Iran, nuovi attacchi Usa a Hormuz. Teheran: «Lo Stretto resta chiuso». Trump smentisce: «È aperto, li abbiamo colpiti» – La diretta

Sale nuovamente la tensione nello Stretto di Hormuz. Teheran ha annunciato la chiusura del passaggio marittimo «fino a nuovo avviso», nonostante la sua riapertura fosse uno dei punti previsti dal Memorandum of Understanding firmato lo scorso giugno. Poco prima dell’annuncio, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha colpito con un missile la nave mercantile M/V Gfs Galaxy, una portacontainer battente bandiera cipriota che stava tentando di attraversare lo Stretto. In risposta, gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di raid contro obiettivi iraniani.
Negoziati Israele-Libano a Roma il 14-15 luglio
Una fonte diplomatica israeliana ha confermato all’agenzia di stampa Ansa che il nuovo round negoziale tra Israele e Libano si terrà a partire da martedì 14 luglio a Roma e continuerà anche il 15. Secondo i media libanesi, gli incontri si terranno presso l’ambasciata americana a Roma.
Nuovi attacchi Usa vicino a Hormuz
Gli Stati Uniti hanno effettuato nuovi raid nelle aree vicine allo Stretto di Hormuz. A riferirlo è Axios, che cita una fonte dell’amministrazione americana. Secondo quanto riportato, gli attacchi hanno colpito postazioni missilistiche e sistemi di difesa aerea, oltre ad alcune piccole imbarcazioni appartenenti al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, individuate in diverse zone dello Stretto.
Trump: «Avevamo un accordo con l'Iran poi hanno attaccato la nave»
«Avevamo un accordo con l’Iran ieri sera prima dell’attacco. L’Iran stava cedendo su tutto e due ore dopo ha colpito una nave. C’è qualcosa che non va in loro». Lo ha detto Donald Trump alla Cnn.
Trump: «Hormuz è aperto»
Lo Stretto di «Hormuz è aperto, li abbiamo bombardati pesantemente». Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Nbc.
Mattarella scrive all'emiro del Qatar: «Inaccettabili gli attacchi iraniani»
«Ho appreso con profonda tristezza la notizia della scomparsa di Suo Padre l’Emiro Hamad bin Khalifa Al-Thani. Un lutto che colpisce il Paese in un momento di particolare complessità per i nuovi, inaccettabili attacchi iraniani, cui il Qatar risponde con equilibrio e volontà di mediazione. Il compianto Emiro sarà ricordato per la Sua storica guida dell’Emirato e, in Italia, anche per l’amicizia nei confronti del nostro Paese. In spirito di sincera vicinanza al dolore di Vostra Altezza, La prego di accogliere le espressioni del più sincero cordoglio della Repubblica italiana e le mie personali condoglianze». Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio a Tamim bin Hamad Al-Thani, Emiro dello Stato del Qatar
Usa: «L'Iran non controlla Hormuz, lo Stretto è aperto»
L’Iran «non controlla» Hormuz: lo Stretto «è aperto a tutte le imbarcazioni che intendono transitare legalmente attraverso questa via navigabile internazionale». Lo afferma il Us Central Command, sottolineando che «le forze americane sono schierate e pronte a garantire la libertà di navigazione, nonostante le ingiustificate aggressioni, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell’Iran».
L'Oman convoca l'ambasciatore iraniano
L’Oman ha presentato oggi una protesta formale all’ambasciatore iraniano in seguito all’attacco subito dal Paese, secondo quanto riportato dai media statali, in un raro caso in cui ha accusato pubblicamente Teheran di aver preso di mira il suo territorio. «L’Oman esprime il suo profondo sgomento per questi atti irresponsabili e sottolinea l’imperativo di aderire ai principi di sovranità statale, buon vicinato e non ingerenza negli affari interni», ha scritto l’agenzia di stampa statale in un post sui social, un giorno dopo che l’Oman ha ospitato il ministro degli esteri iraniano per colloqui sullo Stretto di Hormuz.
Consigliere Khamenei: «Lo stretto di Hormuz più importante delle bombe atomiche»
Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei, ex capo delle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato oggi che lo Stretto di Hormuz, punto focale delle tensioni con gli Stati Uniti, è più importante per l’Iran del suo programma nucleare. «Questo passaggio strategico è più importante di decine di bombe atomiche e la Repubblica Islamica dell’Iran lo protegger», ha affermato Rezaei, citato dall’agenzia di stampa Isna, riferendosi al programma nucleare iraniano, che Usa, Israele e Paesi occidentali sospettano abbia scopi militari. Teheran nega queste accuse, ma insiste sul suo diritto all’energia nucleare civile.
Media Iran invocano attacchi contro Israele
All’indomani delle parole della Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei che ha minacciato di vendicare la morte del padre, i media iraniani vicini al regime invocano attacchi contro Israele. Lo riporta Channel 12 in un ampio servizio in cui vengono ripresi titoli e commenti dei principali media iraniani. Il quotidiano Kayhan, considerato il principale organo di propaganda del regime, ha scritto: «Un attacco contro Israele rappresenterebbe un colpo devastante per gli Stati Uniti». Il direttore di Kayhan, ritenuto il portavoce dell’establishment iraniano, ha invitato a proseguire gli attacchi contro le basi americane nella regione e ad attaccare anche Israele. Il quotidiano Asr-e Iranian ha adottato toni ancora più duri, titolando: «La vendetta, certamente contro gli assassini».
Esercito giordano: «Tre missili iraniani sono caduti all'interno del Paese»
L’esercito giordano ha dichiarato che tre missili iraniani sono caduti sul territorio del regno all’alba, nel contesto delle rinnovate ostilità tra Iran e Stati Uniti. «Tre missili lanciati dal territorio iraniano sono caduti all’alba in diverse località del regno, senza causare vittime. I danni si limitano a lievi perdite materiali», ha affermato una fonte militare citata in un comunicato dell’esercito.
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Missili iraniani contro Emirati Arabi, esplosioni e allarme anche in Bahrein e Qatar
Il negoziato di pace
Sul fronte diplomatico, il percorso verso un accordo di pace resta in stallo dopo gli ultimi attacchi. Dopo una missione a Teheran, i funzionari del Qatar si sono recati a Muscat per nuovi colloqui tra Iran e Oman, nel tentativo di favorire una de-escalation che, al momento, appare ancora lontana. Presente il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Doveva esserci anche una delegazione statunitense ma all’ultimo momento, sottolinea Cbs, avrebbe dato forfait.
Nella notte, prima dell’annuncio della chiusura di Hormuz, erano emerse le prime indiscrezioni dai colloqui. Secondo Cnn, l’Oman aveva proposto di dividere lo Stretto in due corridoi: quello nelle acque omanite con libera navigazione, quello nelle acque iraniane accessibile solo previa autorizzazione di Teheran. L’intesa, che secondo Axios i negoziatori iraniani erano pronti a sottoporre alla leadership, non prevedeva alcun pedaggio.
La vendetta di Mojtaba Khamenei
Gli sviluppi seguono il messaggio diffuso il giorno precedente da Mojtaba Khamenei, che aveva giurato vendetta per la morte del padre, l’ayatollah Ali Khamenei. «È un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuto», aveva dichiarato. Pur senza citare esplicitamente alcun nome, tra i ritenuti responsabili dell’uccisione della Guida Suprema figurerebbero il presidente statunitense Donald Trump, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Il quotidiano iraniano Hamshahri ha pubblicato un’immagine che ritrae tredici presunti responsabili della morte dell’ayatollah in uniforme arancione da detenuti. Tra gli esponenti americani compaiono, oltre a Trump, anche il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth.
«Mille missili sono pronti al lancio e puntati contro la Repubblica Islamica dell’Iran se sarò ucciso», aveva dichiarato Trump, aggiungendo che «gli ordini sono già stati impartiti e l’esercito è pronto a distruggere completamente tutte le aree dell’Iran». Il messaggio è stato pubblicato sul social Truth, dove il presidente sostiene da giorni di essere il principale obiettivo di Teheran, ben prima dell’allarme lanciato da Israele su un presunto piano iraniano per assassinarlo.
Sotto attacco Emirati Arabi, Bahrein e Qatar
L’escalation si è rapidamente estesa al resto del Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti sono stati colpiti da un attacco missilistico iraniano, il Bahrein ha attivato le sirene antiaeree, mentre in Qatar sono state segnalate esplosioni nella capitale Doha. Le autorità locali – scrive il New York Times – riferiscono che gli attacchi sono arrivati poche ore dopo i raid statunitensi contro l’Iran.

