Nepal, salvati i due italiani Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo. La Farnesina: «Tre connazionali ancora irreperibili»

Sono due gli italiani tra i 27 turisti stranieri tratti in salvo nelle aree di Timure e Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa, una delle zone colpite dalla devastante alluvione al confine tra Nepal e Tibet. La Farnesina ha confermato che si tratta di Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo. Il ministero degli Esteri sta ancora cercando di fare chiarezza sulla situazione degli altri connazionali presenti nella zona. Finora ne sono stati contati circa 130, e dei dieci che risultavano inizialmente irreperibili, restano ora tre casi segnalati. Su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stato disposto l’invio di personale a Kathmandu dall’Ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza ai connazionali. Lo ha reso noto la Farnesina.
I tre italiani ancora irreperibili
Tra gli italiani di cui non si hanno notizie c’è anche Marco Ratto, cinquantenne proprietario di un’oreficeria a Rapallo. Secondo quanto riferito dalla Farnesina, stava attraversando il confine per uscire dal Nepal e raggiungere il Tibet quando i contatti con lui si sono interrotti. L’agenzia cinese che avrebbe dovuto occuparsi del gruppo ha confermato di averlo perso di vista al valico. La stessa informazione è stata comunicata alla famiglia dall’agenzia nepalese.
Il terzo caso riguarda invece una coppia italo-svizzera che viaggiava dal Tibet verso il Nepal. La Farnesina non ha ancora i riferimenti dell’agenzia che organizzava il viaggio e non è quindi possibile verificare se i due abbiano effettivamente attraversato il valico. Sono in corso accertamenti per capire se la coppia sia stata coinvolta nell’emergenza. La situazione resta difficile da ricostruire anche perché gli elenchi delle persone presenti nell’area vengono compilati sulla base delle informazioni fornite dai tour operator. Gli stessi dati, spiega la Farnesina, possono quindi essere incompleti o non aggiornati e includere persone che non hanno attraversato il confine oppure che nel frattempo sono state rintracciate. È anche per questo che il numero degli italiani inizialmente considerati irreperibili si è ridotto progressivamente.
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Nell’elenco delle autorità nepalesi figurano al momento tra i «dispersi» 65 statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi. Sono segnalati infine cittadini di Singapore, Germania, Russia, Lettonia, Sudafrica, Francia, Giappone, Nuova Zelanda e di altri Paesi.
Footage captured on Wednesday showed a flood sweeping through a village in Nepal, causing widespread devastation after flash floods that swept through the region left at least 270 dead, with hundreds of tourists missing. pic.twitter.com/KtSLkdwuqr
— CBS News (@CBSNews) August 27, 2026
Le cause del crollo
La frana è avvenuta mercoledì 26 agosto nel distretto di Rasuwa, al confine tra Nepal e Tibet, provocando una violenta alluvione a valle. In un primo momento si era pensato che a innescare il disastro fosse stato un terremoto, ma l’U.S. Geological Survey ha poi chiarito che la causa è stata il crollo di una lingua glaciale: una grande massa di ghiaccio è precipitata dalla montagna trascinando con sé rocce e detriti e alimentando una gigantesca colata verso valle. L’acqua e il materiale hanno travolto strade, ponti e centri abitati. Il bilancio accertato è salito a 270 morti, mentre le persone disperse sarebbero oltre 1.300.

