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Meta taglia migliaia di posti: l’intelligenza artificiale sostituisce il lavoro umano

21 Maggio 2026 - 14:22 Olga Colombano
I ricavi crescono del 16%, ma l'azienda di Zuckerberg taglia la forza lavoro per investire in intelligenza artificiale
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Oggi 8.000 dipendenti di Meta saranno licenziati e altre 6.000 posizioni aperte verranno chiuse. La società proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp contava oltre 78.000 dipendenti alla fine del 2025 e aveva già annunciato, nell’aprile dello scorso anno, l’intenzione di ridurre del 10% la propria forza lavoro. Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Meta, ha dichiarato più volte di ritenere inevitabile una progressiva sostituzione di molte attività del settore tecnologico con sistemi basati sull’intelligenza artificiale, inclusi gli assistenti di programmazione capaci di aiutare gli ingegneri a scrivere software. Nello stesso momento in cui migliaia di persone vengono allontanate, l’azienda ha comunicato il trasferimento di circa 7.000 lavoratori verso nuove iniziative legate all’AI, segnale di una trasformazione interna sempre più radicale.

Lo shock dei dipendenti

Come riportato dal New York Times, i licenziamenti sono iniziati da Singapore, dove alle 4 del mattino, ora locale, migliaia di lavoratori hanno ricevuto una e-mail che comunicava la fine del rapporto di lavoro. Nelle ore successive, dipendenti in Gran Bretagna, Stati Uniti e in altri Paesi sono stati avvisati all’alba nei rispettivi fusi orari. Nel frattempo è nata anche una petizione interna contro un nuovo programma di Meta dedicato alla raccolta e all’utilizzo dei dati dei dipendenti per l’addestramento dei sistemi di intelligenza artificiale. Alcuni lavoratori sostengono che informazioni personali e conversazioni interne fossero accessibili ben oltre quanto inizialmente comunicato dall’azienda. La tensione è aumentata ulteriormente dopo il trasferimento di circa 7.000 dipendenti in quattro nuove divisioni focalizzate sullo sviluppo di strumenti e applicazioni basati sull’AI. Per molti lavoratori il messaggio è chiaro: mentre l’azienda investe miliardi nell’intelligenza artificiale, il valore del lavoro umano tradizionale viene progressivamente ridimensionato.

Meta non è l’unica azienda che sceglie di investire sull’AI

Meta non rappresenta un caso isolato. Nell’era dell’intelligenza artificiale, molte grandi aziende tecnologiche stanno ridimensionando e riorganizzando la propria forza lavoro. La scorsa settimana Cisco ha annunciato il licenziamento di 4.000 dipendenti per concentrare maggiori risorse sull’intelligenza artificiale. Anche MicrosoftBlock e Coinbase hanno recentemente avviato riorganizzazioni legate all’impatto della nuova tecnologia. PayPal ha tagliato circa 5.000 posti di lavoro, mentre Amazon ha eliminato circa 30.000 ruoli aziendali attraverso due cicli di licenziamenti tra la fine dello scorso anno e l’inizio di quello attuale.

L’azienda non è in crisi, ma sceglie di non investire sulle persone

I ricavi di Meta sono cresciuti del 16% nell’ultimo trimestre. Ma Zuckerberg dichiara che l’azienda prevede di spendere tra i 115 e i 135 miliardi di dollari quest’anno, gran parte dei quali destinati allo sviluppo di infrastrutture e prodotti basati sull’intelligenza artificiale. I tagli, quindi, non derivano da una crisi economica dell’azienda. Al contrario, riflettono una scelta strategica di fare lo stesso lavoro con meno persone grazie all’automazione e ai sistemi di AI, soprattutto nei ruoli junior e intermedi che fino a oggi rappresentavano l’ingresso naturale nel settore tecnologico. Ed è proprio questo a rendere la situazione diversa dai tradizionali cicli di licenziamenti. I consigli che per anni hanno accompagnato chi perdeva il lavoro, ovvero quello di trovare un ruolo simile in un’altra azienda dello stesso settore, rischiano così di non funzionare più, perché piano piano la stessa logica viene applicata contemporaneamente da tutte le grandi aziende tecnologiche.

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