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Copenaghen si conferma la città più vivibile del mondo. E Teheran entra per la prima volta nella top 10 delle peggiori

07 Luglio 2026 - 18:12 Annapaola Messina
Uno degli scorci più famosi di Copenaghen
Uno degli scorci più famosi di Copenaghen
Il Global Liveability Index 2026 dell’Economist Intelligence Unit anche quest'anno mostra che l’Europa occidentale resta la regione più vivibile del mondo, seguita dal Nord America
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Copenaghen si conferma la città più vivibile del mondo per il secondo anno consecutivo, mentre Damasco resta all’ultimo posto. Questo è quello che emerge dal Global Liveability Index 2026 dell’Economist Intelligence Unit (EIU), la classifica annuale che valuta 173 città nel mondo sulla base di cinque criteri: stabilità (25% del punteggio), sanità (20%), cultura e ambiente (25%), istruzione (10%) e infrastrutture (20%), per individuare quelle che offrono la migliore qualità di vita.

Copenaghen ha mantenuto il titolo di città più vivibile del mondo per il secondo anno consecutivo. A seguire, completando la classifica delle top 10, ci sono Vienna, Melbourne, Sydney, Zurigo, Ginevra, Osaka, Adelaide, Vancouver e Tokyo.

Come si vive nelle migliori 5 città

Copenaghen

La capitale danese ha ottenuto il punteggio massimo per stabilità, istruzione e infrastrutture, oltre a uno dei punteggi più alti nelle categorie cultura e ambiente. Per chi ci vive, questo si traduce in uno stile di vita in cui i piaceri più semplici fanno parte della quotidianità. La combinazione tra una straordinaria rete ciclabile, acque urbane balneabili e una città davvero a misura di pedone e di bicicletta è qualcosa che non si trova da nessun’altra parte.

Vienna

Nonostante la capitale austriaca abbia ceduto il primo posto a Copenaghen lo scorso anno, i punteggi perfetti ottenuti nei settori sanità e istruzione le permettono di mantenere il secondo posto. Per i suoi abitanti, la qualità della vita a Vienna si riflette soprattutto nella facilità con cui ci si sposta, sia con i mezzi pubblici sia a piedi, e nella capacità di apprezzare i piccoli dettagli lungo il percorso. Secondo gran parte degli intervistati, anche dopo molti anni trascorsi in città, ciò che continua a conquistarli è il ritmo della vita.

Melbourne

Quest’anno, Melbourne ha conquistato il terzo posto, superando la vicina rivale Sydney, grazie al suo quasi perfetto punteggio (96) nelle categorie cultura e ambiente, uno dei più alti dell’intero indice. Per i residenti, questa ricchezza culturale prende vita soprattutto nei quartieri, dove ogni zona possiede un’identità ben distinta.

Sydney

La città di Sydney conquista il quarto posto, ottenendo il punteggio massimo nei settori sanità e istruzione. Tuttavia, secondo i suoi abitanti, ciò che rende davvero speciale la città è il facile accesso alla natura, i quartieri multiculturali e uno stile di vita all’aria aperta.

Zurigo

Pur essendo scesa dal secondo posto del 2025 al quinto posto di quest’anno, secondo i suoi abitanti Zurigo continua a offrire una qualità della vita eccezionale grazie alla combinazione di efficienza e facile accesso alla natura. Ciò che la rende così unica e speciale è la straordinaria pulizia della città, che si ritrova anche nel lago e nei fiumi, dove l’acqua è estremamente limpida e pulita. 

Le 10 città meno vivibili

Dal lato opposto della classifica troviamo città accomunate da guerre, instabilità politica o estrema povertà:

  1. Damasco (Siria) 
  2. Tripoli (Libia)
  3. Dhaka (Bangladesh)
  4. Karachi (Pakistan)
  5. Algeri (Algeria)
  6. Lagos (Nigeria)
  7. Port Moresby (Papua Nuova Guinea)
  8. Kyiv (Ucraina)
  9. Harare (Zimbabwe)
  10. Teheran (Iran)

Secondo l’EIU, quasi tutte le città dell’ultima parte della graduatoria sono penalizzate da conflitti armati, instabilità politica o gravi condizioni economiche, che incidono soprattutto sul parametro della stabilità. Damasco rimane ultima nonostante un miglioramento del sistema sanitario dopo la fine del regime di Bashar al-Assad, mentre Teheran entra per la prima volta tra le dieci peggiori città a causa della guerra che ha colpito il Paese nel 2026.

Come la geopolitica incide su questa classifica

I risultati dell’edizione di quest’anno sono un chiaro riflesso della situazione geopolitica. Il punteggio medio globale resta fermo a 76,1 su 100. Tuttavia, il rapporto evidenzia un peggioramento della stabilità, che perde in media 0,5 punti, principalmente a causa del conflitto tra Israele e Iran e delle tensioni in Medio Oriente. Al contrario, la sanità è la categoria che migliora maggiormente (+0,7 punti), grazie soprattutto agli investimenti realizzati in Cina, mentre si registrano lievi progressi anche in istruzione e infrastrutture.  

Sul piano geografico, l’Europa occidentale resta la regione più vivibile del mondo, con un punteggio medio di 91,7, seguita dal Nord America (90,4). L’Asia è invece l’area che registra i miglioramenti più significativi, trainata dal rafforzamento dei sistemi sanitari nelle città cinesi e dal miglioramento dell’offerta culturale di Tokyo.

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