Addio Orbán: l’Ue «scongela» 16 miliardi di euro a Magyar e riapre l’Erasmus agli studenti ungheresi

Tornano ad aprirsi le porte d’Europa per gli studenti ungheresi. Dopo quattro anni di “purgatorio” deciso dall’Ue per sanzionare le politiche scientifiche di Viktor Orbán, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha annunciato oggi che sin dal prossimo anno accademico ripartirà il programma Erasmus per le università e gli studenti ungheresi. È una delle prime conseguenze concrete del ritorno della piena collaborazione tra Ue e Ungheria dopo il trionfo elettorale di Peter Magyar. Insediatosi formalmente lo scorso 9 maggio, giorno della Festa d’Europa, Magyar tra ieri e oggi ha fatto la sua prima visita da premier a Bruxelles, ed è riuscito a strappare subito una serie di impegni concreti – politici e finanziari – dalla Commissione Ue. Quello che la stessa von der Leyen ha presentato col sorriso più smagliante riguarda appunto l’Erasmus, «programma iconico che è uno dei grandi marchi di fabbrica dell’Ue» che per quattro anni era rimasto di fatto inaccessibile a studenti e ricercatori ungheresi.
Perché l’Ue aveva bloccato gli scambi con l’Ungheria
Nel 2022 l’Ue aveva congelato infatti programmi e fondi a una trentina di atenei ungheresi, la maggior parte, dopo che Orbán aveva varato una legge per portarli di fatto sotto il controllo diretto del governo trasformandoli giuridicamente in fondazioni pubbliche. Per anni di fatto studenti e ricercatori ungheresi sono stati tagliati fuori da tutti i principali programmi congiunti di studio e ricerca Ue, nel quadro di Erasmus+ e di Horizon Europe. Ora, considerata la decisione quasi immediata del nuovo governo Magyar di incardinare una legge per smantellare quelle “fondazioni pubbliche” ed altre norme per sradicare i conflitti d’interesse e le pressioni sulla libertà accademica, la Commissione ha deciso di partire proprio da qui per tendere il suo ramoscello d’ulivo all’Ungheria. «Con l’Erasmus gli europei si innamorano di un’altra lingua, cultura, Paese e dei suoi cittadini, e nel farlo capiscono che la nostra diversità è la nostra forza. È importantissimo che anche gli ungheresi possano beneficiare di quest’esperienza di vita unica partecipare. Quindi sin dal prossimo anno accademico gli studenti ungheresi potranno tornare a far parte della comunità Erasmus», ha annunciato Ursula von der Leyen.
I fondi Ue che tornano a Budapest: quali, come e quando
Sul piano economico dalla visita a Bruxelles Magyar porta a casa soprattutto l’impegno della Commissione a sbloccare progressivamente oltre 16 miliardi di euro congelati negli anni scorsi sempre nell’ambito delle contestazioni Ue all’Ungheria sul rispetto dello stato di diritto. Von der Leyen su questo ha voluto dare un ampio credito di fiducia a Magyar, considerato che si è insediato da neppure un mese. «In tempi record hai formato un nuovo governo con professionisti di prim’ordine, e vi state muovendo con rapidità e determinazione per concretizzare le promesse fatte agli ungheresi – avviare la ripresa economica, combattere la corruzione e restaurare lo stato di diritto. In tempi molto brevi avete già ottenuto progressi concreti, ma – ha avvertito von der Leyen – non prenderemo scorciatoie». Von der Leyen ha dato il via libera quindi allo sblocco di 10 miliardi di euro del programma Next Generation EU – 6,5 di contributi a fondo perduto e 3,5 di prestiti – «a condizione che siano portate avanti le riforme e implementati gli investimenti» annunciati in queste prime settimane da Magyar. A questo scopo i tecnici della Commissione hanno lavorato «giorno e notte» con quelli di Budapest per concordare una lista aggiornata di progetti per il Pnrr ungherese, concentrata su settori come «energia, case, trasporti e PMI». Von der Leyen acconsente poi in principio allo sblocco di 4,2 miliardi di euro ala luce dei progressi fatti dal nuovo esecutivo, mentre altri 2,2 miliardi di fondi saranno scongelati se arriveranno risultati concreti sul tema della libertà accademica e dell’autonomia delle università.
Ti potrebbe interessare
- Torna la «danza della vittoria» del ministro della Salute ungherese, chi è Zsolt Hegedűs: l’ultimo show virale per il governo di Magyar – I Video
- Cade il veto dell’Ungheria, via libera finale al prestito Ue da 90 miliardi per l’Ucraina. Zelensky: «Oggi è un giorno importante»
- Ungheria, schiaffo dall’UE: è illegale vietare contenuti LGBTQ+ ai minori
Ungheria-Ucraina, una pagina nuova
«Riportiamo questi soldi a casa, come promesso, per ricostruire l’Ungheria, rilanciare l’economica, ripristinare e sviluppare i servizi pubblici e rafforzare la competitività delle aziende ungheresi, comprese le PMI», ha rivendicato Magyar, sottolinenando come gli sforzi del governo per mettere sui binari norme e azioni concrete contro la corruzione rampante degli anni di Orbán portino benefici concreti per la gente. Sia Magyar che von der Leyen hanno poi sottolineato come lo sblocco di questi 16,4 miliardi di euro Ue non abbia alcuna relazione diretta con il via libera da parte dell’Ungheria ai negoziati per l’adesione dell’Ucraina all’Ue. Ciò non toglie però che anche quel dossier sia stato riaperto, con spiragli promettenti. «Stiamo già parlando con ucraini, abbiamo bisogno di garanzie sulla tutela culturale e linguistica dei 100mila ungheresi che vivono lì (nella regione della Transcarpazia, ndr)», ha detto da Bruxelles Magyar, ribadendo di essere pronto a incontrare presto Volodymyr Zelensky «in un’area a maggioranza linguistica ungherese in Ucraina», ha ribadito Magyar.
La spinta Ue per l’adesione di Ucraina e Moldavia
Sul tema dell’allargamento, quanto a lei, Von der Leyen ha ribadito che si tratta sempre di un processo «basato sul merito», ma che proprio per questo, visti gli enormi progressi fatti sulla strada delle riforme, Ucraina e Moldavia sono ora in condizione di poter aprire con l’Ue i negoziati di adesione – cosa che la Commissione proporrà ufficialmente di fare nelle prossime settimane ai capi di Stato e di governo. «Ne parleremo al Consiglio europeo», ha detto von der Leyen dando appuntamento per le discussioni del caso al vertice in programma a Bruxelles i prossimi 18 e 19 giugno.
In copertina: Il premier ungherese Peter Magyar con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen – Bruxelles, 29 maggio 2026 (Ansa/Epa – Olivier Hoslet)

