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Iran, Meloni: «La stagione di caos è figlia della guerra in Ucraina. Teheran fermi gli attacchi ingiustificati nei paesi del Golfo»

02 Marzo 2026 - 19:52 Ugo Milano
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La premier al Tg5 ha difeso il ministro della Difesa Guido Crosetto, sottolineando che «non ha mai smesso di fare il suo lavoro». E sulla riforma della Giustizia: «È giusta, tanto che i sostenitori del no mentono»

«Mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina quando la Russia, un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha deliberatamente attaccato un suo vicino era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos». Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata dal Tg5, ha commentato l’attuale escalation in Medio Oriente seguita all’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La premier ha ricordato come l’Italia si fosse spesa per raggiungere un’intesa solida sul nucleare iraniano, ritenuta essenziale per impedire a Teheran di dotarsi di missili a lungo raggio con testate atomiche. «Dopo il fallimento dei negoziati – osserva – Stati Uniti e Israele hanno scelto di intervenire senza il coinvolgimento dei partner europei». Nel frattempo, il governo è impegnato a garantire assistenza ai cittadini italiani rimasti bloccati, soprattutto nei Paesi del Golfo. «L’obiettivo – spiega ancora Meloni – è contenere l’espansione della crisi», pur sottolineando che «non si potrà registrare alcun miglioramento finché l’Iran non interromperà gli attacchi contro i Paesi del Golfo», definiti «ingiustificati».

L’allarme terrorismo e l’assenza di Crosetto

Sul fronte sicurezza, Meloni ha richiamato l’attenzione sul rischio terrorismo legato al fondamentalismo islamico, un fenomeno «molto complesso» che può manifestarsi «anche attraverso azioni individuali». Per questo, assicura, non si può «mai abbassare la guardia». Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, mentre tutte le realtà, a partire dall’intelligence, «sono mobilitate», dichiara ancora la premier. Quanto all’assenza nelle prime ore dell’attacco del ministro della Difesa Guido Crosetto, Meloni lo difende: «Non ha mai smesso di fare il suo lavoro».

La riforma della Giustizia

Ampio spazio è stato dedicato alla riforma della giustizia. La premier ha respinto le accuse secondo cui la riforma mirerebbe a sottomettere la magistratura alla politica. «Al contrario – sostiene – toglie la facoltà al Parlamento e ai partiti di indicare una parte del Csm, e toglie la facoltà alle correnti ideologizzate della magistratura di decidere sull’altra parte dei membri del Csm. Questo meccanismo viene sostituito con un sorteggio tra chi ha i requisiti, che vuol dire liberare quei magistrati dal condizionamento della politica e occuparsi solamente del loro merito». La premier ha, infine, difeso anche la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, definendola un «rafforzamento dello Stato di diritto» e ricordando che si tratta del «modello prevalente in molti Paesi europei». Analogamente, ha sostenuto la necessità di un’Alta corte disciplinare come organismo terzo per valutare eventuali responsabilità dei magistrati.

Foto copertina: ANSA/ANGELO CARCONI | La presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il programma televisivo della Rai, Porta a Porta, 21 gennaio 2026

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