Ultime notizie 25 aprileCrisi Usa - IranDelitto di GarlascoDonald Trump
ESTERIComplottiDonald TrumpFake newsInchiesteSparatorieTerrorismoUSAWashington

«L’attentato a Trump è un falso»: così la base Maga attacca il suo presidente

donald trump attentato cena corrispondenti washington 1
donald trump attentato cena corrispondenti washington 1
Secondo i complottisti l'attentato alla cena dei corrispondenti di Washington è «una messa in scena al 100%». E il presidente ironizza: come ha superato il secret service? È stato velocissimo

Ora ci si mette anche lui. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ironizzato sulla velocità con cui l’attentatore Cole Tomas Allen che ha aperto il fuoco alla cena dei corrispondenti a Washington è sfrecciato davanti agli agenti del Secret Service. «È stato velocissimo, la Nfl dovrebbe assumerlo», ha detto in un’intervista a Cbs riferendosi alla lega di football. E intanto dalla base Maga arrivano le accuse: l’attentato è #staged, ovvero «una messa in scena al 100%». Gli elementi per la tesi complottista arrivano dalle parole di Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, pirma del gala, dal sorriso “sospetto” di Pete Hegseth e dal volto impassibile degli uomini dell’Fbi durante l’emergenza.

«L’attentato a Trump è un falso»

La funzionaria prima del pranzo ha infatti detto a Fox News che ci sarebbero stati «fuochi d’artificio. Saranno sparati dei colpi stasera». Intendeva presentare il discorso che Trump avrebbe fatto ai media. Ma a quanto pare le sue frasi sono state equivocate. Tra le “prove” del complotto ci sono poi le foto che ritraggono Hegseth e Kash Patel: entrambi sono immobili e tranquilli mentre i giornalisti si buttano sotto i tavoli o dietro le colonne.

Mentre il pianto di Erika Kirk viene giudicato troppo teatrale. Repubblica racconta che è diventata virale anche l’immagine di un uomo che si avvicina a The Donald e Melania, sussurra qualcosa e mostra un biglietto pochi attimi prima che si senta l’esplosione dei colpi. Mentre dall’Iran è arrivato un video in stile Lego in cui si lancia il sospetto che l’attentato sia stato creato ad arte, con Trump che balla sul podio con il cappellino Maga e i pannoloni.

L’uomo armato

Al di là delle tesi complottiste in molti si chiedono come sia stato possibile che un uomo armato fino ai denti potesse passare in mezzo agli agenti del Secret Service. Mentre si cercano possibili collegamenti con Butler, altro attentato ora considerato staged dalla base elettorale di Trump. Che ieri in un’intervista a Cnn ha definito il suo attentatore «un tipo piuttosto malato». Ricordando che era stato segnalato alle forze dell’ordine dai suoi familiari. «Era un cristiano, un credente, e poi è diventato un anticristiano, e ha subito molti cambiamenti”», ha detto Trump al programma “60 Minutes” della CBS. Nel manifesto, Allen si autodefinisce «l’amichevole assassino federale» e afferma di aver pianificato di attaccare funzionari dell’amministrazione Trump. Elencandoli dal più alto al più basso in ordine di importanza. Ed escludendo il direttore dell’FBI Kash Patel, secondo quanto riferito a Reuters da un funzionario delle forze dell’ordine.

La teologia cristiana

Allen ha citato la teologia cristiana affermando di aver agito per proteggere coloro che erano stati danneggiati dalle politiche dell’amministrazione. «Porgere l’altra guancia quando *qualcun altro* viene oppresso non è un comportamento cristiano. È complicità con l’oppressore», si legge nel manifesto, secondo quanto riferito dal funzionario. Il manifesto, inviato ai familiari di Allen poco prima dell’attacco, derideva la «folle» mancanza di sicurezza al Washington Hilton, dove si teneva la cena dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, ha aggiunto il funzionario. Allen è stato arrestato sul posto.

Il manifesto

«La prima cosa che ho notato entrando in hotel è stata l’arroganza», avrebbe scritto l’autore del manifesto. «Entro con diverse armi e nessuno lì prende in considerazione la possibilità che io possa rappresentare una minaccia». Il sospettato ha viaggiato in treno Amtrak da Los Angeles a Chicago e poi a Washington, alloggiando all’Hilton venerdì, ha dichiarato il procuratore generale ad interim degli Stati Uniti, Todd Blanche, in diversi talk show domenicali. Aggiungendo che Trump e i membri di alto livello della sua amministrazione erano i probabili obiettivi. Negli Stati Uniti, i passeggeri dei treni non sono tenuti a passare attraverso i metal detector come negli aeroporti.

Dichiarazioni radicali

Secondo quanto riferito da un funzionario, gli agenti delle forze dell’ordine che hanno interrogato la sorella di Allen hanno appreso che quest’ultimo aveva la tendenza a rilasciare dichiarazioni radicali, aveva partecipato a una protesta anti-Trump del movimento “No Kings” e aveva accennato a un piano per fare «qualcosa» per risolvere i problemi del mondo di oggi. Trump ha suggerito che la protesta potrebbe aver spinto il sospettato all’azione. «Parte del motivo per cui ci sono persone come lui è che ci sono persone che protestano contro i re», ha detto alla CBS. «Io non sono un re».