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Conte: «Meloni? Su Israele una giravolta ipocrita»

22 Maggio 2026 - 06:30 Alba Romano
Giuseppe Conte
Giuseppe Conte
Il presidente del M5s: governo azzoppato dopo il referendum, vede il calo dei consensi
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Quella di Meloni su Israele è una «giravolta ipocrita». Perché la richiesta di sanzioni nei confronti di Itamar Ben-Gvir è figlia del calo di consensi. A dirlo è Giuseppe Conte in un’intervista a Repubblica: «Non c’è nessuna differenza tra la prima spedizione di Flotilla e questa. In entrambi i casi abbiamo l’abbordaggio di navi in acque internazionali, la deportazione di cittadini sulla terraferma israeliana, che si configura come un sequestro di persona, e trattamenti degradanti e inumani». La conclusione è «che il governo, completamente azzoppato dopo il no al referendum sulla giustizia, sta abbracciando la dolorosa prospettiva del calo di consensi».

Meloni, Conte e Israele

Secondo il presidente del Movimento 5 Stelle «la cosa che andava fatta da subito, quando Netanyahu ha dimostrato di voler perseguire uno sterminio sistematico a Gaza, sfociato poi in genocidio, era interrompere la cooperazione militare e battersi in sede europea per stracciare l’accordo di associazione Ue-Israele, imporre pesanti sanzioni al primo ministro e a tutti i suoi sodali. E riconoscere immediatamente lo Stato palestinese».

Conte ricorda che il governo italiano e quello tedesco si sono opposti alla sospensione dell’accordo di associazione commerciale tra Ue e Israele: «L’Italia è stata uno dei Paesi chiave che ha impedito che passasse una linea di rigore e di condanna di un governo criminale, togliendo a Israele lo status di partner privilegiato dell’Unione europea. L’ipocrisia del nostro governo, che oggi fa finta di indignarsi per la deportazione della Flotilla, è pari a quello di Netanyahu che cerca di scaricare su Ben Gvir la responsabilità di quello che è successo. Un gioco delle parti ignominioso».

L’Italia e i bambini

Il leader grillino dice anche che «l’Italia sta rinunciando al suo futuro: i bambini. In questi 4 anni abbiamo visto tagliare agevolazioni ai mutui sulla prima casa degli under 36, i fondi sugli affitti, il governo ha persino voltato le spalle ai tanti giovani che prendono stipendi da fame dicendo no al salario minimo. Quando saremo al governo chiuderemo questa stagione». Le risorse verrebbero «da extraprofitti nei settori militare, bancario ed energetico, rivediamo gli impegni sul riarmo e i vincoli a Bruxelles sottoscritti da questo governo, scongeliamo i 13,5 miliardi sul plastico del Ponte sullo Stretto e ridiamo risposte a famiglie e imprese schiacciate da costi esorbitanti che bloccano il futuro».

Il patto di stabilità

Sulla richiesta di deroga al patto di stabilità, Conte ricorda che «quel Patto lo ha firmato la Meloni, ora sa come andrà a finire? Che saranno costretti a usare i soldi non spesi del Pnrr e i fondi di coesione, che sarebbero serviti invece per asili nido, scuole e infrastrutture. Ditemi voi se questo è un governo responsabile».