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Consegnata alla famiglia una pagella simbolica per Aba, il 18enne accoltellato a scuola

17 Marzo 2026 - 21:14 Francesca Milano
Abanoub Youssef
Abanoub Youssef
«Sono passati due mesi ma a noi sembra che sia successo ieri», racconta il cugino della vittima.

A due mesi dalla morte di Abanoub Youssef, il 18enne accoltellato in classe da Zouhair Atif, 19 anni, oggi è stata consegnata simbolicamente la pagella alla famiglia della vittima. Insieme alla pagella, anche una tavoletta di legno con due ali incise e la firma dei compagni di classe e dei professori. Una commemorazione, quella che si è svolta oggi all’istituo Domenico Chiodo della Spezia, a porte chiuse: hanno partecipato solo i compagni, gli insegnanti, i familiari e la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti.

La storia di Aba

Tutto è nato per una contesa sentimentale e per una foto che non esiste: è l’immagine di Abanoub Youssef con la fidanzata di Zouhair Atif. L’immagine in realtà esiste, ma è falsa: è stata creata con l’intelligenza artificiale da alcuni amici di Aba che poi l’avevano inviata al cellulare di Zouhair. Per questo motivo il 19enne di era presentato a scuola con un coltello lungo 20 centimetri e aveva aggredito Abanoub nel bagno della scuola, colpendolo al costato. Il 18enne era stato immediatamente portato all’ospedale Sant’Andrea della Spezia, ma i medici non erano riusciti a salvarlo.

La testimonianza del cugino

«Sono passati due mesi ma a noi sembra che sia successo ieri – ha detto il cugino di Abanoud, Kiro Attia – Il dialogo con gli studenti e le istituzioni è utile e serve se gli studenti ne faranno tesoro». «Rispetto, responsabilità e dialogo – ha aggiunyo Attia – sono tre parole che devono uscire e devono essere messe in atto da noi giovani». E, stando alle parole della dirigente scolastica Jessica Caniparoli, i ragazzi hanno imparato molto da questa vicenda: «Sono venuti a piangere dopo pochi giorni. Abbiamo pianto tanto insieme. Provavano tanto dolore». Sulle mura esterne della scuola, accanto al cancello, ci sono ancora i cartelli preparati dagli studenti nei giorni successivi al delitto. Recitano: “Aba vive” e “Non si può morire a scuola”. 

Il valore della pagella

La sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti ha spiegato il significato della pagella consegnata alla famiglia Youssef: «È stato un gesto di grande valore umano e civile. In quel documento non c’è solo il percorso scolastico di un ragazzo, ma il ricordo di una vita spezzata troppo presto e l’abbraccio di una comunità scolastica che non vuole dimenticare».
   

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