Manuel Agnelli e la Siae rilanciano la musica live: 100 band, 96 concerti in nove città

Sostenere una nuova generazione di autori, autrici, musicisti e musiciste, attraverso un percorso concreto fatto di palco, formazione e crescita professionale. Questo è lo scopo di un progetto nato dall’incontro tra Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, il collettivo di GERMI – LdC e la Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE). Un progetto, intitolato Suoni dal futuro, che punta, in fondo, sul riportare nella musica italiana alcuni dei valori più elementari e che oggi sembrano dissolversi in quel mare in burrasca digitale che ha aperto le porte a tutti abbassando notevolmente il livello dell’offerta della discografia italiana. Serviva un intervento concreto e ci hanno pensato due istituzioni del sistema musicale italiano, da un lato Manuel Agnelli, che nemmeno in situazioni decisamente più pop come X Factor ha mai accettato che la musica non provenisse dai palchi di provincia. «Quei luoghi in cui si può anche sbagliare», ha detto durante la conferenza stampa organizzata nel suo Germi, il luogo di cultura da lui fondato in zona Darsena a Milano in cui già con il progetto Carne Fresca ha dato ampio spazio a giovani e nuove realtà della scena rock e non solo italiana. E poi la Siae naturalmente, che ancora una volta ribadisce il proprio ruolo di entità no profit nel circuito musicale italiano, un’entità che cura i proprio associati il più e meglio possibile. Significative le parole del Presidente Salvatore Nastasi, che inquadra una verità che sarebbe il caso venisse ribadita più volte ai più alti livelli della discografia: «O fai San Siro a 20 anni o sei morto? Non è possibile». E ancora: «La musica vive davvero quando nasce libera, autentica e condivisa. Suoni dal Futuro è molto più di un live tour: è un ecosistema che mette al centro i giovani autori e autrici, la loro libertà creativa e il valore delle opere originali. Per SIAE è naturale essere al fianco di Manuel Agnelli e del collettivo di Germi in un progetto che accende i riflettori su una nuova generazione di artisti. Crediamo infatti che il futuro si disegni dall’incontro tra talento, formazione e palchi, come quelli dei club che da sempre sono luoghi di scoperta e confronto».

Suoni dal futuro
Il progetto altro non è che una rassegna itinerante, una sorta di laboratorio permanente, in giro per l’Italia in nove città, Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Taranto, Pesaro e Torino, in altrettanti piccoli club. Circa 100 band che si esibiranno nei prossimi tre anni 5 serate al mese per 10 mesi l’anno. 96 concerti complessivi distribuiti in due tranche distinte tra primavera e autunno, a partire dalla prima sessione del tour 2026 vedrà protagonisti Dirty Noise, Dlemma, Grida, Kahlumet, Mars on Suicide e Wayloz.

Nuova linfa per i piccoli locali
Attenzione, l’obiettivo non è soltanto quello di fornire un palco sotto i piedi a piccole realtà indipendenti che porteranno esclusivamente la propria musica in giro per lo stivale ma, ancora più importante, è riuscire a ricreare quella rete di piccoli locali che abbiamo conosciuto e amato durante la rivoluzione “indie” di una decina d’anni fa. Quella rete ha fatto sì che si venisse a creare un circuito economicamente performante che da un lato aiutasse i locali a potersi mantenere con la musica live (e non, come ha giustamente detto Agnelli in conferenza stampa «Come stanzoni vuoti da affittare ai promoter»), dall’altro a creare delle professionalità che abbiano una matrice fortemente artistica, lontana dalle logiche dell’odierno mercato musicale. Il tour partirà il 10 aprile dal GERMI – LdC di Milano e toccherà lo Spazio Porto di Taranto, l’Urbica di Pesaro, I Candelai di Palermo, l’Auditorium Novecento di Napoli, il Wishlist Club di Roma e Il Covo di Bologna, per concludersi allo Spazio 211 di Torino il 30 maggio.
