Francia, dopo il maxi-incendio riemergono bombe e munizioni della Seconda guerra mondiale

Il mega incendio che ha colpito il sud della Francia alla fine di luglio, costringendo oltre 140mila persone a evacuare l’area, ha riportato alla luce un pericolo che per decenni era rimasto invisibile sotto gli occhi di tutti. Nel comune di Le Porge, in Gironda, il più colpito dal rogo con oltre 180 case distrutte, tra la vegetazione carbonizzata sono infatti emersi proiettili e granate della Seconda guerra mondiale, lunghi circa 30 centimetri, arrugginiti e ricoperti di terra. La scoperta è avvenuta dopo una serie di esplosioni avvenute durante l’incendio, facendo scattare subito un’operazione di sminamento prima che gli abitanti potessero tornare nelle loro case.
Chi se n’è accorto e come
A raccontare quei momenti è Sylvain, residente della zona, che a TF1 ha spiegato di aver avuto la sensazione di trovarsi «in una scena di guerra». Ogni venti minuti sentiva un’esplosione e, almeno inizialmente, i vigili del fuoco gli avevano spiegato che probabilmente si trattava di bombole del gas che esplodevano. A un certo punto, però, la situazione è cambiata. «Ho visto un’esplosione alta un metro, un metro e mezzo, seguita da un’enorme nube di fumo», racconta. Solo in seguito è emerso che, accanto alle abitazioni, era nascosto quello che TF1 definisce un vero e proprio deposito di munizioni. Uno dei proiettili è addirittura esploso attraversando il muro di una casa.
Più di 400 granate e munizioni trovate
«Pericolo di morte assoluto, presenza di granate», si leggeva sui cartelli affissi intorno all’area durante le operazioni di bonifica. In pochissimo tempo, come comunica la prefettura della Gironda e della Nuova Aquitania, gli artificieri hanno recuperato oltre 400 granate e munizioni nella zona di Le Porge. Ora tutti gli ordigni saranno trasferiti in un sito militare per essere distrutti, mentre gli abitanti hanno potuto tornare nelle loro case lunedì sera al termine delle operazioni.
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— Préfète de la Nouvelle-Aquitaine et de la Gironde (@PrefAquitaine33) August 3, 2026
L’ipotesi del deposito
«Con il passare del tempo le granate diventano più pericolose e il calore aumenta ulteriormente il rischio», ha spiegato il comandante Philippe, responsabile del centro di sminamento di Bordeaux. «È una situazione che non avevo mai visto, per la quantità di ordigni concentrati in uno spazio così piccolo», ha poi ammesso. Tra il materiale recuperato ci sono munizioni tedesche e francesi, soprattutto proiettili da mortaio, oltre ad alcuni ordigni destinati ai carri armati. Secondo quanto riporta Sud Ouest, non si tratterebbe di un deposito militare ufficiale. L’ipotesi avanzata dal comandante Thomas Mimiague è che le munizioni siano state semplicemente abbandonate nella zona alla fine della guerra.
🔴 Incendie en Gironde : "Nous avons enlevé 75 obus", explique le commandant Philippe, chef du centre de déminage de Bordeaux, après la découverte d'obus de la Seconde Guerre mondiale, mis au jour par le mégafeu en Gironde. #canal16 #canal16 pic.twitter.com/9oryiF46kr
— franceinfo (@franceinfo) August 3, 2026
Foto di copertina: Archivio / Ansa / Polizia di Stato

