Il derby Roma-Lazio si gioca domenica alle 12. Il ricatto degli ultras e la resa della prefettura

La penultima giornata di Serie A si giocherà alle 12 di domenica 17 maggio. Passa così la proposta della Lega Calcio, a cui la prefettura si sarebbe piegata, nonostante la prima decisione di rinviare tutte e quattro le partite a lunedì 20.45 per questioni di ordine pubblico, vista la quasi concomitanza a pochi metri con la finale degli Internazionali di Roma. A pesare, spiega La Gazzetta dello Sport, sarebbe stata la minaccia degli ultras di Roma e Lazio di non entrare all’Olimpico, in caso di partita di lunedì. Una protesta che avrebbe inevitabilmente portato a un altro problema di ordine pubblico, probabilmente ancora più ad alto rischio scontri.
La decisione è arrivata dopo che il Tar del Lazio aveva deciso di non decidere sul ricorso della Lega Calcio. Il presidente del tribunale amministrativo, Roberto Politi, dopo l’audizione delle parti svolta a metà pomeriggio, aveva invitato Prefettura di Roma e Lega Serie A a sedersi attorno a un tavolo per trovare un’intesa su giorno e orario del derby. Politi aveva però messo le mani avanti: se l’accordo non fosse arrivato entro la sera stessa, avrebbe deciso lui il giorno dopo. Invariato l’orario della finale del torneo maschile degli Internazionali, confermato alle 17 di domenica sulla terra rossa del centrale del Foro Italico.
Perché la Lega Serie A si oppone allo spostamento del derby al lunedì
Durante l’audizione, la Lega Serie A ha elencato i motivi del suo no allo spostamento d’ufficio della gara al lunedì sera. Il primo è l’ordine pubblico: traslocare il derby significherebbe rivedere anche altre 4 partite in programma in contemporanea, in una giornata per cui è già stato annunciato uno sciopero. A questo, si aggiungono i precedenti, perché in passato rinviare la stracittadina ha creato non pochi grattacapi, l’organizzazione già avviata dai tifosi di tutte le squadre e il rischio di incidere sulla regolarità del campionato.
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Binaghi: «Non è colpa nostra se il calendario della Serie A è fatto con i piedi»
La questione ovviamente non riguarda solo il calcio, ma impatta direttamente sulla finale degli Internazionali di Roma. L’ultima proposta presentata dalla Lega Calcio e respinta dalla Prefettura, prevederebbe anche il posticipo di 30 minuti dell’inizio della finale degli Internazionali di Roma. Uno scenario impossibile, come dichiarato dal presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi: «Non ci siamo spostati per 25 anni. Per di più la Serie A è proprietaria dei diritti, può sistemare il calendario come vuole. Noi, invece, facciamo parte di un circuito internazionale con la supervisione dell’Atp». Non manca un attacco alla Serie A: «Non credo ci sia la possibilità di spostare la finale solo perché c’è un deficiente che ha fatto il calendario con i piedi», ha detto Binaghi in zona mista degli Internazionali di Roma.
Le posizioni dei club: la nota della Roma e la provocazione di Sarri
Uno scontro, passato dalle dichiarazioni alle vie legali, che non mette d’accordo neanche i diretti interessati. Roma e Lazio sono opposte, non solo sul campo. Ieri sera, a margine della finale di Coppa Italia persa contro l’Inter, ha parlato il tecnico biancoceleste, Maurizio Sarri: «Se il derby con la Roma si gioca di lunedì vengo, domenica alle 12.30 giocano loro. Se fossi il presidente Lotito non presenterei nemmeno la squadra, tanto per noi è uguale, prendiamo un punto di penalizzazione ed è chiusa lì». L’ex allenatore di Juventus e Napoli ha anche attacca la Lega: «Il casino viene da una serie di errori clamorosi della Lega e ora deve rimediare. Però il prefetto è stato chiaro, speriamo che sia lunedì la data». Al contrario, con una nota ufficiale pubblicata sul proprio sito, la Roma si starebbe impegnando per far anticipare il derby: «Il club sta lavorando incessantemente in ogni sede opportuna, affinché la gara possa essere disputata domenica, nella convinzione che debbano essere tutelati i diritti di ogni cittadino, tifoso e abbonato giallorosso».

