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Thiago Ávila, chi è l’attivista della Freedom Flotilla che si candida al Congresso brasiliano

29 Giugno 2026 - 19:32 Olga Colombano
Ávila è diventato noto a livello internazionale soprattutto per la sua partecipazione alle missioni navali per portare aiuti a Gaza. Adesso si candida nel suo Paese
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L’attivista brasiliano, tra i protagonisti delle missioni della Freedom Flotilla e della Global Sumud Flotilla organizzate per portare aiuti umanitari a Gaza, ha annunciato la sua candidatura a deputato del congresso federale in Brasile. Si chiama Thiago Ávila, ha 39 anni ed è diventato una figura conosciuta a livello internazionale dopo essere stato arrestato tre volte in Israele nell’ultimo anno. Coordinatore di Freedom Flotilla Brazil e membro del comitato direttivo della Freedom Flotilla Coalition, negli ultimi mesi il suo nome è diventato uno dei più noti dell’attivismo filo-palestinese. La sua seconda detenzione ha suscitato particolare attenzione internazionale dopo la diffusione di una lettera dettata al suo avvocato e indirizzata alla figlia Teresa, in cui scriveva: «Spero che un giorno tu capisca che, poiché ti amo così tanto, non c’era niente di più pericoloso per te e per gli altri bambini che vivere in un mondo che accetta il genocidio». Ora Ávila ha deciso di portare il suo impegno anche nelle istituzioni, annunciando una nuova candidatura al Congresso brasiliano.

Chi è Thiago Ávila

Nato nel 1986 a Brasília, Ávila è riuscito a costruirsi negli anni una forte presenza pubblica e sui social, dove oggi conta oltre 1,4 milioni di follower su Instagram. Dopo la laurea in comunicazione, fonda nel 2009 la società di nome Globalvisa, specializzata nei servizi per visti e documentazione internazionale. Dopo alcuni anni lascia però il mondo dell’imprenditoria per dedicarsi completamente all’attivismo politico e sociale. Nel corso del suo percorso si è avvicinato a diversi movimenti della sinistra brasiliana e internazionale, sostenendo campagne come la liberazione di Luiz Inácio Lula da Silva, le rivendicazioni delle popolazioni indigene e iniziative di solidarietà con Cuba. In Brasile ha inoltre co-fondato il movimento Bem Viver, incentrato sulla costruzione di un’alternativa ecosocialista globale ispirata alle filosofie indigene andine.

Dall’ottobre 2023 concentra gran parte della sua attività sulla causa palestinese. Organizza e sostiene iniziative per la creazione di un corridoio umanitario permanente verso Gaza, partecipa alle mobilitazioni in Egitto per chiedere l’apertura del valico di Rafah e segue i preparativi delle missioni della Freedom Flotilla in Turchia e in altri Paesi della regione. Nel 2024 ha preso parte all’International Summit on Gaza a Teheran, dove ha incontrato attivisti e rappresentanti istituzionali e ha ricevuto un riconoscimento dall’ambasciata iraniana a Brasília per la sua attività di comunicazione e solidarietà verso il popolo palestinese.

L’esperienza delle Flotille per Gaza

Ávila è diventato noto a livello internazionale soprattutto per la sua partecipazione alle missioni navali per portare aiuti a Gaza. Nel giugno 2025, insieme a Greta Thunberg e all’eurodeputata Rima Hassan, si è imbarcato sulla Madleen, la nave della Freedom Flotilla partita da Catania con aiuti umanitari diretti alla Striscia. L’imbarcazione non raggiunge mai Gaza perché la marina israeliana la intercetta nel Mediterraneo e la scorta fino al porto di Ashdod dove Ávila e gli altri attivisti vengono arrestati. Dopo aver rifiutato di firmare i documenti per l’espulsione viene trasferito in isolamento nel carcere di Ayalon. Solo dopo l’intervento del consolato brasiliano ottiene il rilascio e torna in Brasile.

L’esperienza non ha interrotto però il suo impegno. Dopo il rilascio continua a partecipare alle missioni organizzate per cercare di portare aiuti umanitari a Gaza. Anche i tentativi successivi vengono bloccati dalle autorità israeliane e si concludono con nuovi arresti, periodi di detenzione ed espulsioni. L’ultimo episodio risale al 2026, quando una nuova missione salpata al largo di Creta è stata fermata dall’esercito israeliano. In quell’occasione Ávila è stato trasferito nuovamente in Israele insieme agli altri attivisti con l’accusa di presunti legami con la Conferenza Popolare dei Palestinesi all’Estero, organizzazione sanzionata da Israele e dagli Stati Uniti per presunti collegamenti con Hamas. Dopo circa dieci giorni di detenzione, Ávila viene nuovamente rilasciato.

La nuova candidatura al Congresso Brasiliano

La candidatura del 2026 non è la prima esperienza elettorale di Ávila, che si era già candidato nel 2022 senza essere eletto. Ora torna a correre per un seggio alla Camera dei deputati e presenta la sua candidatura come il naturale proseguimento del suo percorso politico e dell’attività portata avanti negli ultimi anni. Lo annuncia lui stesso con un video pubblicato su X, in cui afferma di essere «in corsa per sconfiggere i piani di Trump e Netanyahu e delle loro marionette in America Latina e nel Sud globale». Nel video si definisce socioambientalista, internazionalista e comunicatore, sostenendo di voler costruire una società «libera dallo sfruttamento, dall’oppressione e dalla distruzione della natura».

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