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Fauci «sapeva» del rischio aborti post vaccino e lo ha nascosto? Cosa dicono realmente i suoi messaggi privati

27 Agosto 2026 - 10:40 David Puente
Anthony Fauci all'audizione davanti alla commissione senatoriale americana il 29 luglio 2026
Anthony Fauci all'audizione davanti alla commissione senatoriale americana il 29 luglio 2026
Accusano l'ex responsabile della risposta sanitaria americana di aver nascosto al pubblico i rischi del vaccino in gravidanza, ma il contenuto dei messaggi è stato stravolto
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A seguito dei recenti avvenimenti, tra la diffusione del diario e l’audizione al Congresso, in molti sostengono che Anthony Fauci sapeva privatamente che il vaccino anti-Covid poteva causare aborti spontanei nelle donne in gravidanza, ma lo avrebbe nascosto al pubblico sostenendo la vaccinazione. È una narrazione fuorviante, costruita sullo stravolgimento di messaggi dello scienziato.

La narrazione virale

Il 10 agosto 2026, i senatori repubblicani Ron Johnson e Rand Paul hanno pubblicato una serie di messaggi estratti dal telefono di lavoro di Anthony Fauci, ex direttore dell’istituto federale americano per le malattie infettive (NIAID). Tra questi c’è uno scambio del 25 gennaio 2021 con la direttrice dei CDC Rochelle Walensky e il Surgeon General Vivek Murthy, figure di spicco della sanità pubblica americana dell’epoca.

Il New York Post, citato in alcuni dei post per sostenere la narrazione, ha titolato che Fauci avrebbe avvertito «privatamente» del rischio di aborto spontaneo «mentre pubblicamente affermava che non c’erano problemi». Nei post in lingua italiana la formulazione è stata alterata in «Fauci sapeva del rischio di aborto causato dal vaccino, eppure ha pubblicamente sostenuto il suo utilizzo per le donne incinte».

Screenshot del post Facebook con la descrizione fuorviante dei messaggi di Fauci sul vaccino e gli aborti spontanei
Screenshot del post Facebook con la descrizione fuorviante dei messaggi di Fauci sul vaccino e gli aborti spontanei

Il titolo originale del New York Post usava la formula «risk linked to», ovvero «rischio associato a». Di fatto, nel post italiano quella formula è diventata «causato dal», cambiando di molto il peso delle accuse.

Cosa dicono davvero i messaggi

La conversazione inizia con Murthy che chiede a Fauci e Walensky se esistano «dati o ragioni teoriche» per preferire la vaccinazione nella prima o nella seconda metà della gravidanza. Fauci risponde che non ne esistono, per poi tornare sull’argomento: «Ho chiesto in giro ed è emersa un’altra questione di cui dovete essere a conoscenza. Poiché molte persone hanno una reazione intensa alla seconda dose, con febbre alta, questo teoricamente potrebbe essere associato a un aborto spontaneo nel primo trimestre».

La parola «teoricamente» non è un dettaglio secondario e indica che Fauci non stava riferendo un dato osservato, ma sollevando un’ipotesi scientifica basata su un ragionamento fisiologico noto. Infatti, la febbre alta è da sempre considerata un possibile fattore di rischio in gravidanza, specialmente nel primo trimestre. Era cautela scientifica standard, comunicata ai vertici della sanità pubblica affinché rafforzassero il sistema di sorveglianza.

Nella stessa catena di messaggi, il giorno successivo, Fauci scrive ancora: «In qualsiasi vaccino in cui manchino dati sulle donne in gravidanza occorre soppesare i rischi potenziali rispetto ai benefici. Il Covid-19 può essere una malattia grave, specialmente in gravidanza. Più di 10.000 donne in gravidanza sono già state vaccinate. Non sono emersi problemi».

Come funziona la distorsione

Confrontando il testo originale dei messaggi e le versioni che circolano online si riscontrano tre passaggi successivi di deformazione. Nel messaggio originale di Fauci, la preoccupazione è «teorica» e «associata a» una correlazione ipotetica. Nel titolo del New York Post, il «teoricamente» scompare mentre resta il contrasto tra il privato e il pubblico. Nel post social in italiano, invece, la formula «risk linked to» diventa «rischio di aborto causato dal vaccino», fornendo una causalità diretta che i messaggi non affermano affatto.

«Associato a» in medicina significa che due fenomeni si osservano insieme in certi contesti. Invece, la formulazione «causato da» afferma che uno produce l’altro. Di fatto, queste sono due formulazioni scientificamente diverse, soprattutto perché la seconda non viene supportata da nessuno dei messaggi pubblicati.

I messaggi diffusi mostrano funzionari sanitari che discutono di un’ipotesi non ancora confermata dai dati, in un momento in cui i vaccini erano stati autorizzati da poche settimane e le donne in gravidanza erano state escluse dai trial clinici iniziali.

Le dichiarazioni pubbliche di Fauci erano coerenti con i dati disponibili

I senatori Johnson e Paul mettono a confronto il messaggio privato del 25 gennaio 2021 con una dichiarazione pubblica di Fauci del 3 febbraio 2021, in cui disse che la FDA non aveva trovato «nessun segnale d’allarme» nelle donne in gravidanza vaccinate, presentando il tutto come una contraddizione deliberata.

Tuttavia, le due affermazioni non si contraddicono. Come ha verificato FactCheck.org, le dichiarazioni pubbliche di Fauci di quel periodo riflettevano fedelmente lo stato delle conoscenze disponibili. All’epoca nessun problema era emerso tra le donne già vaccinate e i dati erano ancora limitati, mentre il rapporto rischi-benefici andava valutato caso per caso. Era lo stesso messaggio che Fauci aveva scritto in privato il giorno dopo, il 26 gennaio.

Da segnalare un video pubblicato su X da Rand Paul, dove le dichiarazioni pubbliche di Fauci vengono montate mescolando quelle di febbraio 2021 con quelle di agosto 2021, ovvero sette mesi dopo, quando i dati disponibili erano incomparabilmente più ampi e le raccomandazioni ufficiali erano cambiate di conseguenza.

Screenshot del video pubblicato da Rand Paul su X che accosta dichiarazioni pubbliche di Fauci distanti 7 mesi l’una dall’altra

Victoria Male, professoressa di immunologia riproduttiva all’Imperial College di Londra, ha spiegato a FactCheck.org che nel gennaio 2021 era ragionevole considerare la possibilità teorica che la febbre post-vaccinale potesse essere problematica in gravidanza. «Le prove successive», ha aggiunto, «non hanno trovato un aumento del rischio di perdita della gravidanza, o di qualsiasi altro problema ostetrico».

Anche il nuovo direttore del NIH Jay Bhattacharya ha alimentato la narrativa, dichiarando in un’intervista su Fox News dell’11 agosto 2026 che era «certamente possibile» che i vaccini Covid avessero causato aborti spontanei e che il dibattito «imperversa nella letteratura scientifica». FactCheck.org ha verificato che quelle affermazioni non sono supportate dalla letteratura scientifica disponibile, mentre Male ha risposto esplicitamente che i dati attuali «continuano a non mostrare rischi aumentati».

I dati sulla sicurezza in gravidanza

Nei mesi successivi a quella conversazione privata, sono stati raccolti dati su milioni di donne. L’11 agosto 2021 i CDC hanno raccomandato ufficialmente la vaccinazione in gravidanza, dopo aver analizzato i dati e non aver riscontrato rischi aumentati di aborto spontaneo. Un’analisi pubblicata nel febbraio 2026 ha trovato un tasso di aborto spontaneo del 10,79% nelle donne vaccinate prima della ventesima settimana di gravidanza, un dato in linea con il tasso atteso nella popolazione generale, che oscilla tra il 10% e il 20%. Di fatto, la preoccupazione teorica di Fauci non è stata confermata dai dati e la sua risulta essere una cautela scientifica appropriata, non la prova di danno nascosto.

Il dato dell’82% che circola in parallelo

In molti post che condividono lo screenshot del New York Post compare anche un’altra affermazione, ovvero che le donne vaccinate nel primo trimestre avrebbero avuto un tasso di aborto spontaneo dell’82%. Questo dato non era nell’articolo del New York Post, ma è stato introdotto il giorno stesso dal senatore Ron Johnson in un video su Fox News.

Quel dato è falso e risulta smentito da anni. Abbiamo già verificato questa narrazione. Snopes, PolitiFact e FactCheck.org l’hanno verificata e smentita nel 2021 e di nuovo nel 2026 a seguito della diffusione dei messaggi di Fauci. In pratica, il numero viene da un calcolo sbagliato applicato a uno studio pubblicato nel 2021 sul New England Journal of Medicine: 104 aborti spontanei diviso 127 gravidanze «completate» al momento della prima analisi preliminare. Il problema è che la grande maggioranza delle donne vaccinate nel primo o secondo trimestre era ancora in gravidanza e non era stata conteggiata. Di fatto, il follow-up completo dello stesso studio aveva trovato un tasso tra il 12,8% e il 14,1%, del tutto normale.

Che cosa emerge dal fact-checking

Fauci ha sollevato in privato, tra esperti, una preoccupazione teorica, basata su fisiologia consolidata, comunicandola alle massime autorità sanitarie americane, esattamente come avrebbe dovuto fare. Non ha nascosto alcun dato, in quanto al momento non esistevano dati, ma solo un’ipotesi. Le dichiarazioni pubbliche erano coerenti con lo stato delle conoscenze disponibili, mentre la preoccupazione teorica non è stata confermata da nessuno studio successivo.

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