Eshkol Nevo escluso dal Libro Possibile? La petizione (firmata anche da un arcivescovo) per revocare l’invito allo scrittore israeliano

Una petizione che spacca il mondo della cultura e accende il dibattito politico in Puglia, arrivando a incassare anche il sostegno di un alto prelato. Al centro della contestazione c’è lo scrittore israeliano Eshkol Nevo, atteso come uno degli ospiti di punta della prossima edizione del Libro Possibile, il celebre festival letterario che si svolgerà dall’8 all’11 luglio a Polignano a Mare e dal 21 al 25 luglio a Vieste. I promotori dell’iniziativa chiedono formalmente l’esclusione dell’autore dal programma. Il motivo della protesta, come si legge nel testo della petizione indirizzata al presidente della Regione Puglia e agli organizzatori dell’evento, risiede nel silenzio dello scrittore rispetto all’attuale scenario in Medio Oriente. Secondo i firmatari, infatti, Nevo «non ha espresso una chiara e pubblica presa di distanza dalle politiche del governo israeliano, dalla devastazione di Gaza e dall’espansione del conflitto nell’intero Medio Oriente».
Chi ha firmato la petizione contro Nevo
La mobilitazione, di cui ha dato notizia il Corriere del Mezzogiorno, sta raccogliendo un numero crescente di adesioni trasversali. A colpire è soprattutto la presenza di nomi di primo piano delle istituzioni locali e della Chiesa. Tra i firmatari più noti figurano infatti Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, la vicesindaca di Bari Giovanna Jacovone e il neo sindaco di Molfetta Manuel Minervini, oltre a una folta platea di docenti universitari, professionisti, intellettuali e attivisti del territorio. «La richiesta nasce dal dolore, dallo sgomento e dall’indignazione per quanto il governo e l’esercito israeliani stanno compiendo a Gaza e nei Territori palestinesi occupati». Questo spiegano i promotori per motivare un’iniziativa destinata a far discutere, ricordando che ormai «sempre più osservatori parlano apertamente di una delle più gravi catastrofi umanitarie del nostro tempo».
«Non contestiamo la libertà d’espressione, ma la cultura difenda l’umanità»
I firmatari della petizione hanno voluto specificare che la richiesta non costituisce un attacco personale alle qualità della produzione letteraria di Nevo, né un tentativo di censura preventiva. Il nodo della questione viene spostato sul piano della responsabilità etica che chi fa cultura dovrebbe assumersi davanti a una crisi umanitaria di tale portata. «Non contestiamo il valore letterario delle opere di Eshkol Nevo né il principio della libertà di espressione, che consideriamo un bene fondamentale e irrinunciabile. Riteniamo tuttavia che gli intellettuali abbiano una responsabilità particolare nei momenti più tragici della storia. Non basta raccontare l’umanità: occorre difenderla».
Il tema del Festival
Il corto circuito ideale, secondo il comitato, diventa ancora più evidente se relazionato alla traccia portante scelta per gli incontri di quest’anno dal festival pugliese. La conclusione del testo lancia infatti un interrogativo diretto agli organizzatori, mettendo a contrasto la narrazione culturale con la cruda realtà del conflitto: «Se il tema del Libro Possibile è “Discorso all’umanità“, allora la prima domanda che dobbiamo porci è dove sia oggi l’umanità davanti alle macerie di Gaza, davanti ai corpi dei bambini estratti dalle rovine, davanti alla fame che colpisce la popolazione civile».

