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Olimpiadi di Milano-Cortina, dopo la scorpacciata di medaglie arriva il conto: buco da 310 milioni. E ora chi paga? – Il video

22 Aprile 2026 - 21:10 Cecilia Dardana
Il successo sportivo si scontra con il bilancio della Fondazione: i costi sono lievitati da 1,4 a 1,7 miliardi di euro. Ora Regioni e Stato devono coprire il rosso. Ma c'è un'ultima speranza

Il sipario sulle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 si è chiuso con un bottino storico di 30 medaglie e un prestigioso quarto posto nel medagliere, ma l’eredità finanziaria lasciata dai Giochi appare decisamente meno brillante. Mentre l’Italia celebrava i suoi campioni, i bilanci della Fondazione Milano-Cortina scivolavano verso un profondo rosso. Le previsioni aggiornate indicano infatti che l’ente chiuderà l’esercizio del 2026 con un deficit di circa 310 milioni di euro, una cifra che ora spetta ai soci pubblici ripianare per garantire il pareggio di bilancio previsto per legge.

I costi extra e le entrate al di sotto delle previsioni

Il buco è il risultato di una forbice che si è allargata progressivamente nel corso degli anni. Da una parte pesano oltre 230 milioni di costi extra, lievitati a causa dei ritardi nei cantieri e delle corse contro il tempo per consegnare le infrastrutture necessarie, come la travagliata Arena Santa Giulia a Milano. Dall’altra, si registra un ammanco di circa 80 milioni di euro sul fronte delle entrate: sponsorizzazioni, diritti televisivi e vendita dei biglietti non hanno raggiunto i target ambiziosi fissati inizialmente, nonostante si attendano ancora i dati definitivi legati al merchandising. In termini assoluti, il budget complessivo è passato dagli 1,4 miliardi di euro previsti nel 2019 agli attuali 1,7 miliardi. Cifra comunque superiore rispetto alle stime che tenevano conto anche dell’inflazione.

Chi copre il disavanzo

Le cifre sono state comunicate ufficialmente ai soci della Fondazione lo scorso 9 aprile, aprendo il dibattito su come coprire il disavanzo. Secondo le prime stime, la metà del debito dovrebbe essere assorbita dallo Stato, mentre la restante parte verrà suddivisa tra gli enti locali coinvolti. La Lombardia e il Comune di Milano dovrebbero farsi carico di circa 80 milioni di euro, seguiti dal Veneto con una quota che oscilla tra i 26 e i 40 milioni. Anche le province autonome di Trento e Bolzano saranno chiamate a intervenire con un contributo complessivo di circa 25 milioni. L’unico elemento di incertezza resta l’eventuale aiuto del Comitato Olimpico Internazionale, che potrebbe iniettare 100 milioni di euro per alleggerire il peso sulle casse pubbliche italiane, anche se al momento non esiste alcun obbligo formale.

I fondi stanziati dal Veneto

Dal Veneto arriva però un segnale di prudenza finanziaria. Il presidente di Regione, Alberto Stefani, ha rassicurato sulla tenuta dei conti regionali spiegando che l’amministrazione aveva già accantonato 143 milioni di euro negli anni scorsi proprio per far fronte a eventuali emergenze di questo tipo. Secondo Stefani, i fondi sono stati stanziati in maniera prudenziale fin dall’inizio, nella consapevolezza che i grandi eventi internazionali portano con sé oneri inevitabili. Resta il fatto che, al di là dell’orgoglio per i podi conquistati, i contribuenti si trovano ora a dover saldare un conto salato per un’edizione dei Giochi che ha confermato l’eccellenza dello sport azzurro, ma anche le croniche difficoltà nella gestione economica delle grandi opere nel Paese.

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