Amministrative del 24 e 25 maggio, perché Fratelli d’Italia punta su Lecco: persa per 31 voti, oggi può pesare sugli equilibri del centrodestra

Nella tornata di amministrative del 24 e 25 maggio, in Lombardia c’è un capoluogo di provincia che è un osservato speciale per Fratelli d’Italia. Si tratta di Lecco, per il partito della premier una sfida da seguire con attenzione. Un capoluogo lombardo, oggi governato dal centrosinistra, che il centrodestra perse nel 2020 per appena 31 voti e che ora FdI vuole riconquistare. Mauro Gattinoni, cinque anni fa, vinse il ballottaggio con 10.978 voti contro i 10.947 di Giuseppe Ciresa: uno scarto minimo, rimasto una ferita aperta nel centrodestra lecchese. Il nome scelto per la rivincita è quello di Filippo Boscagli, sostenuto da tutta la coalizione: Fratelli d’Italia in testa. A sfidarlo c’è il sindaco uscente Mauro Gattinoni, candidato del centrosinistra, appoggiato da Pd, Alleanza Verdi-Sinistra e le civiche (non corre invece il Movimento 5 Stelle).
In Lombardia al centrodestra solo Sondrio
Lecco pesa più dei suoi numeri perché la Lombardia, che salvo anticipi andrà al voto nel 2028, è governata dal centrodestra. Ma sul territorio il quadro è molto meno favorevole alla coalizione. Tra gli undici capoluoghi di provincia, oltre alla Milano di Beppe Sala, il centrodestra governa solo Sondrio, con Marco Scaramellini riconfermato nel 2023.
Per questo la tornata di maggio viene considerata da FdI una partita simbolica: non solo la rivincita dopo la sconfitta al fotofinish del 2020, ma la possibilità di aggiungere un altro capoluogo lombardo alla mappa del centrodestra. E, soprattutto, di metterci la firma del partito. Nel ragionamento dei meloniani, è una sfida che si inserisce in una partita più ampia: costruire peso territoriale in Lombardia in vista della futura discussione sulla presidenza della Regione, oggi guidata dalla Lega con Attilio Fontana. E prima ancora della partita per Milano, dove a un anno dal voto il centrodestra fatica ancora a trovare una sintesi sul candidato.
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Nel 2020 la sconfitta per 31 voti
Cinque anni fa, a Lecco Ciresa arrivò al ballottaggio in vantaggio dopo il primo turno, ma fu superato da Gattinoni sul filo di lana. Trentuno schede di differenza. Abbastanza per consegnare Palazzo Bovara al centrosinistra e trasformare Lecco in uno dei rimpianti più brucianti della coalizione in Lombardia. Ora FdI vuole ribaltare quella storia. La candidatura di Boscagli è il risultato di una mediazione interna al centrodestra, arrivata dopo mesi di confronto soprattutto con la Lega. Il Carroccio aveva inizialmente un proprio nome in campo, Carlo Piazza, poi rientrato nella lista leghista dopo il passo indietro. La sintesi finale ha consegnato la candidatura a Fratelli d’Italia.
FdI ha schierato 32 candidati, cercando di dare alla lista un profilo largo: amministratori uscenti, professionisti, giovani, esponenti del mondo economico e sociale. Il capolista è Emilio Minuzzo, capogruppo uscente in consiglio comunale. Tra i nomi più riconoscibili ci sono Massimo Sesana, già presidente di Confcommercio Lecco, Daniele Stefanoni, atleta paralimpico professionista, e Paolo Fiocchi.
Dall’altra parte Gattinoni prova a difendere cinque anni di amministrazione e a chiedere continuità per il centrosinistra. Ma i candidati in campo non sono finiti. Ci sono Mauro Fumagalli con Orizzonte per Lecco, Francesca Losi con il Partito popolare del Nord e Giovanni Colombo con Patto per il Nord, che potrebbe creare qualche problema alla Lega di Salvini e complicare i piani del centrodestra. Un quadro frastagliato che può rendere difficile una vittoria al primo turno eaprire al ballottaggio.
FdI lavora a nuovi equilibri
La presidenza della Lombardia non è all’ordine del giorno immediato, ma nel centrodestra il tema esiste già. La Lega considera il Pirellone una sua roccaforte. Fratelli d’Italia, forte dei rapporti di forza nazionali, vuole dimostrare di poter ambire a un ruolo diverso anche nella regione più pesante del Nord. Senza contare il dossier Milano, tutt’altro che chiuso e sempre più bollente. Lecco, ragiona qualcuno, in quest’ottica può diventare un tassello utile a rafforzare le rivendicazioni di FdI. La posta in gioco, insomma, potrebbe andare oltre Palazzo Bovara.

