Inchiesta arbitri, Inter indagata e già archiviata. La procura di Milano chiede l’archiviazione anche per Rocchi: «Nessuna frode»

La Procura di Milano ha chiesto l’archiviazione per Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, indagato per concorso in frode sportiva nell’ambito dell’inchiesta sulle designazioni arbitrali di quattro partite, tra cui Torino-Inter della scorsa stagione. Designazioni, era l’ipotesi tramontata, legate al gradimento o meno da parte del club nerazzurro.
Al termine di due anni di indagini, i pubblici ministeri hanno escluso l’esistenza di una combine. Gli atti sono stati comunque trasmessi alla Procura federale e alla Procura Generale del Coni affinché valutino l’eventuale rilevanza disciplinare dei fatti emersi. È stato invece inviato alla Procura di Monza il filone relativo alle cosiddette «bussate» alla sala Var di Lissone.
Inter indagata, ma già archiviata
I pm hanno anche disposto l’archiviazione per la società Inter che è stata iscritta di recente – lo si è saputo oggi, mercoledì 15 luglio – per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Nelle imputazioni per frode sportiva, che ora si chiede di archiviare, i pm contestavano all’allora designatore Gianluca Rocchi di aver «pilotato» le assegnazioni di arbitri «in concorso con esponenti della società sportiva Inter» non individuati.
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Quattro sarebbero le partite per cui la Procura ha tirato in ballo il club nerazzurro: Bologna-Inter del 20 aprile 2025, Inter-Milan semifinale di Coppa Italia di tre giorni dopo, Inter-Verona del 3 maggio successivo e l’ultima in ordine di tempo del 26 aprile scorso, ossia Torino-Inter.
I pm: «Singole interferenze ma non un sistema di frode»
La richiesta di archiviazione del filone relativo alla designazione degli arbitri avanzata dalla procura di Milano ricostruisce la «sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati», ma «non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine». È ciò che si legge nella nota del procuratore Marcello Viola in cui si sottolinea che l’istanza di archiviare il caso «distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte a incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche».

