Pina Picierno vuole rimettere insieme Renzi e Calenda: «Matteo, molla il Campo Lavrov» – Il video
Ora che la nuova legge elettorale è pronta – manca solo il sì al Senato per l’approvazione definitiva – è iniziato davvero il countdown alle prossime elezioni politiche. Si potrebbe votare già la prossima primavera, se Giorgia Meloni e i suoi si convinceranno sia la strada più conveniente. Serve che i contendenti si facciano trovare pronti, e in fretta. E così, uscita dal Pd sbattendo la porta, Pina Picierno accelera verso il consolidamento al centro del suo nuovo movimento “Spazio Pubblico”. Per farne che cosa? Una piattaforma per «organizzare l’offerta politica» delle forze riformiste/europeiste che non si riconoscono né nel centrodestra né nel centrosinistra attuali. Lo ha spiegato la stessa vicepresidente del Parlamento europeo in un luogo quanto mai fuori dagli schemi: ai piedi dell’enorme tela del Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Una provocazione studiata verso gli ex compagni di strada della sinistra che, dice Picierno, «dalla patrimoniale alle gabbie salariali sul tema del lavoro e della crescita fa solo proposte vecchie e inutili per i lavoratori».
L’iniziativa a Milano e l’appello a Renzi a riformisti Pd
Anche per Pina Picierno il «principale dramma del Paese» sono i salari, ma le ricette del Campo Largo così come quelle di Meloni non funzionano. Che fare dunque? Per elaborare nuove proposte socio-economiche all’altezza della campagna che verrà, Picierno ha accolto nel suo “Spazio Pubblico” il movimento “Adesso!” fondato da Tomaso Greco. Che tra le prime idee per far risalire gli stipendi su livelli europei ha citato, oltre al salario minimo, il rafforzamento della contrattazione integrativa e la detassazione completa degli aumenti di stipendio. Le alleanze più pesanti di cui Picierno ha bisogno sono però quelle con gli altri leader europeisti, e su questo la vicepresidente del Parlamento europeo ha lanciato da Milano un nuovo appello «a tutti i riformisti a lavorare insieme». Con messaggi mirati in particolare per il leader di Italia Viva Matteo Renzi – «Che ci stai a fare nel “Campo Lavrov”, dove peraltro non ti vogliono e ti nascondono nelle fotografie?» – e agli ex colleghi riformisti del Pd: «Che ci state a fare in un campo che subisce l’egemonia culturale della pochette e del putinismo di Giuseppe Conte?».
L’asse con Calenda
Per Picierno la strada da battere, vista anche l’accelerazione delle ultime ore verso la fine della legislatura, è dunque quella di «organizzare l’offerta politica che sia casa per i riformisti italiani, con tutti, con chi ci sta, a cominciare da Carlo Calenda e Azione con cui c’è già un rapporto di collaborazione costante, attivo e quotidiano, ma aperto a tutti quelli che vorranno condividere con noi questa prospettiva». Dopo l’appuntamento sabato a Roma alla seconda convention del movimento Europeisti.eu, Calenda e Picierno faranno comizi insieme (a Caserta ed Ercolano) già la prossima settimana. Peccato che il leader di Azione con Renzi abbia già provato a far coppia alle Europee di due anni fa – quelle in cui Picierno fu rieletta a suon di preferenze al Parlamento Ue – e che quell’operazione Terzo Polo sia naufragata platealmente per lo scontro personale tra i due ex colleghi di governo. Picierno troverà il modo di qui al 2027 di rimettere insieme i cocci di quel rapporto? Renzi per ora resta fedele al progetto di “gamba centrista” del Campo Largo. Fino a prova contraria.

