Il Lussemburgo inserisce nella Costituzione il diritto all’aborto

Il Lussemburgo ha approvato in via definitiva l’inserimento del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza nella propria Costituzione. Con il voto di oggi, 16 giugno, in Parlamento, il Granducato diventa il secondo Paese al mondo, dopo la Francia, a garantire esplicitamente l’accesso all’aborto nella sua legge fondamentale. La modifica costituzionale era già stata approvata in prima lettura lo scorso marzo, ma per le revisioni della Costituzione l’ordinamento lussemburghese richiede due votazioni separate da almeno tre mesi e una maggioranza qualificata dei due terzi dei deputati.
Chi ha votato a favore
Nel voto finale, 51 parlamentari si sono espressi a favore, sei contro e due si sono astenuti. A sostenere la riforma è stata un’ampia maggioranza trasversale, mentre l’opposizione è arrivata soprattutto dai rappresentanti della destra dell’ADR e da alcuni singoli deputati. Secondo quanto riportato dai media lussemburghesi, tra i contrari c’è stato anche il medico e parlamentare Gérard Schockmel, che aveva sostenuto che il testo non tenesse conto dei diritti del nascituro. L’iniziativa era stata promossa dal deputato Marc Baum del partito di sinistra Déi Lénk. Durante il dibattito parlamentare, Baum ha definito il voto «storico», sostenendo che l’inserimento del diritto all’aborto nella Costituzione rappresenta una garanzia di lungo periodo per l’autonomia riproduttiva delle donne.
Cosa cambia
L’emendamento aggiunge alla Costituzione una formulazione che garantisce «la libertà di avere accesso all’interruzione volontaria della gravidanza», demandando poi alla legge ordinaria la definizione delle condizioni concrete di esercizio di questa libertà. La modifica – come spiega il Louxembourg Times – non cambia le attuali norme sull’aborto, già in vigore nel Paese, ma rafforza le tutele esistenti rendendole più difficili da modificare in futuro.
Ti potrebbe interessare
- L’aborto è una decisione della donna: così la Cassazione boccia la richiesta di un uomo che chiedeva indietro una donazione per «ingiuria»
- Chiusa a chiave in cantina, presa a schiaffi e costretta ad abortire, 22enne denuncia le violenze: condannati i genitori
- «Senza consenso è stupro»: l’Europarlamento spinge per la svolta Ue. Benedetta Scuderi a Open: «Cambi la cultura, anche in Italia» – Il video
Il precedente della Francia
La strada era stata aperta dalla Francia, che nel marzo 2024 è diventata il primo Paese al mondo a inserire esplicitamente la libertà di ricorrere all’interruzione volontaria di gravidanza nella propria Costituzione. La riforma voluta dal presidente Emmanuel Macron fu approvata dal Parlamento riunito in Congresso a Versailles con una larga maggioranza e introdusse nell’articolo 34 della Costituzione la «libertà garantita alla donna di ricorrere all’interruzione volontaria della gravidanza».
La risposta alla sentenza americana Roe v. Wade
La scelta del Lussemburgo si inserisce in una più ampia riflessione internazionale sui diritti riproduttivi seguita alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che nel 2022 ha annullato la storica sentenza Roe v. Wade, eliminando la tutela federale del diritto all’aborto e lasciando ai singoli Stati la possibilità di vietarlo o limitarlo. Proprio quel precedente è stato indicato dai sostenitori della riforma come una delle ragioni che hanno spinto a blindare il diritto nella Costituzione.

