«Stai male e sei medico gettonista? Vieni a lavorare»: è polemica su TikTok contro la primaria Solange Fugger – Il video
«Gettonisti, se non sentite questo senso di responsabilità, potete pure ritirarvi. Grazie». Comincia così il montaggio del dissing su TikTok che vede il dottor Francesco Caruso scagliarsi contro la dottoressa Solange Fugger, la primaria più giovane d’Italia, in risposta a un suo video di accuse nei confronti dei medici gettonisti, ovvero i medici che lavorano in libera professione negli ospedali.
Il video-protesta su TikTok della primaria più giovane d’Italia
Si chiama Solange Fugger ed è la primaria più giovane d’Italia in un pronto soccorso di Roma ovest, ma non solo: è anche una delle influencer più seguite in ambito sanitario sui social. Il suo profilo su TikTok, attivo dal 2025, Saluto Minerva, conta più di 700.000 seguaci e riporta una frase che rappresenta chiaramente la sua visione della professione: «ll pronto soccorso non è per tutti». Proprio il pronto soccorso è al centro della polemica che sta infiammando i social in questi giorni, e che ha portato altri professionisti del settore a scagliarsi contro di lei. «Sono delle mosche bianchissime», racconta Fugger, riferendosi ai medici che lavorano con partita Iva – conosciuti anche come «gettonisti» – e che hanno senso di responsabilità. Prevedibile la reazione da parte dei diretti interessati.
I doveri disattesi dai gettonisti
«Potenzialmente un gettonista può lavorare due giorni a Roma, due a Milano, tre a Torino, quattro a Venezia. Anche questo secondo me molto è sbagliato». Questa la prima critica mossa dalla primaria, per poi passare al cuore della questione: nel caso di un medico dipendente, la responsabilità delle sue sostituzioni dovrebbe ricadere sulla dirigenza della struttura, ma «se sei un libero professionista, questa cosa non può avvenire, te lo devi cercare tu il cambio». E proprio qui sorgerebbero i problemi: molti medici non si sforzerebbero a sufficienza di trovare qualcuno che li sostituisca, scaricando il compito sul primario o responsabile del reparto. Ciò che, invece, la primaria si aspetterebbe da loro, sarebbe che dicessero: «Non ti preoccupare, in qualche modo vengo». Dovrebbero, quindi, prendersi una bella Tachipirina e andare al lavoro.
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Malattie e ferie di un gettonista
Il dottor Francesco Caruso è uno specialista in chirurgia dell’apparato digerente che svolge attività medica da libero professionista in diverse regioni d’Italia. È proprio lui su TikTok a dare vita a un vero e proprio dissing contro la primaria: la prima osservazione è riferita alla mancata coscienza imputata ai gettonisti assenteisti. Caruso non ci sta, e commenta: «Ah beh, deve avere la coscienza. Il fatto che c’ha 39 di febbre è secondario… la coscienza!”». All’osservazione poi della Responsabile DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione), con cui imputerebbe al gettonista la responsabilità di reperire qualcuno che lo sostituisca in caso di assenza, Caruso obietta come in realtà sia compito del dirigente occuparsene, alludendo al fatto che, quando ciò non accadesse, sarebbe responsabilità proprio della cattiva gestione di quest’ultimo. A infastidirlo poi sarebbe l’affermazione: «Se sei un libero professionista, la malattia e le ferie non esistono». Vero in parte: non sono retribuite, ma esistono e sono a discrezione del collaboratore.
Assenze per lutto…solo per parenti di primo grado
Non manca anche la risposta all’affermazione secondo cui sarebbero solo i parenti malati o deceduti di primo grado a giustificare le assenze del libero professionista. La primaria aveva infatti dichiarato: «È chiaro che se Mario ha un lutto di un familiare di primo grado, il turno lo faccio io se non trova un cambio». Caruso ha risposto: «Mi raccomando, deve essere di primo grado il lutto. Perché se ti muore il cugino col quale sei cresciuto, una zia a cui sei legatissimo, il cambio non te lo può dare perché non è di primo grado, capito?». A mancare in generale, secondo il chirurgo, sarebbero molte condizioni che potrebbero far sentire il libero professionista più motivato. Tra queste, uno stipendio adeguato, non far lavorare il collaboratore più delle ore previste e la garanzia di una carriera, senza venire scavalcati da raccomandati. Ma, soprattutto, il rispetto della dignità del lavoratore.
La replica della primaria: «Voi capite fischi per fiaschi…»
«È chiaro che se io parlo e voi capite fischi per fiaschi…»: così esordisce nel suo video di risposta la primaria. Sostiene che le sue critiche in fondo abbiano colpito negativamente tutti quelli che hanno un’abitudine truffaldina tutta italiana: quella di decidere, per un dolore al dito, di non andare al lavoro. Torna comunque alla carica ridimensionando solo in parte le sue recriminazioni rispetto ai casi di finta malattia, ma rincarando la dose contro i gettonisti che scelgono di venire meno alla disponibilità data per una «festa di un nipote, la Comunione o per fare shopping». Il senso di responsabilità risiederebbe quindi nel mantenere la parola data e, in caso di malattie lievi, nel valutare comunque di andare al lavoro con la mascherina.
La reazione degli utenti
Nemmeno gli utenti sembrano aver apprezzato troppo le esternazioni della primaria. Si leggono così commenti di disappunto come: «Sono immunodepressa, se mi visita con 39 di febbre peggioro la mia situazione di molto. Ma si rende conto di quello che dice?» o «La seguivo con stima, però credo che si sia montato un po, con molto rispetto». O ancora: «Dico solo che ogni lavoratore ha diritto a ferie riposi e malattia anche se sei un libero professionista, al massimo non viene pagato». Insomma, il video ha ottenuto sicuramente un obiettivo: quello di far parlare di sé.
