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Benzina, diesel e gas: la stangata è servita. Schizzano i prezzi dopo l’attacco all’Iran, petrolio verso i 100 dollari al barile. Torna l’incubo bollette

02 Marzo 2026 - 10:59 Alba Romano
benzina gasolio guerra medio oriente
benzina gasolio guerra medio oriente
Carburanti ai massimi da un anno, ma è solo l'inizio: lo Stretto di Hormuz bloccato mette a rischio un quinto dell'export mondiale. Balzo del 25% per il metano

Il conto della guerra in Medio Oriente arriva direttamente nelle tasche degli italiani. Lunedì mattina si è aperto con una doccia fredda ai distributori: i prezzi di benzina e diesel sono schizzati ai livelli più alti da oltre un anno, proprio mentre sui mercati internazionali il gas registra un’impennata record del 25%. È l’effetto immediato dell’escalation tra Usa, Israele e Iran, che minaccia ora di trasformarsi in uno shock energetico strutturale con il greggio lanciato verso la soglia dei 100 dollari al barile.

La stangata alla pompa

I primi segnali si sono visti già all’alba sui listini dei grandi marchi. Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, il gasolio è tornato ai massimi dal febbraio 2025. Al momento il diesel self service si attesta su una media di 1,728 euro/litro, mentre per il servito si sfiorano gli 1,865 euro/litro. La benzina self service a 1,673 euro/litro, mentre per il servito a 1,813 euro/litro. Ma l’allerta è massima perché, come precisano gli esperti, «è solo l’inizio»: gli attuali rincari non tengono ancora pienamente conto del balzo delle quotazioni petrolifere seguito all’attacco di Teheran. Gli effetti più pesanti alla pompa si vedranno nei prossimi giorni, con un rincaro a catena che rischia di travolgere anche i costi di trasporto delle merci.

Gas a +25%: l’incubo bollette

Non va meglio sul fronte del riscaldamento e dell’energia elettrica. Ad Amsterdam, le quotazioni del gas naturale (indice Ttf) sono esplose in avvio di seduta con un aumento del 25%, toccando i 39,85 euro al megawattora. Si tratta del valore più alto da oltre un anno, un balzo che mette sotto pressione le industrie energivore europee e fa temere una nuova ondata di aumenti nelle bollette di luce e gas.

Chiuso lo stretto di Hormuz

Il cuore della crisi è lo Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo più strategico del pianeta, attualmente paralizzato dalle tensioni belliche. Le navi petroliere e le metaniere sono ferme, bloccate dal rischio di attacchi missilistici. Da questo lembo di mare passa un quinto del consumo mondiale di petrolio (oltre 20 milioni di barili al giorno)e il 20% del gas naturale liquefatto (gnl) globale, incluse tutte le forniture vitali dal Qatar e dagli Emirati Arabi Uniti.

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