Altro che figli sostitutivi: gli italiani con bambini sono anche quelli che hanno più animali domestici

I cani hanno preso il posto dei figli? Nonostante alcune polemiche recenti, i numeri dicono il contrario. Proprio le famiglie con bambini sono quelle che più spesso vivono con un animale domestico. A raccontarlo è il Rapporto Assalco-Zoomark 2026, secondo cui quasi due famiglie italiane su tre con figli piccoli hanno almeno un animale in casa. Un dato che mette in discussione una delle convinzioni più diffuse degli ultimi anni: quella secondo cui il boom di cani e gatti sarebbe una conseguenza diretta del calo delle nascite.
Nel 2025 gli animali domestici presenti nelle case italiane hanno raggiunto quota 53,6 milioni. La presenza di animali riguarda ormai il 54,5% delle famiglie italiane, un dato che conferma come il fenomeno sia diventato strutturale. Ma è osservando la composizione dei nuclei familiari che emerge l’aspetto più interessante. Nelle famiglie con bambini piccoli la quota sale infatti al 66,7%, mentre resta superiore al 60% anche nelle famiglie con figli adulti conviventi. Numeri che suggeriscono come la presenza di animali e quella dei figli non siano fenomeni alternativi, ma spesso convivano all’interno dello stesso nucleo familiare.
Le famiglie con bambini scelgono soprattutto i cani
A fare la differenza sono soprattutto i cani. Se in media sono presenti nel 28,7% delle famiglie italiane, la percentuale sale al 40,8% tra quelle con bambini piccoli. I gatti, invece, risultano particolarmente diffusi nelle famiglie con figli più grandi, dove raggiungono il 33,7 per cento.
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Secondo il rapporto, le specie meno tradizionali trovano invece maggiore spazio nei nuclei monoparentali con figli: in questo segmento i pesci sono presenti nell’11% delle famiglie, gli uccelli nel 7,3%, mentre rettili, anfibi e piccoli mammiferi si attestano rispettivamente al 5,7% e al 4 per cento.
L’animale più diffuso? Non è né il cane né il gatto
Nonostante siano cani e gatti a dominare l’immaginario collettivo e gran parte del mercato del pet food, l’animale più numeroso nelle case italiane è in realtà il pesce. Secondo il rapporto, nel Paese vivono oltre 25 milioni di pesci ospitati in circa 1,7 milioni di acquari.
Il dato supera ampiamente sia gli 11 milioni di gatti sia i 9,1 milioni di cani censiti nel 2025. Attorno all’acquariofilia ruota inoltre un comparto economico specializzato che comprende acquari, impianti di filtraggio, sistemi di illuminazione, mangimi specifici e prodotti per il trattamento dell’acqua. Un settore meno visibile rispetto a quello legato a cani e gatti, ma che continua a rappresentare una componente importante dell’industria degli animali da compagnia.
C’è ancora spazio per crescere
La diffusione degli animali domestici potrebbe aumentare ancora nei prossimi anni. Circa il 20% delle famiglie che oggi non possiedono alcun animale dichiara infatti di voler accoglierne uno entro i prossimi dodici mesi.
La propensione cresce ulteriormente tra chi un animale già lo possiede. Il 32,1% delle famiglie con animali afferma infatti di voler aggiungerne un altro in futuro, confermando una tendenza sempre più diffusa alla convivenza con più animali domestici all’interno della stessa casa.
I più gattari? I francesi
Nel confronto con le principali economie europee, l’Italia si colloca in una posizione intermedia. Le famiglie italiane risultano più propense ad avere un cane rispetto a quelle francesi e tedesche: nel 2023 possedeva almeno un cane il 28% delle famiglie italiane, contro il 27% di quelle spagnole, il 21% di quelle tedesche e il 20% di quelle francesi. Sul fronte dei gatti, invece, la Francia guida nettamente il gruppo con il 31% delle famiglie proprietarie, davanti alla Germania (24%), all’Italia (22%) e alla Spagna (17%).

