Sul campo da golf di Trump arriva il “Don Colossus”, la statua d’oro finanziata dal gruppo di criptovalute $PATRIOT

Si avvicina l’inizio del Cadillac Championship 2026, evento di punta del PGA Tour in programma dal 30 aprile al 3 maggio, principale circuito professionistico maschile di golf negli Stati Uniti e nel mondo, organizzato dall’omonima entità con sede in Florida. Sarà ospitato per la seconda volta, dopo il 2016, dal campo da golf Blue Monster, di proprietà del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, all’interno dell’omonimo Trump National Doral Golf Club. La particolarità di questa edizione? L’inaugurazione di un’opera dal titolo “Don Colossus”, una statua rivestita in foglia d’oro e alta 4,5 metri che sembra ritrarre Trump subito dopo l’attentato del 2024. Non tutti i giocatori hanno ritenuto allettante, però, l’idea di farsi fotografare vicino all’opera.
I guess all the media that sensationalize our story for clickbait can now follow up with an update. The $PATRIOT Statue is up and ready for the 2026 PGA Cadillac championship at Trump National Doral.
— Patriot Token (@Patriot_Erc20) April 24, 2026
PATRIOTS!!! Let’s jump on a VC in main TG and we can schedule an X Space later… pic.twitter.com/Vwv2q7RBoM
Il “Don Colossus”: la statua che commemora il coraggio di Trump
Si tratta di una statua in bronzo da 3,1 tonnellate, in cui il solo piedistallo pesa 3.175 kg, per un’altezza di 4,5 metri (6,7 contando anche la base). Sarebbe interamente ricoperta di foglia d’oro e il solo costo della preziosa rifinitura ammonterebbe a 60.000 dollari. L’immagine sarebbe ispirata alla famosa fotografia che ritrae Donald Trump alzare il pugno vittorioso, nonostante l’orecchio sanguinante, per essere scampato all’attentato del luglio del 2024 ad opera di Thomas Matthew Crooks, che lo aveva colpito sul palco di un comizio a Butler, in Pennsylvania. Corey Comperatore, un 50enne ex capo dei vigili del fuoco, era stato l’unica vittima dell’attacco e aveva perso la vita nel tentativo di fare da scudo alla moglie e alla figlia. Il gruppo di criptovalute $PATRIOT aveva commemorato l’accaduto, a un anno di distanza, scrivendo: «Un nuovo sceriffo stava arrivando in città ed era ora che tutti loro affilassero le matite. Dio ha un piano per Donald Trump affinché governi le terre benedette dell’America e dei suoi più grandi alleati. Restate vigili e osservate come si svolgerà tutto».
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Il Patriot Awards: il premio ai patrioti d’America
L’immagine di Trump con il pugno alzato in segno di vittoria è considerata il marchio di fabbrica del gruppo di criptovalute $PATRIOT, il cui motto è «Il patriottismo è la narrazione principale di questo movimento!». Il gruppo, nel novembre 2024, aveva diffuso le immagini del primo campione dei PATRIOT Awards, un premio istituito per personalità di spicco che si fossero distinte per il loro patriottismo, commentando: «Il nostro obiettivo è premiare i patrioti che hanno giocato un ruolo fondamentale in questa epica vittoria repubblicana e molti altri per il loro servizio al Paese. Chi sarà il primo? Restate sintonizzati».
Conor McGregor posted his brief moment with a PATRIOT Award on his Instagram. This 20 pound plus solid bronze award is one of the hottest items in America at the moment.
— Patriot Token (@Patriot_Erc20) January 22, 2025
Those who love @realDonaldTrump want one badly!!!
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L’opera commissionata ad Alan Cottrill
Nell’agosto 2024, a un mese dall’attentato a Butler contro Trump, il gruppo $PATRIOT aveva commissionato all’artista Alan Cottrill la realizzazione di un’opera che commemorasse il coraggio di Trump dimostrato in occasione dell’attentato di cui era stato vittima, e superstite, nel 2024 a Butler, in Pennsylvania . Il compenso previsto era di 360.000 dollari per l’opera e altri 60.000 dollari per la doratura e le prime immagini che ritraggono parti della statua risalgono a novembre 2024, completata poi nel gennaio 2025.
Le controversie sulla violazione del copyright
Sembra però che l’immagine sia stata utilizzata, nel corso del tempo, per scopi diversi da quelli per i quali era stata commissionata inizialmente al suo ideatore: l’autore aveva così trattenuto l’opera in un luogo segreto nella contea di Muskingum, a est di Columbus, e si era rifiutato di restituirla finché tutte le parti non avessero raggiunto un accordo. L’accusa era che la statua fosse stata utilizzata dal gruppo per vendere token, violandone il copyright. Da allora, quindi, l’opera era rimasta nascosta, fino al raggiungimento, una settimana fa, di un accordo con $PATRIOT. Già dal gennaio di quest’anno, però, circolavano le immagini di una sua versione in miniatura, posizionata all’interno della tenuta di Doral, suggerendo una sua collocazione finale di grande effetto, che l’avrebbe resa seconda solo alla celebre Statua della Libertà, simbolo di New York e degli Stati Uniti d’America. Sembra che l’artista abbia personalmente imballato la statua, fissandola a un rimorchio a pianale e guidando personalmente dall’Ohio a Miami, prima di installarla sul piedistallo progettato su misura che domina i campi da golf del resort.
A $PATRIOT Award was used to position the pedestal facing the desired angle.
— Patriot Token (@Patriot_Erc20) January 8, 2026
After the Statue of Liberty the $PATRIOT Statue will be the most recognized statue in America. @realDonaldTrump is the most significant American in decades and we’ve made sure his statue is as yuuuge… pic.twitter.com/4hb1ind741
Le reazioni dei golfisti partecipanti al Cadillac Championship 2026
Le reazioni dei golfisti che parteciperanno al torneo hanno spaziato tra il tiepido e l’ironico. L’atleta Maverick McNealy, alla richiesta di un commento alla statua, si è limitato a dire: «È molto alta e molto dorata». Tommy Fleetwood l’ha presa con più ironia e ha dichiarato «Se un giorno avrò un mio resort, magari ci metterò sopra una grande statua dorata che mi raffigura». Rickie Fowler, golfista americano, ha dichiarato: «Mi farà sembrare ancora più piccolo di quanto già non sia». Sembra inoltre che, alla richiesta di scattare una fotografia di gruppo con tutti gli atleti, sia seguito da parte loro un deciso rifiuto, commentato amaramente dal fotografo: «Ok, non sapevo che foste tutti così progressisti».
