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Cala il numero di fumatori, ma i giovani iniziano a svapare prima dei 14 anni

09 Settembre 2026 - 14:02 Gemma Argento
sigarette elettroniche: così i giovani iniziano a fumare
sigarette elettroniche: così i giovani iniziano a fumare
Tre nuovi studi presentati al congresso 2026 della European Respiratory Society mostrano che il primo contatto con la nicotina avviene sempre più spesso in adolescenza e attraverso prodotti diversi dalle sigarette tradizionali. Un’esposizione precoce che, secondo la letteratura scientifica, può aumentare il rischio di un uso persistente nel tempo
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Le sigarette stanno perdendo terreno. Un’abitudine che per decenni ha attraversato generazioni, luoghi di lavoro, case e spazi pubblici occupa oggi una porzione sempre più piccola della vita quotidiana. A dirlo sono anche i numeri: secondo le stime più recenti dell’Organizzazione mondiale della sanità nel 2024 il consumo di tabacco riguardava circa un adulto su cinque nel mondo, contro uno su tre all’inizio degli anni Duemila. In termini assoluti, le persone che ne fanno uso sono scese da circa 1,38 miliardi nel 2000 a 1,2 miliardi, mentre la prevalenza globale del fumo si è ridotta fino a poco più del 16 per cento. È il risultato di anni di prevenzione, restrizioni, aumento dei prezzi e di una consapevolezza ormai molto più diffusa dei danni provocati dal fumo: accendere una sigaretta è progressivamente diventato meno normale, meno socialmente accettato e, per una parte crescente della popolazione, meno desiderabile. Un cambiamento profondo, che rappresenta senza dubbio una buona notizia per la salute pubblica. Ma proprio mentre il numero dei fumatori continua a scenderetre nuovi studi presentati al congresso 2026 della European Respiratory Society suggeriscono che osservare soltanto le sigarette rischia ormai di raccontare una storia incompleta.

La nicotina cambia porta d’ingresso

È soprattutto tra le generazioni più giovani che si vede come il fumo stia perdendo terreno senza che la nicotina faccia necessariamente lo stesso. A mettere a fuoco questo scarto sono tre nuovi studi presentati al congresso 2026 della European Respiratory Society, che hanno osservato come stanno cambiando nel tempo il consumo di sigarette, l’uso di altri prodotti contenenti nicotina e l’età del primo contatto. I risultati convergono su un punto: mentre il fumo tradizionale diminuisce, cambiano i prodotti utilizzati e, soprattutto, le modalità con cui si comincia. Nel primo studio, condotto su oltre 15mila persone e basato su dati raccolti tra il 2012 e il 2024, la quota di fumatori è diminuita dal 24,2% al 16,3 per cento. Nello stesso arco di tempo, però, l’uso di prodotti alternativi alla nicotina è passato praticamente da zero al 17,2%, mentre la quota di chi utilizza più di un prodotto, per esempio sigarette ed e-cigarette, è salita dal 5,2% al 18,3%. A cambiare è anche l’età: quella media di inizio del fumo, che tra le persone nate negli anni Trenta era intorno ai 20 anni, scende a circa 15 tra i nati negli anni Duemila. E tra gli under 18 la prevalenza del fumo è quasi raddoppiata, dal 2,6% al 5 per cento.

La porta d’ingresso alla nicotina

È proprio qui che il dato smette di raccontare soltanto il declino della sigaretta e comincia a descrivere un cambiamento più profondo nel modo in cui i giovani incontrano la nicotina. Se la sigaretta elettronica era stata inizialmente pensata soprattutto come alternativa al fumo, oggi per molti adolescenti può rappresentare direttamente la porta d’ingresso alla nicotina. Lo mostra il secondo studio, che confrontando i dati raccolti nel 2015, 2019 e 2024 tra ragazzi di 15 e 16 anni rileva una diminuzione dei fumatori dal 13,9% del 2015 all’11,7% del 2024, dopo un lieve aumento al 14,4% nel 2019. Anche lo svapo non cresce in modo lineare: l’uso di e-cigarette passa dal 10,1% del 2015 al 18,1% del 2019, per poi scendere al 15,7% nel 2024, mantenendosi comunque ben al di sopra dei livelli di partenza.

Ancora più indicativo è ciò che accade all’inizio del percorso: nel 2015 il 50,2% dei ragazzi che svapavano dichiarava di aver iniziato senza aver prima fumato sigarette; nel 2024 la quota è salita al 76,2 per cento. In altre parole, per una parte crescente degli adolescenti la sigaretta elettronica non sembra più essere un prodotto a cui si arriva dopo il fumo tradizionale, ma può rappresentare direttamente il primo accesso alla nicotina. Il terzo studio ha invece seguito giovani dai 13 ai 25 anni, mostrando come sia il fumo sia lo svapo tendano ad aumentare nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta: a 25 anni l’uso corrente di e-cigarette raggiungeva il 38% e quello delle sigarette il 25 per cento. 

Come misurare il fenomeno

A risultare meno propensi a fumare a quell’età erano proprio coloro che non avevano mai svapato. Proprio il modo in cui misuriamo il fenomeno che, secondo gli autori dei nuovi studi, deve cambiare: Salome Sunday, autrice della ricerca sugli adolescenti presentata all’ERS, sottolinea come la crescente varietà di prodotti disponibili renda necessario guardare all’uso complessivo di nicotina e non soltanto al consumo delle singole categorie. La crescita dell’uso combinato di sigarette, e-cigarette e altre forme di nicotina può secondo i ricercatori rendere più complessi sia i percorsi per smettere sia le strategie di prevenzione. Se il fumo tradizionale diminuisce ma si moltiplicano le modalità di accesso alla nicotina e si abbassa l’età del primo contatto, il successo ottenuto contro le sigarette rischia di raccontare solo una parte della storia.

La dipendenza comincia prima

I dati sull’abbassamento dell’età di inizio sono particolarmente rilevanti perché il momento in cui comincia l’esposizione alla nicotina può influire sul rischio che l’uso diventi persistente. Perché quando si parla di nicotina cominciare prima non è un dettaglio: l’adolescenza è una fase in cui il cervello è ancora in sviluppo e i circuiti coinvolti nella ricompensa, nell’apprendimento e nel controllo degli impulsi sono particolarmente sensibili ai suoi effetti. L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea che un’esposizione precoce può aumentare la probabilità di sviluppare una dipendenza duratura e di continuare a utilizzare prodotti contenenti nicotina nel tempo. A sostenere questa associazione è anche la letteratura scientifica precedente: uno studio pubblicato sull’American Journal of Psychiatry, confrontando coppie di gemelli monozigoti che avevano iniziato a fumare a età diverse, ha osservato livelli maggiori di dipendenza e craving nel gemello che aveva cominciato prima. 

E il fenomeno sembra riguardare anche le sigarette elettroniche: una ricerca del 2024 su studenti delle superiori ha rilevato che chi aveva iniziato a svapare prima dei 14 anni presentava una probabilità superiore del 21% di continuare a farlo e dell’88% di utilizzare e-cigarette frequentemente rispetto a chi aveva iniziato più tardi. I ricercatori spiegano come questo non significhi che provare una sigaretta elettronica da adolescenti conduca inevitabilmente alla dipendenza, né che svapo e sigarette tradizionali abbiano lo stesso profilo di rischio. E invitano a guardare oltre il semplice numero dei fumatori e a monitorare l’esposizione complessiva alla nicotina, soprattutto nelle fasce più giovani.

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