Domani e le chat antisemite dei dirigenti FdI di Trento: «Non so cosa ci sia peggio degli ebrei»

Il giornale Domani pubblica una chat di dirigenti di Trento di Fratelli d’Italia in cui si leggono pesanti espressioni antisemite. Nella chat su Whatsapp ci sono ex consiglieri comunali e componenti del coordinamento provinciale. Tra le frasi si leggono: «Non so cosa ci sia peggio degli ebrei», «leccaculo dei giudei», «ad averci le p… le cose sarebbero diverse».
Le chat antisemite di FdI a Trento
La storia comincia quando il giornalista e militante di FdI Francesco Barone pubblica una storia su Instagram in cui ci sono lui e David Parenzo, in quei giorni a Trento per il Festival dell’Economia. L’immagine non passa inosservata nella “minoranza” di FdI locale, capitanata dall’ex consigliere comunale, Cristian Zanetti, sconfitto nel congresso provinciale dello scorso autunno. «Tra minchioni si intendono bene», scrive Daniele Demattè, consigliere comunale di FdI a Trento, postando lo screenshot fatto dal profilo Instagram del collega di partito. Demattè è consigliere comunale al secondo mandato. Esprimendo un commento solo poco lusinghiero. Dopo di lui però arriva Zanetti e scrive: «Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci», scrive proprio in risposta a Demattè. Il riferimento sembra rivolto a Parenzo.
I nomi
Subito dopo Antonio Manara scrive dei «leccaculo dei giudei». Infine Silvia Farci, candidata non eletta alle ultime elezioni comunali, scrive: «Vero», rispondendo a Manara. E aggiunge: «Senza dignità e senza personalità. Ad avercene i palle non saremo in certe condizioni». Contattato da Domani, Manara ammette il contenuto della conversazione: «Il messaggio cui si fa riferimento è stato estrapolato da una conversazione in un gruppo WhatsApp strettamente privato, composto da un numero limitato di persone e privo di qualsiasi finalità di diffusione pubblica o di propaganda. L’espressione cui Lei fa riferimento, Le è stata riportata senza alcuna contestualizzazione, soprattutto vista la natura confidenziale del dialogo. L’espressione era semmai limitata ad una critica politica avverso il genocidio che si sta perpetrando in Palestina ed alla assoluta inerzia dell’attuale governo».
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La replica
«Si invita pertanto a non diffondere i miei dati con riserva di adire le Autorità competenti», conclude Manara. Zanetti, invece, dice di non ricordare la conversazione: «A me non risulta, non la ricordo neanche. Per quanto ne so questi screenshot possono anche essere stati modificati». Poi aggiunge: «Vorrei capire come ha una mia chat privata», e rivendica il suo impegno per la memoria: «Sono l’unica persona in consiglio comunale ad aver proposto Gino Bartali come Giusto tra le Nazioni per aver salvato gli ebrei. Nascondeva i certificati nei tubolari delle bici usati per gli allenamenti con lo scopo di salvare gli ebrei. La strada è stata intitolata grazie a me. Si informi sul mio conto». E chiude: «Sa perfettamente che posso denunciare e lo farò il giorno dopo».

