Nepal, due italiani tra i dispersi dopo l’alluvione. La Farnesina: «Verifiche in corso»

Ci sarebbero anche due italiani tra le persone che risultano disperse dopo la frana che ha colpito il distretto di Rasuwa, al confine tra Nepal e Tibet. I loro nomi compaiono nell’elenco diffuso dalle autorità nepalesi, ma la loro effettiva presenza nell’area deve ancora essere verificata. La Farnesina sta effettuando accertamenti con le autorità locali, attraverso il Consolato generale d’Italia a Calcutta e il Consolato onorario a Kathmandu, e con i tour operator. Finora sono stati contattati circa 130 italiani che risultavano nella zona. Su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, è stato inoltre disposto l’invio di personale a Kathmandu dall’Ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l’assistenza ai connazionali. Lo ha reso noto la Farnesina.
La lista dei dispersi
Tra gli italiani di cui non si hanno notizie c’è anche Marco Ratto, cinquantenne proprietario di un’oreficeria a Rapallo. Secondo quanto riportato da Repubblica, era partito da solo per il Nepal e avrebbe dovuto unirsi a un gruppo di viaggiatori con cui aveva programmato escursioni e visite. I familiari hanno perso i contatti con lui dopo l’alluvione e si sono rivolti alla Farnesina. Al momento non è però possibile stabilire se Ratto sia uno dei due italiani presenti nell’elenco dei dispersi diffuso dalle autorità nepalesi: la speranza della famiglia è che si trovi semplicemente in una zona dove le comunicazioni sono ancora difficili.
Nell’elenco delle autorità nepalesi figurano inoltre 65 statunitensi, 53 ucraini, 51 malesi, 35 australiani, 33 britannici e 25 canadesi. Sono segnalati infine cittadini di Singapore, Germania, Russia, Lettonia, Sudafrica, Francia, Giappone, Nuova Zelanda e di altri Paesi. Il numero complessivo dei dispersi resta però ancora incerto: le stime diffuse da Nepal e Cina non coincidono e potrebbero essere aggiornate con il proseguire delle ricerche.
Ti potrebbe interessare
- Catastrofe Nepal, 270 morti e 1.300 dispersi. Il crollo del ghiacciaio, la «bomba» sismica: cos’è successo – Il video
- Alluvione in Nepal, 157 morti e oltre 500 dispersi. Il racconto di un testimone italiano: «Bloccati in bus per 10 ore dopo la frana» – Il video
- Nepal, le immagini impressionanti dell’arrivo della frana: l’onda di acqua e detriti sommerge le case – Il video
- Alluvione in Nepal, la fuga disperata delle persone pochi istanti prima di essere travolte alla frontiera – Il video
Le cause del crollo
La frana è avvenuta mercoledì 26 agosto nel distretto di Rasuwa, al confine tra Nepal e Tibet, provocando una violenta alluvione a valle. In un primo momento si era pensato che a innescare il disastro fosse stato un terremoto, ma l’U.S. Geological Survey ha poi chiarito che la causa è stata il crollo di una lingua glaciale: una grande massa di ghiaccio è precipitata dalla montagna trascinando con sé rocce e detriti e alimentando una gigantesca colata verso valle. L’acqua e il materiale hanno travolto strade, ponti e centri abitati. Il bilancio accertato è salito a 270 morti, mentre le persone disperse sarebbero oltre 1.300.

