Abbandonò la cagnolina per strada, non sapeva di essere inquadrato. L’incidente e la corsa dal veterinario: cosa rischia con la nuova legge – Il video
Ha un nome e un volto il proprietario che alle tre di notte dello scorso 18 aprile ha lasciato in strada ad Aversa, nel Casertano, una cagnolina di appena tre mesi, poi travolta da un’altra auto in transito e morta nonostante la corsa in clinica veterinaria. A ricostruire la vicenda sono stati gli agenti della Polizia Provinciale di Caserta, coordinati dal colonnello Biagio Chiariello, che hanno analizzato le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, fino a risalire al responsabile. L’uomo è stato identificato e denunciato alla procura di Napoli Nord.
Le accuse e il ruolo dei video di sorveglianza
I filmati hanno permesso di contestargli il reato di abbandono di animali previsto dal codice penale, oggi punito in modo molto più severo dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice della strada. Alla denuncia si è aggiunto il ritiro immediato della patente, scattato dopo la comunicazione al prefetto di Caserta. «La tutela del benessere degli animali rientra tra le priorità della Polizia Provinciale di Caserta», sottolinea il comandante Chiariello, ricordando che in soli quattro mesi sono stati controllati circa 320 animali sul territorio.
Le pene più severe con il nuovo Codice della strada
Il quadro sanzionatorio è diventato molto più duro con la riforma del Codice della strada in vigore dal 14 dicembre 2024. L’articolo 727 del codice penale già prevedeva l’arresto fino a un anno o un’ammenda tra 1.000 e 10.000 euro per chi abbandonava animali domestici, con un aumento di un terzo se il fatto avviene in strada. La stretta più pesante scatta però quando l’abbandono provoca un incidente: per le lesioni personali gravi si va da tre mesi a un anno di reclusione, per quelle gravissime da uno a tre anni, mentre nel caso dell’omicidio stradale la pena arriva fino a sette anni. A queste si aggiungono le sanzioni accessorie, dalla sospensione fino alla revoca della patente, misura quest’ultima riservata ai casi più gravi.

