Il messaggio del “profumo che stordisce” è una bufala del 1999, non un avviso dei Carabinieri

Circola su WhatsApp e sui social network un messaggio che invita le donne a non annusare profumi offerti da sconosciuti nei parcheggi dei centri commerciali o nei bagni dei cinema, sostenendo che si tratti di sostanze stordenti usate per derubare le vittime. Il messaggio è una leggenda urbana documentata dal 1999, smentita più volte dai colleghi di Snopes e dai Centers for Disease Control and Prevention statunitensi (i noti CDC), risultando priva di qualsiasi caso verificato. Alcune versioni in circolazione nel 2026 in Italia aggiungono che sarebbero stati i Carabinieri a lanciare l’allerta, ma non è così. Nessun comunicato dell’Arma risulta pubblicato sui canali istituzionali nazionali. C’è un ulteriore elemento che smentisce l’intera narrazione: il meccanismo chimico descritto nel messaggio è fisicamente implausibile.
Il messaggio che circola
Il testo, condiviso in questi giorni su WhatsApp, Facebook e altri canali, racconta di una donna drogata nel bagno di un cinema dopo aver annusato un profumo offertole da un’estranea, e di una seconda “testimone” avvicinata da due uomini nel parcheggio di un centro commerciale. Il messaggio si chiude con un invito esplicito a «leggere, copiare e condividere il più possibile». Non viene indicato alcun luogo preciso, data, nome del cinema o del centro commerciale, né il nome di chi avrebbe subito il presunto attacco.

In alcune versioni circolate nelle ultime settimane, al testo si aggiunge la menzione dei Carabinieri come fonte dell’allerta. Alcune testate locali hanno pubblicato il 6 luglio 2026 un avviso attribuito all’Arma, rilanciato anche da un’amministrazione comunale, che riprendeva lo stesso schema narrativo trattandolo come allarme reale.
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La leggenda urbana circola dal 1999
Questo messaggio non è nuovo, tanto che la versione originale in inglese risale al 1999 ed è stata tracciata da Snopes fino a una segnalazione alla polizia di Mobile, Alabama, in cui una donna affermava di essere svenuta dopo aver annusato un campione di profumo in un parcheggio. I test di laboratorio non rilevarono alcuna sostanza anomala nel suo organismo. Da quel momento in poi, la storia ha cambiato dettagli, dal nome della sostanza stordente, al sesso degli aggressori e il luogo, ma la struttura è rimasta identica per oltre venticinque anni.

Snopes ha smentito la leggenda per la prima volta nel giugno 2000 e l’ha fatto più volte da allora, ricevendo quasi 1.300 email sull’argomento dal solo 2015. A maggio e giugno 2026 il sito ha pubblicato due nuovi fact-check dopo una nuova ondata di condivisioni sui social, stavolta con una sostanza fantasiosa chiamata «Axter». Persino i dettagli minori, come gli aggressori «in attesa tra le auto parcheggiate», sono rimasti invariati rispetto alla versione originale.
In Italia la catena circola almeno dal 2008, dove in una versione fa riferimento a un non precisato «parcheggio del Carrefour di Torino».
Perché il meccanismo descritto non funziona
Il messaggio sostiene che basti annusare una volta un flacone di profumo per perdere i sensi. Dal punto di vista chimico, non risulta fattibile. Il cloroformio, ovvero la sostanza evocata nella variante italiana più diffusa, agisce sull’organismo per inalazione prolungata dei suoi vapori in concentrazioni elevate e in un ambiente chiuso. Serve un’esposizione continua (diversi minuti), e non basta un singolo annuso all’aperto, così come non basta usare il famoso “fazzoletto” (precursore di questa bufala). Lo stesso vale per l’etere e per qualsiasi altra sostanza anestetica per via inalatoria, dove l’effetto stordente richiede tempi e quantità incompatibili con l’uso di un normale flacone spray tenuto a distanza di braccio in uno spazio aperto.
Nessun comunicato ufficiale dell’Arma dei Carabinieri
Alcune versioni del messaggio affermano che siano stati i Carabinieri a lanciare l’allerta. Non risulta alcun comunicato pubblicato sul sito istituzionale nazionale dell’Arma, né sui canali social ufficiali dove vengono diffusi molti contenuti utili per i cittadini, anche riguardo le truffe e le falsità che circolano.
Di fatto, il passaggio da «avviso di un Comune» a «comunicato dei Carabinieri» è esso stesso un meccanismo di amplificazione tipico delle catene virali, dove l’aggiunta di un’autorità credibile (dove si fa leva sul “principio di autorevolezza”) rende il messaggio più convincente e ne accelera la diffusione.
Conclusioni
Il messaggio che mette in guardia le donne dal «profumo che stordisce» è una leggenda urbana in circolazione da oltre venticinque anni, nata negli Stati Uniti nel 1999 e smentita più volte. Non esiste nessun caso verificato, il meccanismo chimico descritto è implausibile e nessun comunicato dell’Arma dei Carabinieri pubblicato sui canali ufficiali nazionali ha mai confermato questa storia.
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Foto di copertina composta da: Peter H (da Pixabay) e di Katarzyna (da Pixabay)

