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Ci stiamo ammalando di Vaids? La bufala della «sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino»

No, i vaccini non causano una sindrome simile all’Aids

Circola un articolo apparso sul blog Il Simplicissimus, dove si sostiene che i vaccinati contro il nuovo Coronavirus si starebbero ammalando di Vaids, ovvero una «sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino». La fonte principale sarebbe uno studio svedese del 25 ottobre 2021, in attesa di pubblicazione su The Lancet. Si tratta dunque di un preprint (un articolo in attesa di revisione), dettaglio che l’autore del post ha omesso. Ma il problema non è questo, quanto il fatto che i ricercatori non parlano di Vaids, anzi incoraggiano la somministrazione di una Terza dose ai soggetti più fragili.

Per chi ha fretta:

  • Non esiste una sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino (Vaids).
  • I colleghi all’estero notano un pericoloso richiamo con l’Aids, che potrebbe spaventare ulteriormente la fascia grigia degli indecisi.
  • Gli studi citati nella narrazione non confermano la tesi dell’autore.
  • I ricercatori riconoscono in particolare l’importanza della vaccinazione. Parlano al massimo di potenziali rari eventi avversi che si vedrebbero anche nell’infezione virale.
  • Ogni tesi che vuole la proteina Spike come veicolo accertato di gravi eventi avversi non ha mai trovato fondamento nella letteratura scientifica.

Analisi

Sembra un fonte piuttosto forte quella a supporto della tesi esposta nel post, ma solo se chi legge non va a leggersi il paper. Leggiamo da Il Simplicissimus:

Uno studio di Lancet che ha confrontato persone vaccinate e non vaccinate in Svezia è stato condotto su 1,6 milioni di individui in nove mesi, dunque su un campione straordinariamente ampio che fornisce indicazioni robuste e consistenti. il risultato è stata la dimostrazione, che la protezione contro il Covid sintomatico è diminuita nel tempo […] I medici chiamano questo fenomeno “erosione immunitaria” o “immunodeficienza acquisita” dei ripetutamente vaccinati, che spiegano l’elevata incidenza di miocardite e altre malattie post-vaccino che li colpiscono più rapidamente e più duramente.

No, la fonte non dimostra questo. È vero, i documenti scientifici non sono una lettura per famiglie, ma fin dall’introduzione i ricercatori hanno inserito un paragrafo molto chiaro intitolato «Interpretation». Ebbene, la loro interpretazione – oltre a confermare cose già note -, porta a suggerire una terza dose di vaccino:

L’efficacia del vaccino contro l’infezione sintomatica da Covid-19 diminuisce progressivamente nel tempo in tutti i sottogruppi – continuano i ricercatori -, ma a un ritmo diverso a seconda del tipo di vaccino e più velocemente per gli uomini e gli anziani fragili. L’efficacia contro le malattie gravi sembra rimanere elevata per 9 mesi, anche se non per gli uomini, gli anziani fragili e gli individui con comorbilità. Ciò rafforza il razionale basato sull’evidenza per la somministrazione di una terza dose di richiamo.

Effettivamente, quando l’autore del post parla di una «dimostrazione» non fa riferimento all’interpretazione dei ricercatori, ma a quella riportata nel post di un altro blog, firmato da un certo «el gato malo». Non troviamo i termini «erosione immunitaria» e «immunodeficienza acquisita», bensì un elogio dell’immunità naturale:

L’immunità acquisita dalla guarigione è MOLTO superiore all’immunità vaccinale e sembra essere effettivamente anche sterilizzante – continua el gato malo -, quindi smetteresti di essere un vettore di diffusione. (anche se c’è un argomento secondo cui essere vaccinati ti impedisce di generare quell’immunità sterilizzante dall’esposizione successiva attraverso l’OAS).

Uno dei post Facebook che riporta l’articolo sul presunto Vaids

Gli eventi avversi dovuti alla Spike

Il post prosegue citando un altro paper, apparso il 24 novembre 2021 sul New England Journal of Medicine (Nejm). Torniamo dunque a un vecchio tormentone apprezzato negli ambienti No vax, quello della proteina Spike legata a gravi eventi avversi.

Abbiamo trattato spesso l’argomento, riscontrando l’assenza di fonti significative. Vi proponiamo una breve lista:

Ci siamo avvalsi anche della consulenza di diversi esperti:

I vaccini veicolano un frammento di mRNA che le cellule useranno per produrre la proteina Spike. Si tratta dell’antigene – ovvero del mezzo -, che SARS-CoV-2 utilizza per legarsi ai recettori ACE2 delle cellule, riuscendo così a provocare l’infezione. I vaccini stimolando la produzione di Spike portano l’Organismo a sviluppare degli anticorpi specifici, in modo da scongiurare principalmente le forme gravi, e in seconda battuta riducendo la circolazione del virus.

Possiamo ipotizzare che le Spike provochino eventi avversi? Certamente, ma abbiamo visto che non ci sono proprio dati rilevanti a supporto. Infatti non stiamo combattendo una pandemia di Ade, di trombi o di ictus, bensì la Covid-19. Anche analizzando le teorie riguardo a errori nel codice genetico che compone l’mRNA, o su presunte interazioni anomale delle Spike nell’Organismo, abbiamo visto – interrogando degli esperti -, che queste non hanno il minimo fondamento, inoltre sono correlate da errori e lacune notevoli. Eh no, non possiamo nemmeno sostenere che una presunta fretta di produrre i vaccini abbia portato le Case farmaceutiche a ignorare pericolosi eventi avversi, né sono presenti sostanze contaminanti e/o tossiche di qualche tipo.

Lo hanno spiegato al progetto Open Fact-Checking il micro-biologo Luca Fanasca, l’esperto di genomica comparata Marco Gerdol, il PhD in Cancer Biology Aureliano Stingi, il biologo molecolare Francesco Cacciante e il micro-biologo ed esperto nella revisione di studi scientifici Enrico Bucci.

Ma forse l’articolo del Nejm espone dati sconvolgenti, mai visti prima e ignorati dagli esperti? Così riporta l’autore de Il Simplicissimus:

Hanno scoperto che la risposta autoimmune alla proteina spike del coronavirus può durare indefinitamente: “Gli anticorpi Ab2 che si legano al recettore originale sulle cellule normali hanno quindi il potenziale per mediare effetti profondi sulla cellula che potrebbero provocare cambiamenti patologici, in particolare a lungo termine, molto tempo dopo che l’antigene originale stesso è scomparso”. Questi anticorpi prodotti contro la proteina spike del coronavirus potrebbero essere responsabili dell’attuale ondata senza precedenti di miocardite e malattie neurologiche, e ancora più problemi in futuro.

In realtà non c’è stata alcuna ondata di miocarditi e malattie neurologiche. Tanto che i benefici dei vaccini risultano superare di gran lunga i presunti rischi. Tutt’oggi parliamo di casi così rari che non è stato stabilito con certezza un rapporto causale. I ricercatori non sostengono questo e l’articolo del Nejm è puramente teorico. Ch’è più probabile avere certi eventi avversi mediante la normale infezione (non solo da SARS-CoV-2) lo si può dedurre dallo stesso discorso dei ricercatori, i quali non pensavano di rivolgersi a un pubblico generalista, ma più selettivamente ai propri pari (il grassetto è nostro):

I vaccini sono stati fondamentali nel controllo della pandemia – continuano gli autori -, ma la loro efficacia è stata limitata dalla comparsa di varianti virali e i vaccini possono essere associati a rari effetti off-target o tossici, tra cui reazioni allergiche, miocardite e trombosi immuno-mediata e trombocitopenia in alcuni adulti sani. […] Alcuni effetti fuori bersaglio potrebbero non essere direttamente collegati alle risposte Ab2. L’associazione di eventi trombotici con alcuni vaccini SARS-CoV-2 in giovani donne e il ruolo eziologico degli anti-fattore piastrinico 4-polianione può essere il risultato del vettore adenovirale. Tuttavia, l’occorrenza segnalata di miocardite dopo la somministrazione del vaccino presenta sorprendenti somiglianze con la miocardite associata ad Ab2 indotti dopo alcune infezioni virali.

Cosa sarebbe la Vaids?

Per Vaids (Vaccine Acquired Immunodeficiency Syndrome) si intende una patologia che non esiste, come hanno potuto appurare prima di noi i colleghi di Associated Press (Ap). Insomma, gli immunologi non hanno idea di cosa sia. Ecco perché nelle fonti citate non viene mai menzionata. Si noti anche la somiglianza con l’Aids, una sindrome reale (con buona pace dei negazionisti), che dà immunodeficienza, ma a causarla è un virus: Hiv.

Un blogger identificato solo come “Jack” ha anche affermato di aver coniato il termine – continuano i colleghi di Ap -, scrivendo il 23 novembre che “a volte, una situazione richiede la creazione di un termine nuovo di zecca” e definendolo come la “graduale distruzione del sistema immunitario umano”. un sistema di vaccini”. […] Una ricerca nella regolare letteratura biomedica non ha trovato menzione della sindrome da immunodeficienza acquisita da vaccino.

La narrativa del Vaids proposta da altri siti e post Facebook.

Conclusioni

La narrazione qui analizzata – per quanto pretenda di basarsi su due fonti scientifiche -, ne travisa il senso, a volte suggerendo interpretazioni diverse da quelle dei ricercatori o ne distorce il senso, non tenendo conto del contesto nel quale vengono presentate. Ma non possiamo parlare solo di contesto mancante. Chi diffonde queste tesi promuove anche l’esistenza di una sindrome inesistente, che ne richiama una reale: l’Aids, sostenendo che venga provocata dai vaccini anti-Covid, cosa che rende questo genere di storie molto pericolose. Pensiamo solo al fatto che esistono già guru No vax, i quali accusano i vaccinati di «contagiare» il prossimo, non la Covid-19, ma la Spike, considerata il veicolo di eventi avversi fatali.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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