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The Lancet demolisce Robert Kennedy Jr: «Un anno di fallimenti». L’accusa del “nuovo esperimento Tuskegee” sui neonati

05 Marzo 2026 - 08:35 Juanne Pili
Robert Kennedy Jr. di profilo con segnale EXIT rosso luminoso sullo sfondo - Analisi critica The Lancet sulla Sanità USA
Robert Kennedy Jr. di profilo con segnale EXIT rosso luminoso sullo sfondo - Analisi critica The Lancet sulla Sanità USA
Dati sanitari oscurati, fondi tagliati alla ricerca e un inquietante studio in Africa che evoca gli spettri del passato. La prestigiosa rivista medica stila il bilancio del primo anno di RFK Jr. alla Sanità USA: «Un disastro che mette a rischio il mondo intero»

Con la nuova amministrazione Trump, e dopo la pandemia COVID-19, doveva essere l’era della «scienza gold-standard» e della trasparenza radicale. Tuttavia, l’uomo che doveva garantire tutto questo si sta rivelando la più grande minaccia alla Sanità che gli Stati Uniti hanno mai avuto. L’editoriale dell’ultimo numero della prestigiosa rivista scientifica The Lancet ha definito l’amministrazione di Robert Kennedy Jr. come “un anno di fallimenti” che sta mettendo a rischio non solo l’America, ma la sicurezza sanitaria globale.

La “scienza spazzatura” al potere

Parliamo sempre di quel Kennedy fondatore della Children’s Health Defense. Forse la più influente organizzazione No vax al mondo. I suoi membri continuano a collezionare ritrattazioni di articoli finalizzati a dimostrare una fantomatica associazione tra autismo e vaccini. È come se l’America avesse messo un piromane a capo dei pompieri.

Pensiamo a come Kennedy è riuscito la scorsa estate a inserire figure chiave del movimento No vax all’interno degli organismi regolatori sanitari americani, come il comitato ACIP. All’interno si trovano personaggi come Retsef Levi e Robert Malone, noti per diffondere pericolose teorie No vax prive di fondamento. Queste scelte politiche sono state decisive nel dare prestigio a tesi pseudoscientifiche, come la fantomatica Sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino (VAIDS).

Dati spariti e trasparenza negata

Le prime mancanze si sono rivelate quasi subito, dopo soli dieci giorni dall’insediamento. Kennedy esordisce con la revoca della cosiddetta Richardson Waiver, eliminando l’obbligo di raccogliere i commenti del pubblico per le nuove normative, una prassi attiva dal 1971 che garantiva ai cittadini una voce in capitolo sulle decisioni prese in ambito sanitario. Di fatto, questa sua scelta rischia così di silenziare buona parte delle voci dei cittadini e degli scienziati. Una mossa in netta contraddizione con quel che doveva essere apparentemente il principale intento di Kennedy e del movimento No vax.

L’ostilità al progresso della ricerca scientifica

La scorsa estate Kennedy aveva annunciato la revoca di 500 milioni di dollari destinati alla ricerca sui vaccini a mRNA. Si interruppero così ventidue progetti focalizzati sui virus respiratori, come quelli dell’influenza e della COVID-19. L’idea sarebbe quella di sostenere tecnologie vaccinali alternative, con meno riscontri da parte della Comunità scientifica. La piattaforma a mRNA ha già salvato milioni di vite e possiede un enorme potenziale terapeutico, ma si mette da parte per assecondare paure prive di fondamento.

Questa gestione ostile al progresso nella ricerca scientifica ha provocato il depauperamento del patrimonio di esperti a cui la Sanità americana poteva fare affidamento. Pensiamo alle dimissioni in massa e al licenziamento dei vertici dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) a seguito dei forti contrasti con l’amministrazione attuale, che ricordiamo essere diretta emanazione della presidenza di Donald Trump, i cui sostenitori evocano la necessità di un cambiamento culturale radicale all’interno delle agenzie federali, mal celando un livore di fondo verso le “élite degli esperti”.

L’alcol e gli interessi di una certa industria

Siamo di fronte a una vera e propria crisi istituzionale ancora in corso, che riflette la polarizzazione estrema creatasi attorno al concetto di indipendenza della ricerca scientifica negli Stati Uniti. Pensiamo per esempio al report sul collegamento tra alcol e cancro ritrattato dal dipartimento di Kennedy.

La decisione non può trovare giustificazione nella letteratura scientifica più autorevole. Diversi esperti, come quelli consultati da Roni Caryn Rabin per il New York Times, sostengono che il governo stia favorendo gli interessi di certa industria a discapito della salute pubblica. Così le nuove linee guida alimentari dovranno basarsi sull’idea – per niente innovativa – di un consumo moderato visto come potenzialmente benefico. 

Il “metodo Tuskegee” in Guinea-Bissau

Questo approccio ideologico, volto a sostenere a tutti i costi progetti “alternativi” – come se nelle teorie scientifiche e nei protocolli di ricerca valesse il principio del “uno vale uno” – porta inevitabilmente a mettere in gioco la vita delle persone. Non solo tra gli statunitensi. Pensiamo alla ricerca sui vaccini finanziata dai nuovi CDC (1,6 milioni di dollari), in Guinea-Bissau, sospesa il mese scorso dal governo del Paese per evidenti problemi bioetici. Un approccio che The Lancet non esita a paragonare al famigerato “esperimento di Tuskegee”, uno dei capitoli più bui e vergognosi della storia medica americana.

Tra i responsabili troviamo personaggi molto apprezzati negli ambienti No vax, come Christine Stabell Benn e Peter Aaby, coautori di un precedente studio dove si “suggeriva” che il vaccino contro difterite-tetano-pertosse (DTP) avrebbe causato la morte di alcune bambine, proprio in Guinea-Bissau. Nel caso recente, i ricercatori prevedevano di monitorare migliaia di neonati, escludendo però deliberatamente alcuni bambini dalla vaccinazione per confrontarne i risultati di salute. Tale metodologia ha suscitato ovvie polemiche, portando al passo indietro della Guinea-Bissau.

Aviaria, pertosse e i focolai di morbillo

Intanto negli Stati Uniti lo scorso novembre lo stato di Washington ha registrato la prima infezione umana e il primo decesso per il ceppo H5N5 dell’influenza aviaria. Durante il 2025, i casi di pertosse sono aumentati in maniera preoccupante. L’impennata particolarmente letale per i neonati, è fortemente correlata al calo dei tassi di vaccinazione pediatrica e alla diffusione della disinformazione No vax. Infine, gli USA stanno affrontando un altro grave focolaio di morbillo. Le autorità sanitarie esprimono forte preoccupazione per il calo della copertura immunitaria, specialmente in focolai critici come quello nella Carolina del Sud, dove l’esitazione vaccinale è cresciuta.

I professionisti sanitari non ne possono più di Kennedy

Nonostante queste emergenze critiche, Kennedy continua a diffondere disinformazione, mantenendo un atteggiamento evasivo davanti alle critiche. Sono migliaia di professionisti sanitari che chiedono le sue dimissioni, che probabilmente non avverranno mai.

Recentemente durante un podcast, Kennedy ha minimizzato i rischi dei germi citando la sua passata abitudine di consumare cocaina «nei sedili dei water», scatenando l’indignazione di associazioni come Protect Our Care. Oltre a queste affermazioni, il Segretario è sotto accusa per la sua gestione dell’epidemia di morbillo e per aver promosso scetticismo verso i vaccini.

La critica si estende anche alle sue nuove linee guida alimentari, che privilegiano carne e latticini, sollevando preoccupazioni per la salute pubblica e l’ambiente. Nonostante il forte calo della fiducia dei cittadini rilevato nei sondaggi, l’operato del suo Dipartimento continua a essere difeso dall’attuale amministrazione.

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