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Isola d’Elba, un cane muore per la mancanza di assistenza veterinaria notturna: «Abbiamo chiamato tutti i veterinari, ma nessuno ha risposto»

23 Giugno 2026 - 09:21 Olga Colombano
Per Fedra, colpita da una grave emergenza, l'unica possibilità è stata il traghetto verso Piombino. Il tempo però non è bastato. Il problema riguarda anche altre isole minori, e ora i turisti con animali al seguito hanno paura
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Si chiamava Fedra ed era uno schnauzer gigante che la prossima settimana avrebbe compiuto 14 anni. Era il cane di Camilla Rosati che da sempre accompagnava la famiglia nelle vacanze all’Isola d’Elba, dove la madre di Camilla è nata. «Era parte della famiglia a tutti gli effetti», racconta Camilla a Open. «Era la sorella, la figlia, la mamma, la zia, la nonna. L’avevo sempre ai piedi quando allattavo mio figlio». Sabato sera, intorno alle 22.30, però Fedra «ha iniziato a vomitare senza riuscire a espellere nulla e l’addome si è gonfiato». Per Camilla, che lavora nel settore veterinario, i sintomi sono stati subito riconoscibili. Probabilmente una torsione gastrica, una patologia che richiede un intervento rapido e che può risultare fatale nel giro di poche ore. Camilla ha allora contattato immediatamente la sua veterinaria di fiducia, che le ha «confermato il sospetto». Poi è iniziata la ricerca di un veterinario aperto di notte sull’isola. «Abbiamo chiamato tutti i numeri che siamo riusciti a trovare. Ambulatori, cellulari privati, reperibilità. Non ha mai risposto nessuno».

La terraferma come unica soluzione

Dopo aver contattato senza successo tutti i veterinari reperibili sull’isola, la famiglia ha provato a rivolgersi anche al numero verde dedicato alle emergenze veterinarie. «Ci hanno detto che avrebbero cercato di rintracciare il veterinario di turno. Alla fine, però, ci è stato spiegato che, se nessuno avesse risposto, avremmo dovuto aspettare la mattina». Nel frattempo ha chiamato anche il 112 per capire se esistesse un sistema di trasporto d’emergenza per gli animali, ma le è stato spiegato che non è previsto. L’unica possibilità è stata quindi aspettare il primo traghetto per Piombino. «Erano circa mezzanotte o l’una. Il primo traghetto disponibile era alle cinque del mattino. Nel frattempo non potevamo fare altro che aspettare e cercare di assisterla come potevamo», racconta Camilla. Fedra è purtroppo morta sul traghetto per Piombino, all’alba.

«Ora ho paura di tornare sull’isola con i miei cani»

La vicenda ha spinto Camilla a raccontare la propria esperienza sui social. Un gesto, che come lei stessa racconta, nasce dal desiderio di evitare che altre famiglie si trovino nella stessa situazione. «Spero che questa tragedia serva almeno a migliorare il servizio. Non vorrei che qualcun altro dovesse vivere quello che abbiamo vissuto noi».

Sotto il suo post sono comparsi decine di commenti. Alcuni utenti hanno spiegato di aver rinunciato ad andare sull’isola proprio per la mancanza di un’assistenza veterinaria notturna. Silvia scrive: «Io sono elbana ma vivo fuori dall’Elba da tanti anni. Non vado praticamente più a casa perché mi muovo solo con i miei cani e non starei assolutamente tranquilla». Altri, residenti sull’isola, hanno raccontato di aver scelto di non prendere cani o gatti per il timore di non riuscire a gestire eventuali emergenze. La stessa Camilla, che ha altri due cani, uno dei quali figlio di Fedra, ammette che questa esperienza ha cambiato il suo modo di guardare alle vacanze sull’isola. «Adesso ho l’ansia di tornare qui con loro», ha ammesso.

Purtroppo non è il primo caso

Quello di Fedra non è un episodio isolato. Nel 2023 altri casi avevano acceso il dibattito sulla necessità di garantire un servizio veterinario d’emergenza. Tra questi quello di Oscar, un cane maremmano che si era sentito male durante la notte. Anche in quel caso la proprietaria non era riuscita a trovare un veterinario disponibile e aveva dovuto attendere il primo traghetto per raggiungere la terraferma. Purtroppo anche Oscar è morto durante il viaggio. Pochi mesi dopo si è verificato un episodio simile che aveva coinvolto Jack, un meticcio appartenente a una coppia di turisti bergamaschi. Anche la sua proprietaria aveva raccontato di non essere riuscita a contattare nessun veterinario durante la notte.

La promessa di un numero verde che non funziona

Sulla carta all’Isola d’Elba esiste un servizio di reperibilità veterinaria notturna attivo dalle 20 alle 8 e 7 su 7 e va contattato tramite un numero verde. Il sistema prevede che un veterinario, dalla terraferma, effettui un primo contatto telefonico e, in caso di emergenza, trovi il professionista reperibile sull’isola in quel momento. Secondo Camilla, però, il problema è proprio questo meccanismo. «Il numero verde chiama gli stessi veterinari che avevo già provato a contattare io. Se loro non rispondono, il risultato non cambia».

Un problema che riguarda molte isole italiane

L’Elba non è l’unica isola a confrontarsi con queste difficoltà. Nessuna delle piccole isole italiane dispone infatti di un pronto soccorso veterinario strutturato e aperto fisicamente 24 ore su 24. Nella maggior parte dei casi le emergenze vengono gestite attraverso sistemi di reperibilità telefonica o con il trasferimento dell’animale sulla terraferma. Il limite di dover andare fino sulla terraferma è che, quando si parla di patologie come quella di Fedra, un servizio aperto 24 ore potrebbe fare la differenza.

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