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Il taglio delle accise è già sparito: il diesel torna a 2,17 euro. Perché il prezzo è di nuovo così alto

18 Agosto 2026 - 14:58 Olga Colombano
stazione di servizio pmpa benzina gasolio
stazione di servizio pmpa benzina gasolio
La spiegazione è nella composizione del prezzo finale, che non dipende soltanto dalle imposte, ma anche dal costo del greggio, dai margini della filiera e dall'Iva
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Il prezzo del gasolio in autostrada torna ai livelli del 4 agosto scorso, giorno in cui il Consiglio dei ministri ha emanato l’ultimo decreto sulle accise e prorogato fino al 25 agosto il taglio di 17 centesimi al litro delle imposte sul gasolio, già in vigore dal 28 luglio. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il gasolio costa in media 2,173 euro al litro in autostrada, contro i 2,170 euro di ieri e i 2,173 euro del 4 agosto. Ma se le accise sono state ridotte di 17 centesimi al litro, perché il prezzo del diesel è tornato ai livelli precedenti al provvedimento?

Il prezzo finale

La spiegazione è nella composizione del prezzo finale, che non dipende soltanto dalle imposte, ma anche dal costo del greggio, dai costi e dai margini della filiera e dall’Iva. Se il costo del carburante aumenta, quindi, il beneficio dei tagli può essere compensato da quell’aumento. In più, come sostiene l’Osservatorio sui conti pubblici italiani (Cpi) esiste un’asimmetria nella trasmissione delle quotazioni del petrolio al prezzo dei carburanti alla pompa. Per la benzina italiana, il Cpi stima che un aumento di un dollaro del Brent produca nei primi tre giorni un incremento di circa 62 centesimi nel prezzo netto, mentre una diminuzione dello stesso importo genera inizialmente un calo di circa 30 centesimi.

Una questione di tempo

L’effetto, però, non è permanente. Entro la quarta settimana la differenza scompare, con un effetto di 0,96 in caso di aumento e di 0,98 in caso di diminuzione. Il punto è quindi la velocità con cui le variazioni vengono trasferite alla pompa. In una fase di rialzo delle quotazioni, l’aumento del costo del carburante può assorbire rapidamente parte del beneficio fiscale, se invece il petrolio scende, il calo può arrivare con più ritardo. 

Le polemiche

I prezzi stanno sollevando un polverone. «Anche oggi il prezzo del gasolio supera i 2 euro al litro. A pagare il prezzo più alto sono il comparto della pesca, con i pescherecci costretti a fare i conti con costi di armamento insostenibili, e gli autotrasportatori, già in affanno da anni per il caro carburante e ora ulteriormente schiacciati dai rincari. Sono allo stremo, è una situazione insostenibile», afferma il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo. Concorda la Fapi, Federazione Autonoma Piccole Imprese. «Il prezzo del gasolio è tornato ai livelli registrati prima degli effetti delle misure adottate dal Governo sulle accise. È un dato che desta forte preoccupazione per famiglie e imprese e che impone di valutare ulteriori interventi per contenere il costo dei carburanti», dichiara il presidente Gino Sciotto.  «Il rischio concreto è che il costo del diesel continui a pesare in maniera insostenibile soprattutto sulle piccole imprese, sull’autotrasporto, sull’artigianato e su tutte quelle attività nelle quali il carburante costituisce una voce rilevante dei costi», chiosa.

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