Vespa e la strigliata a Provenzano, altro che scuse al Pd: «Ben prima che lui nascesse, io…». La risposta alle accuse – Il video
Bruno Vespa non arretra e, anzi, rilancia lo scontro con il Partito democratico dopo le polemiche seguite al confronto in studio con il dem Giuseppe Provenzano. Nessuna scusa, né al deputato né ai telespettatori di Rai Uno. Il conduttore di Porta a Porta rivendica con forza il proprio operato e attacca direttamente il partito. «Come sanno bene Agcom e Rai, Porta a Porta ha sempre fatto, dalle origini, della par condicio costantemente la sua forse stupida religione», dichiara Vespa, sottolineando come, nel corso della stagione, il Pd sia stato tra i partiti più presenti in trasmissione. Un elemento che, a suo dire, smentirebbe le accuse di squilibrio mosse dai democratici. «Ma comprendo perfettamente il disagio dei componenti Pd della commissione di Vigilanza Rai – prosegue il conduttore -. Abituati nella televisione d’oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica, capisco che trovino normale che l’onorevole Provenzano – che ha avuto un tempo di parola superiore al senatore Malan interrotto costantemente – rivolga la più grave delle offese a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato quanto doveva in fatto di correttezza professionale», conclude Vespa.
Cosa è successo in puntata?
La replica arriva dopo il duro confronto andato in scena nella puntata del 9 aprile, durante uno scambio tra Provenzano e Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato. Nel corso del dibattito, Vespa è intervenuto per regolare i tempi: «Prima ha parlato, adesso lasci parlare», ha detto rivolgendosi a Provenzano. L’esponente dem ha replicato rivendicando il diritto al confronto: «Stavamo interloquendo, è legittimo, siamo in uno studio democratico». A quel punto il conduttore, indicando la propria poltrona, ha provocatoriamente chiesto: «Vuole venire al posto mio?». «Ci mancherebbe – la risposta del dem -, non lo farei mai. Forse dovrebbe sedersi da quella parte», indicando lo spazio del centrodestra. La battuta ha fatto scattare la reazione di Vespa, che ha alzato i toni: «Questo non glielo consento, con quello che vedete in giro sulla par condicio, non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare. Adesso stia zitto, lasci parlare gli altri per favore».
L’intervento di Usigrai
Sulla vicenda è intervenuta anche l’Usigrai (Unione Sindacale Giornalisti Rai), che ha definito l’episodio «inaccettabile», accusando Vespa di essersi «spogliato da tempo dei panni del giornalista per indossare quelli del tifoso del governo di turno». Nella nota si citano diversi episodi recenti: dalle gaffe sui social alle prese di posizione sul caso Almasri – in contrasto, secondo il sindacato, con quanto sostenuto dalla Corte penale internazionale – fino agli attacchi contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla. Il tutto, sottolinea Usigrai, «profumatamente pagato con i soldi degli italiani».
La replica, di tutt’altro tono, di Unirai
Di segno opposto la posizione del sindacato di destra Unirai (Liberi Giornalisti Rai), che invita a riportare il confronto entro i confini del rispetto istituzionale. «La Rai non ha padroni: è un bene comune e, proprio per questo, non esistono zone franche né per gli ospiti né per i conduttori», si legge nella nota. Secondo Unirai, la reazione di Vespa sarebbe stata provocata da un intervento del parlamentare dem, che con una battuta «infelice e non corrispondente al vero» avrebbe messo in discussione una professionalità consolidata e una firma storica della Rai. A sostegno di questa tesi vengono citati anche i dati dell’Agcom, che – secondo il sindacato – attesterebbero il rispetto del pluralismo da parte della trasmissione.
Foto copertina: Un frame video dello scontro verbale tra il conduttore Bruno Vespa ed il deputato Pd Beppe Provenzano, 10 aprile 2026
