno cancellato rispettivamente il 38% e il 30% dei loro voli. Qatar Airways addirittura il 41%.

L’impatto sulle compagnie aeree europee

Tra le compagnie europee, Turkish Airlines ha cancellato i voli verso Libano, Siria, Iraq, Iran e Giordania fino al 2 marzo. Air France ha interrotto i voli per Dubai, Riyadh, Beirut e Tel Aviv. British Airways ha dichiarato che non volerà verso Tel Aviv e Bahrein fino al 4 marzo. Swiss International Air Lines ha sospeso i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo e cancellato i voli da Zurigo a Dubai previsti per sabato e domenica. Lufthansa ha cancellato i voli da e per Tel Aviv, Beirut, Amman, Erbil e Teheran fino al 7 marzo. Ita ha deciso di sospendere i voli da e per Tel Aviv fino all’8 marzo e di estendere fino al 4 marzo la sospensione di quelli da e per Dubai.

La situazione nel resto del mondo

Scelte simili anche tra le compagnie aeree del Nord America: Delta Air Lines ha sospeso i voli New York-Tel Aviv. American Airlines ha “temporaneamente sospeso” i voli Doha-Filadelfia. I voli United per Tel Aviv sono cancellati fino a lunedì così come i voli per Dubai. Air Canada ha dichiarato di aver cancellato i voli per Israele fino all’8 marzo e a Dubai fino al 3 marzo. Raffica di cancellazioni anche dall’Asia, da Air India a Cathay Pacific a Singapore Airlines.

Foto copertina: EPA/Wael Hamzeh

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