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Ebola, obbligo di dichiarazione per chi arriva da Congo e Uganda e nuove regole per i voli: cosa prevede l’ordinanza del ministero della Salute

30 Maggio 2026 - 12:24 Alba Romano
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Dai livelli di rischio alle norme per i vettori, fino allo scalo «solo a Fiumicino»: cosa c'è nell'ordinanza pubblicata in Gazzetta ufficiale e firmata dal ministro Schillaci
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Obbligo di «dichiarazione e comunicazione» per chi arriva da Congo e Uganda e nuove disposizioni per i voli. È, questo, in sintesi il contenuto dell’ordinanza pubblicata nella Gazzetta ufficiale e firmata dal ministro della Salute, Orazio Schillaci. Chi entra in Italia «con qualunque mezzo di trasporto» dovrà compilare e firmare un’apposita dichiarazione entro 24 ore dall’arrivo, utilizzando il modulo allegato all’ordinanza. Il documento dovrà essere inviato via e-mail oppure consegnato direttamente al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria locale competente per residenza o domicilio.

In Italia «rischio basso»

A loro volta, Regioni e Province autonome dovranno trasmettere le dichiarazioni alla Direzione generale della Prevenzione del ministero della Salute entro le successive 24 ore, garantendo anche la massima diffusione delle informazioni attraverso i propri canali istituzionali. Il ministero sottolinea che il rischio di infezione da virus Ebola, ceppo Bundibugyo, in Italia resta «basso». L’ordinanza, precisa il provvedimento, è stata adottata in applicazione del principio di massima precauzione.

Le norme per i vettori

Le compagnie aeree o marittime hanno anche loro degli obblighi. Il provvedimento stabilisce che aerei e navi in arrivo in Italia dai due Paesi, sia direttamente che da scali intermedi, dovranno «avvisare i passeggeri dell’obbligo di comunicazione e invitarli a compilare e firmare il modulo». I moduli dovranno poi essere consegnati al personale dell’aereo o della nave, che li trasmetterà ai gestori dell’aeroporto e alle autorità portuali, che a loro volta gli invieranno alle autorità sanitarie competenti, ossia Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) del ministero della salute e Aziende sanitarie locali.

Se il passeggero ha sintomi, atterraggio solo a Fiumicino

In caso di sintomi per un passeggero o per il membro dell’equipaggio di un volo diretto in Italia proveniente da un Paese con un focolaio attivo, l’aereo potrà atterrare solo nell’aeroporto sanitario di Fiumicino, dove saranno attuate le procedure previste per questi casi dalle ordinanze emesse dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera – Servizi per l’Assistenza Sanitaria al personale Navigante (Usmaf-Sasn).

I cinque livelli di rischio

Sono cinque i livelli di rischio in base ai quali individuare le misure più adeguate per le persone in arrivo in Italia da Rapubblica Democratia del Congo e Uganda. Per quanto riguarda l’esposizione, si distinguono quelle a rischio molto basso, basso, moderato, alto, molto alto. Le esposizioni ad alto rischio riguardano il contatto ravvicinato e senza protezioni con una persona con sintomi, o un rapporto sessuale non protetto con un caso fino a tre mesi dalla guarigione, o ancora contatto con materiale contaminato da liquidi biologici di un caso probabile o confermato o infine un’esposizione percutanea (per esempio una puntura d’ago) o attraverso le mucose a liquidi biologici, tessuti o campioni di laboratorio di un caso probabile o confermato.

Quando viene accertata una condizione di «alto rischio»

Sono considerate esposizioni ad alto rischio anche la partecipazione a riti funebri con esposizione diretta e senza protezioni a resti umani nelle aree colpite dal virus o provenienti da quelle aree, e il contatto diretto con pipistrelli, roditori o primati non umani vivi o morti da aree colpite, oppure il contatto con carne di animali selvatici. È invece considerato non ad alto rischio il contatto casuale o la condivisione di spazi con una persona con febbre, ma autonoma e in grado di camminare.

Foto copertina: ANSA/EPA/MARIE JEANNE MUNYERENKANA | Un coordinatore degli U-Reporters durante una campagna di sensibilizzazione contro l’Ebola a Goma, 29 maggio 2026

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