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Terremoto Biennale: si dimette la Giuria internazionale. Meloni: «Buttafuoco persona capacissima ma non avrei fatto come lui»

30 Aprile 2026 - 19:28 Stefania Carboni
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La decisione all'indomani della visita degli ispettori del ministero della Cultura. Sale la tensione politica. La premier: «Sull'invio la persona giusta a cui chiedere credo sia il ministro Giuli. Non ho avuto modo di parlarne con lui»

Si è dimessa la Giuria internazionale della 61/a Esposizione internazionale d’Arte, al via il 9 maggio, composta da Solange Farkas (presidente), Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma, Giovanna Zapperi. Lo comunica una nota della Biennale di Venezia, all’indomani della visita degli ispettori del ministero della Cultura. 

Di male in peggio: tutte le fratture della Biennale

Questo è l’ultimo capitolo di un’edizione tumultuosa ancora prima della sua apertura ufficiale per il 9 maggio. Recentemente la giuria internazionale aveva deciso di non assegnare premi ad artisti legati a Paesi i cui leader sono accusati di crimini internazionali, misura che riguarda in particolare Russia e Israele. Il Ministero della Cultura italiano ha inviato ispettori per verificare la situazione, soprattutto sul padiglione russo, la cui presenza viene criticata da altri paesi europei. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che aveva manifestato più volte contrarietà alla presenza russa, sarà assente non solo all’inaugurazione anche anche alle giornate di pre-apertura. Non succedeva da 20 anni. La mossa è arrivata dopo che il presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco, aveva definito l’ente culturale come una sorta di «Onu dell’arte», da cui «non si può escludere nessuna nazione», inclusi Paesi come Russia e Israele. Nelle scorse settimane l’Unione Europea aveva minacciato di ritirare finanziamenti se la partecipazione attiva di Mosca fosse stata confermata.

La reazione di Meloni: «Buttafuoco è capacissimo, ma non avrei fatto la sua scelta»

«Non le so dire delle dimissioni della giuria, perché l’ho letto mentre scendevo, non so dire se sono collegate al tema dell’invio degli ispettori. Sulle dinamiche di questa vicenda mi sono leggermente persa, mi fermo alla posizione iniziale: la scelta sul padiglione russo, il governo ha dichiarato di non condividerla, dopodiché la Biennale è un ente autonomo, e Buttafuoco è una persona capacissima, questa scelta non l’avrei fatta al suo posto». Queste le parole della premier Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, rispondendo a chi le domandava se l’invio degli ispettori alla Biennale sia stato un atto ostile verso il presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco. «Sull’invio degli ispettori la persona giusta a cui chiedere credo sia il ministro Giuli, perché presumo lui abbia fatto questa scelta. Non ho avuto modo di parlarne con lui», ha aggiunto Meloni. Il vicepremier Matteo Salvini, presente anche lui al punto stampa, ha detto di condividere la linea della presidente del Consiglio. Ma si lancia più a sostegno delle scelte di Buttafuoco: «Ha deciso di assegnare i premi alla fine dell’evento, meglio di così non poteva andare».

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