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Fondi Amatrice spariti? La verità sui 33 milioni donati ai terremotati

30 Marzo 2026 - 19:31 David Puente
I documenti della Protezione Civile sulla ripartizione dei fondi tra le Regioni smentiscono la tesi dei 33 milioni spariti: ecco come sono stati spesi i soldi

Circola un’immagine secondo cui i 33 milioni di euro destinati ai terremotati di Amatrice sarebbero spariti nel nulla. Il riferimento è alla raccolta fondi tramite sms solidali avviata dopo il terremoto del Centro Italia del 2016. Si tratta di una narrazione fuorviante: i fondi non sono svaniti, ma sono stati contabilizzati e assegnati alle Regioni.

Per chi ha fretta

  • I soldi non sono spariti.
  • Sono stati raccolti quasi 35 milioni di euro.
  • I fondi sono stati ripartiti tra le Regioni e destinati a progetti.
  • Le polemiche riguardavano ritardi, non una scomparsa del denaro.

La narrazione diffusa online

Il contenuto falso viene condiviso attraverso il seguente testo: «CERCASI 33 milioni di euro donati ai terremotati di Amatrice spariti nel nulla». Sotto la scritta è presente uno scatto di Matteo Renzi che pone la mano sul volto in segno di preoccupazione.

Le polemiche e l’inchiesta

Nel 2017 l’allora sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, denuncio che i soldi non erano ancora arrivati. Successivamente chiarì di non aver mai parlato di fondi “spariti”, ma di problemi nella gestione. Dopo quelle dichiarazioni fu aperta un’inchiesta a Rieti.

Quanto è stato raccolto davvero

Secondo la Protezione Civile, dopo il terremoto del 2016 furono attivati il numero solidale 45500 e un conto corrente dedicato.

Sono stati raccolti complessivamente 34.967.834,03 euro, dei quali oltre 23 milioni tramite sms e circa 11,7 milioni tramite donazioni bancarie.

Le donazioni erano destinate alla ricostruzione, mentre l’emergenza veniva finanziata con fondi pubblici.

Dove sono finiti i fondi

I dati ufficiali della Protezione Civile smentiscono la narrazione della “sparizione”.

Per garantire trasparenza, il 14 aprile 2017 è stato istituito un Comitato di garanti incaricato di approvare i progetti e monitorare l’utilizzo delle risorse, poi aggiornato con un decreto del 2020.

Quasi l’intera somma, 34.537.834,03 euro, è stata ripartita tra le Regioni colpite in base ai danni: il 62% alle Marche, il 14% a Lazio e Umbria e il 10% all’Abruzzo. Una quota di 430 mila euro non è stata distribuita perché destinata esplicitamente ad Amatrice da parte dei donatori, utilizzata per interventi sanitari locali.

Le donazioni sono state versate nella contabilità del Commissario straordinario per la ricostruzione dopo l’approvazione dei progetti.

Secondo quanto riportato dalla Protezione Civile, nel 2022 circa l’89% dei progetti approvati risultava realizzato nei territori colpiti dal sisma. Nello stesso anno il Comitato dei garanti ha concluso la propria attività, raccomandando che eventuali risorse residue vengano comunque destinate a interventi legati ai danni del terremoto.

Questi elementi confermano che i fondi non sono spariti, ma tracciati, assegnati e in gran parte utilizzati.

Conclusioni

La storia dei 33 milioni “spariti” è priva di fondamento. I fondi raccolti per il terremoto del 2016 sono documentati, distribuiti e destinati a progetti concreti. Le criticità emerse negli anni riguardano tempi e burocrazia, non la scomparsa del denaro.

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