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UEFA, l’affare da 6 miliardi: due nuovi sponsor cambiano i premi della Champions League

14 Aprile 2026 - 14:34 Roberta Brodini
UEFA sponsor
UEFA sponsor
I due nuovi partner sono un fornitore di pagamenti e un partner tecnologico: con loro gli introiti da sponsorizzazioni salgono del 40%

Circa un miliardo di euro. È questa la cifra da capogiro che sarà presto incassata dalla UC3, la joint venture commerciale di proprietà della UEFA, una volta conclusi due decisivi accordi globali di sponsorizzazione. La somma si andrà a sommare agli introiti che provengono dalla vendita dei diritti televisivi, portando il già ricchissimo importo degli introiti annuali UEFA di 4,4 miliardi di euro a superare i 6 miliardi nel prossimo anno.

I nuovi partner commerciali e quelli riconfermati

Un fornitore ufficiale di pagamenti e un partner tecnologico: sarebbero questi – secondo The Guardian – i due partner commerciali che dovrebbero portare la UEFA ad aumentare del 40% i suoi introiti annuali provenienti dalle sponsorizzazioni. Già confermati da tempo e per un periodo che va dal 2027 al 2033 invece quelli con AB InBev, per la birra, e con Pepsi, per la fornitura di bevande. Importante sapere che esiste un prezzo base per le sponsorizzazioni, che corrisponde alla cifra di 120 milioni di euro per pacchetto di sponsorizzazione di primo livello. Così AB InBev ha scalzato Heineken dopo un rapporto più che trentennale con la UEFA, accettando di corrispondere 230 milioni di sterline l’anno, mentre la scorsa settimana Nike ha avviato trattative esclusive per sostituire Adidas come fornitore ufficiale dei palloni da gioco della UEFA .

I diritti televisivi

La UEFA il prossimo anno andrebbe a sommare gli introiti derivanti dalle sponsorizzazioni commerciali a quelli provenienti dai diritti televisivi, già venduti per il ciclo 2027-2031, arrivando a toccare quindi i 6 miliardi di euro annuali contro gli attuali 4,4. Dall’anno scorso è l’agenzia americana Relevent Football Partners a gestire le gare d’appalto per i diritti televisivi e le sponsorizzazioni, dopo che per tre anni se ne era occupata l’agenzia svizzera TEAM. La nuova organizzazione portata dall’agenzia americana ha introdotto il riconoscimento di cosidetti «partner privilegiati», ai quali sarebbero stati venduti i diritti per tutte e tre le competizioni UEFA: UEFA Champions LeagueUEFA Europa League e UEFA Conference League. Il vantaggio per i clienti premium sarebbe quello di vedere i loro marchi esposti in 531 partite. Le altre otto partnership commerciali disponibili, invece, riguarderebbero solamente la UEFA Champions League, permettendo ai brand visibilità in “sole” 189 partite.

I montepremi per i club e le sproporzioni

La crescita commerciale porterà moltissimi vantaggi anche ai club più importanti e forti: il 74% del montepremi UEFA e il 56% dei ricavi delle competizioni vengono riservati, infatti, ai club di Champions League, mentre il 17% vanno all’Europa League e il 9% alla Conference League. Il timore legato all’aumento dei ricavi UEFA, e quindi dei premi alle squadre, è che si allarghi il già pesante divario finanziario in Europa, compromettendo l’equilibrio competitivo del suo calcio. Come riporta il The Guardian, infatti, «la scorsa stagione, sette club hanno ricevuto più di 100 milioni di euro in premi dalla UEFA, con il Paris Saint-Germain, vincitore della Champions League, in testa alla classifica con 144,4 milioni di euro».

La proposta dei club europei

L’Unione dei Club Europei ha quindi proposto per i montepremi una ripartizione tra i club di Champions League pari al 50%, per l’Europa League del 30% e per la Conference League del 20%. Sembra tuttavia che i grandi club, vista la loro influenza all’interno dell’UC3, abbiano già portato l’amministrazione UEFA ad escludere quest’ultima proposta.

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