Schiaffo al governo sulle preferenze, opposizioni all’assalto. L’intervento di Conte: «Avete sfiduciato voi Meloni» – Il video
La bocciatura dell’emendamento di maggioranza sulle preferenze nella legge elettorale ha scatenato la reazione delle opposizioni alla Camera, che parlano apertamente di una sfiducia al governo. Il leader del M5s Giuseppe Conte è stato il primo a intervenire, ricordando che «bisogna assumersi la responsabilità delle proprie decisioni» e attaccando quello che ha definito il tentativo di FdI e di Giorgia Meloni di prendere in giro gli italiani con un «finto emendamento sulle preferenze». Conte ha rimarcato che la premier «ha lanciato una sfida a metterci la faccia», sfida che si è tradotta proprio in una sfiducia alla presidente del Consiglio, e ha chiesto quindi l’apertura della crisi di governo.
Cosa hanno detto Schlein e Bonelli in Aula
Sulla stessa linea la segretaria del Pd Elly Schlein, secondo cui il voto contrario è stato «un voto contro l’arroganza» di una leader donna pronta, per difendere il proprio potere, «a schiacciare quello delle altre donne». Schlein ha invitato l’esecutivo a prendere atto del fallimento e a fare un passo indietro: «È il momento di tornare a casa e di dare al paese un governo in grado di risolvere i problemi degli italiani. Prendete atto del fallimento e andate a casa». Duro anche il commento di Angelo Bonelli, coportavoce di Europa Verde ed esponente di AVS, secondo cui sull’emendamento FdI sulle preferenze sarebbe mancato proprio il voto di Meloni, che avrebbe provato a condizionare le prerogative del Parlamento chiedendo una fiducia via social. Per Bonelli il verdetto dell’Aula equivale a una sfiducia alla premier, mentre le opposizioni, ha aggiunto, sono pronte «al voto e a governare».
Renzi dopo le preferenze bocciate: «Meloni vada al Quirinale a dimettersi»
«Siamo da sempre a favore delle preferenze – scrive Renzi sui social – E riteniamo una vergogna che a scrutinio segreto i parlamentari della destra abbiano bocciato un emendamento che migliorava la pessima legge elettorale. A questo punto però il dato di fatto è semplice: la maggioranza non c’è più. Meloni vada al Quirinale subito e si dimetta. Non ha la fiducia del popolo e oggi ha perso anche quella del palazzo. Noi prendiamo un impegno: nessun inciucio, nessun governo tecnico. Si vada subito al voto: restituiamo la parola ai cittadini, con questa legge elettorale. Si voti a settembre, come già si è fatto quattro anni fa, e vediamo chi ha paura davvero del giudizio degli italiani».
July 14, 2026

