Liberato torna a casa, il Maradona di Napoli sold out per il concerto del cantante mascherato. Chi è e come si è fatto strada nella musica italiana

«Ce verimm’ tonight?» l’invito, accompagnato da una sciarpa del Napoli, è semplice ma irresistibile, perché a formularlo è Liberato. Artista anonimo e visionario, uno dei nomi più brillanti della nuova discografia italiana, che stasera, 5 giugno, debutterà al Diego Armando Maradona, lo stadio della sua città, con un live che fa rima con evento. Questo perché Liberato non parla se non nelle sue canzoni, al limite attraverso i videoclip di Francesco Lettieri, che lo ha anche raccontato in uno splendido documentario dal titolo Il segreto di Liberato.
Un segreto che non riguarda di certo la sua identità, che non devia di una virgola rispetto lo spessore di un artista che è stato capace, per primo, di portare la tradizione della propria città, la più complessa e meravigliosa provincia del mondo, in un oggetto di culto, attraverso un avanguardismo musicale toccato dal divino, un linguaggio senza confini che infatti gli ha permesso di arrivare in scioltezza anche al pubblico internazionale.
Il pubblico in fila
Pubblico, anche internazionale, che da stamane presto si è messo in fila in attesa dell’apertura dei cancelli dello stadio del Napoli, unica entità che Liberato segue su Instagram e che è stata capace di stanarlo per farlo esibire in occasione degli scudetti 2023 e 2025. Una esposizione rara, per i live di Liberato, meravigliosi, psichedelici, sono sempre avvenuti fuori dalla propria città.
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Un anno fa l’annuncio del live, poco dopo raggiunto un ragionevole sold out, nove anni fa invece l’esordio, il 3 febbraio del 2017 su Youtube con Nove maggio, data che nella musica italiana diventerà la sua data, quella in cui il cantautore mascherato riemerge per proporre la sua musica. Tre dischi finora all’attivo, Liberato I, II e III, più la colonna sonora del film Ultras (naturalmente di Lettieri) e un mixtape, uscito proprio un mese fa, stessa data, che dipingono un immaginario ultraromantico, forte di un’epica retrò resa digeribile e cool attraverso sonorità moderne. Un mix perfetto. Un mix letale. Un mix che conquista senza scampo.
Tutte le identità di Liberato
Una volta Rolling Stones glielo ha chiesto e lui, tramite mail, ha risposto: «Ma t’par’ a ’tte ’ca faccie tutt’ ‘sti tarantell’ p’sta’ tranquill’ e ’ppo’ te dic’ a ‘tte comme me chiamm’? e ya t’pozz’ dicere sul’ ca me chiamm’ liberato, so’ nat’ a napule e faccie ‘a museca». Quello dell’identità è un non problema, tra l’altro, a proposito di Napoli, ormai è un segreto di Pulcinella, dopo un walzer di teorie che andavano dallo strampalato all’inverosimile, oggi tutti concordano nell’ammettere che dietro quella maschera e quella che sembra una rigorosissima filosofia di vita e di approccio allo showbiz, si nasconda il polistrumentista Gennaro Nocerino, che vive tra Spagna e Francia, dove tra l’altro Liberato, tramite SACEM (la SIAE francese), è iscritto come autore.
Fun fact: nel 2022 per due settimane, per errore, il sito della SACEM ha serenamente lasciato online il vero nome di Liberato, per fortuna a nessuno in quel periodo è venuto in mente di controllare. Questo perché, chiaramente, Liberato ha anche fondato il proprio brand sull’anonimato, cosa che ne ha aumentato l’hype anche grazie al gioco, forse anche abilmente gestito, attorno alla scoperta della sua vera identità Per qualcuno Liberato era lo stesso Francesco Lettieri, che in realtà è del tutto coinvolto nella storia di Liberato avendo la responsabilità della narrativa filmica del progetto, assolutamente centrale. Ma Lettieri non canta, non è lui. Non è nemmeno Calcutta, anche se Calcutta ha interpretato le canzoni di Liberato, al posto di Liberato, durante l’edizione 2017 del MiAmi, tra l’altro, come viene raccontato ne’ Il segreto di Liberato, con il vero Liberato tra il pubblico. Durante i primi live qualcuno aveva riconosciuto sotto maschera e cappuccio il volto di Davide Panizza, fondatore dei PopX, ma no, non è neanche lui.
Non avendo troppi indizi di natura fisici molti sono passati ai testi, per tanti infatti Liberato era Emanuele Cerullo, giovane poeta napoletano, ma nemmeno lui è un cantante. È un cantante invece Livio Cori, per molti, anche Clementino ai tempi, la voce è identica, talmente che il cantante ha dovuto smentire pubblicamente. Interessante nonché poetica l’idea dello youtuber Iutubber Diego che, dopo una chirurgica analisi dei testi ha ipotizzato che Liberato potesse essere un giovane detenuto del carcere minorile di Nisida, nell’arcipelago delle isole Flegree; teoria ispirata proprio dal concerto a Napoli dove l’artista è arrivato dal mare, in gommone, proprio da quella direzione e scortato dalla polizia, e dall’abitudine di Liberato di aprire e chiudere tutti i suoi live con il suono di una sirena che ricorda quella di un carcere quando è in atto un’evasione. Anche questa, naturalmente, pura fantasia.

