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Chi ha “tradito” sulle preferenze? La caccia ai “franchi tiratori” e la mossa dei vannacciani subito sospettati: l’ipotesi di una protesta delle donne – Il video

14 Luglio 2026 - 21:27 Giovanni Ruggiero
Legge elettorale, operazioni di voto
Legge elettorale, operazioni di voto
In cima alla lista dei sospettati sono finiti subito i vannacciani, che di certo non si sarebbero disperati nel vedere la loro ex maggioranza in difficoltà. Perché si sospetta anche di una protesta trasversale delle deputate
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È partita la «caccia al traditore» dopo il voto che ha bocciato l’emendamento della maggioranza sulle preferenze, tanto spinto anche da Giorgia Meloni con tanto di post che sfidava opposizioni (e sua maggioranza fino a ieri per lo più scettica sul tema) a «metterci la faccia». Ma quanti sarebbero i presunti “traditori”? Sarebbero una trentina i voti che sono venuti meno al centrodestra per portare a casa l’emendamento targato FdI. La stima circola negli ambienti parlamentari della maggioranza, spiega l’Ansa. Calcolo che trova conferma mettendo a confronto il risultato che ha affossato il governo, 187 sì contro 188 no, con quello registrato sulle votazioni immediatamente precedenti relative alla legge elettorale.

Il paragone con i voti precedenti in Aula

Per capire la portata del buco, basta guardare ai numeri di poco prima. Le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni, primo voto della giornata in Aula, erano state respinte con 214 no della maggioranza. Identico punteggio, sempre 214 no, era arrivato anche sul primo voto segreto riguardante un emendamento soppressivo firmato dal Pd. Numeri che rendono ancora più evidente la débâcle successiva.

L’ipotesi della protesta delle donne anche di centrodestra

Nei capannelli che si formano in Transatlantico a ridosso dell’Aula, racconta l’Ansa, i partiti di maggioranza si scaricano le colpe a vicenda. Ma a microfoni spenti, circola una lettura condivisa: dietro il ko potrebbe esserci una protesta silenziosa e trasversale delle deputate anche del centrodestra, insoddisfatte sulla mancata garanzia della parità di genere.

Anche qui i numeri sembrano dare una direzione. A scrutinio segreto, il primo subemendamento del centrosinistra, che chiedeva che «i candidati capilista» non potessero «essere dello stesso genere in numero superiore al 50% del totale», era stato bocciato con 207 no contro 155 sì, un dato comunque più basso rispetto agli altri voti della giornata.

Vannacciani nel mirino, la replica con il video in Aula

In cima alla lista dei sospettati c’erano da subito i deputati vannacciani, che di certo non avrebbero sofferto particolari sensi di colpa nel vedere la propria ex maggioranza in difficoltà. Lo sparuto gruppo di deputati che fanno riferimento a Roberto Vannacci in tempo zero sono stati accusati da alcuni esponenti di centrodestra di aver tradito, proprio sulle preferenze che il loro leader aveva anticipato di voler appoggiare.

Accuse che in qualche modo già i deputati di Futuro nazionale si aspettavano. Al punto da aver realizzato un video durante la votazione dell’emendamento in questione. Filmato che mostrano a richiesta a chi dubita che nell’inciampo della maggioranza loro ci abbiano messo lo zampino.