Attentato in Israele, un morto e cinque feriti. Hamas: «Eroi». Ben Gvir: «Ora pena di morte per i terroristi» – Il video
Un cittadino israeliano è rimasto ucciso e almeno altri cinque sono stati feriti in un attacco armato avvenuto nella regione di Sharon, non lontano da Tel Aviv. La sparatoria è iniziata presso un benzinaio di Kochav Yair. Gli assalitori, a quanto sembra due arabi israeliani, hanno poi proseguito in auto e hanno aperto nuovamente il fuoco nei villaggi di Tzur Yitzhak e Tzur Natan e lungo la strada che li collega. La polizia israeliana è intervenuta e ha ucciso uno dei presunti killer – un arabo israeliano residente a Tayibe – e dà ora la caccia al secondo, del quale sarebbe già stata ritrovata l’auto, e a eventuali altri complici. I soccorritori non hanno potuto fare nulla per un uomo di 35 anni, dichiarato morto. Altre due persone sono state ferite in modo grave, tre in modo moderato, secondo il Magen David Adom (la Croce rossa israeliana). I cinque sono stati trasportati d’urgenza negli ospedali della zona.
Le reazioni opposte di Hamas e Ben Gvir
Informato dei fatti, il premier Benjamin Netanyahu ha subito tenuto una riunione di sicurezza. Il suo alleato di ultradestra Itamar Ben Gvir è passato invece subito al contrattacco, evocando la prima possibile applicazione della controversa legge che ha introdotto la pena di morte per atti di terrorismo contro i cittadini israeliani. «Se il terrorista verrà catturato vivo, sarà condannato a morte: questa è la legge e noi ne chiederemo l’applicazione. È esattamente per questo che Potere Ebraico ha promulgato la legge “Pena di morte per i terroristi”. Il sangue ebraico non è senza valore né privo di protezione. Chi uccide un ebreo vedrà il cappio dell’impiccagione», ha scritto su X il ministro della Sicurezza, finito nell’occhio del ciclone il mese scorso per aver umiliato pubblicamente gli attivisti della Flotilla per Gaza. Sul fronte opposto Hamas ha lodato gli aggressori che hanno sparato e ucciso il giovane israeliano, definendoli “eroi”, pur senza rivendicare l’attacco.

