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L’alleanza con Vannacci «obbligata», con Renzi pure. il sondaggio di Pagnoncelli dopo lo scontro Meloni-Trump: chi ci ha guadagnato

27 Giugno 2026 - 07:10 Giovanni Ruggiero
Renzi, Meloni, Vannacci
Renzi, Meloni, Vannacci
Cosa è cambiato nell'ultimo mese secondo il sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera. La simulazione sulle alleanze a destra e sinistra
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Lo scontro a distanza tra Giorgia Meloni e Donald Trump ha premiato più la presidente del Consiglio che il suo partito. Almeno secondo l’ultimo sondaggio mensile di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, secondo cui l’unica vera scossa nel panorama politico arriva da Roberto Vannacci. La sua Futuro nazionale guadagna oltre un punto e si piazza al 6 per cento, scavalcando per la prima volta la Lega nelle rilevazioni dell’istituto. Che ormai le due forze politiche fossero appaiate lo aveva anticipato il sondaggio Swg per il TgLa7 dello scorso 15 giugno. Il partito di Matteo Salvini, ai minimi degli ultimi anni, continua a perdere pezzi verso il generale, con uscite che riguardano anche Forza Italia. Nel centrosinistra, intanto, il quadro resta ingessato: il Pd tocca il dato più basso dell’ultimo anno e i malumori interni si fanno sentire, con l’addio che a suo modo avrebbe inciso di Pina Picierno.

I numeri nel centrodestra: cosa è cambiato

Il dato che salta agli occhi riguarda la geografia interna della coalizione di governo. Fratelli d’Italia scende al 27%, con una contrazione dello 0,6% in un mese, mentre Forza Italia tiene l’8,3% e la Lega si conferma al 5,6%, sotto il partito di Vannacci. Il Corriere spiega che il travaso verso Futuro nazionale arriva proprio dagli elettori leghisti e meloniani, con una piccola quota raccolta nel bacino dell’astensione. Sommando le forze tradizionali, il centrodestra si ferma al 41,7%, contro il 44,5% del centrosinistra, che includa anche Italia Viva di Matteo Renzi e +Europa. Con Vannacci dentro, però, il quadro cambia: la coalizione salirebbe al 47,7%, scenario che secondo Pagnoncelli rende l’alleanza con Vannacci praticamente «obbligata», specie in vista della nuova legge elettorale. Sul gradimento, il governo passa da 40 a 42, Meloni da 42 a 44, segnale che la polemica con Trump «qualche ruolo» nel rimbalzo l’ha avuto.

I numeri nel centrosinistra: cosa è cambiato

Pochissimo movimento nel cosiddetto campo largo, e quasi tutto in negativo. Il Pd resta inchiodato al 20,1%, fotografia del valore più basso registrato dall’istituto di Pagnoncelli nell’ultimo anno, mentre il Movimento 5 Stelle scivola leggermente dal 14,5 al 14,3%. Arretra anche Alleanza Verdi Sinistra, che lascia per strada lo 0,6% e si attesta al 6,2%. Tra le formazioni minori, Azione è al 3%, Italia Viva al 2% e +Europa all’1,9%, in crescita dello 0,4%.

La classifica dei leader

Nella classifica dei leader, Giuseppe Conte mantiene il primato davanti ad Antonio Tajani e a Elly Schlein, ma il dato che fa rumore è la corsa di Vannacci, in rialzo di tre punti e ormai quarto, a ridosso della segretaria dem. E intanto l’astensione torna a salire all’41,1%, in crescita dell’1,3%.