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Trump mette gli occhi anche sull’Irlanda: «Unita sarebbe fantastica». Burnham lo gela: «Non c’è il sostegno dell’opinione pubblica»

12 Settembre 2026 - 19:41 Cecilia Dardana
donald trump Micheál Martin
donald trump Micheál Martin
Durante la visita a Dublino, il presidente Usa incoraggia il premier Martin all'unificazione con il Nord. Ma Londra esclude un nuovo referendum e la ministra degli Esteri irlandese McEntee frena: «Sono soltanto sue opinioni personali»
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Un’Irlanda unificata non solo è auspicabile, ma destinata a realizzarsi. Le dichiarazioni di Donald Trump da Dublino riaprono a sorpresa il dibattito storico sull’unione tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord, provocando un’immediata risposta a Londra e una precisa puntualizzazione a Dublino. Durante un incontro con il primo ministro irlandese Micheál Martin, il presidente degli Stati Uniti ha espresso il proprio favore all’ipotesi di un ricongiungimento dell’isola. L’uscita ha però incontrato la ferma opposizione del premier britannico Andy Burnham, che esclude nuovi referendum sui confini in assenza di un chiaro consenso popolare, mentre la ministra degli Esteri irlandese Helen McEntee ha derubricato le parole del tycoon a semplici considerazioni individuali.

Cosa ha detto Trump a Dublino

L’affondo del presidente americano è arrivato nella mattina di sabato 12 settembre durante la conferenza stampa congiunta con Martin, tappa iniziale del suo soggiorno di due giorni nel resort di Doonbeg. Come riporta l’Irish Time, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’eventuale unificazione con Belfast, Trump non ha nascosto il proprio entusiasmo: «Mi piacerebbe vederla unificata. Prima o poi succederà. Qui c’è l’uomo giusto per far partire il processo», ha dichiarato indicando il premier irlandese. Interpellato sul potenziale impatto diplomatico dell’operazione con il governo britannico, il tycoon ha poi ribadito: «Credo che sarebbe una cosa fantastica; penso che il Regno Unito avrebbe qualcosa da ridire al riguardo, ma ritengo che sarebbe un’ottima cosa. Come potrebbe essere un male?».

La replica del Regno Unito

Le parole del presidente Usa hanno spinto Downing Street a confermare la propria linea ufficiale. Un portavoce dell’ufficio del primo ministro britannico Andy Burnham ha ribadito che la posizione di Londra sul futuro politico dell’Irlanda del Nord «rimane invariata». Il governo inglese ha richiamato le recenti spiegazioni fornite dal premier in Parlamento riguardo alla possibilità di consultazioni popolari sul confine: «Non mi risulta che vi sia un sostegno maggioritario dell’opinione pubblica a un altro referendum e, finché la situazione non cambierà, non ce ne sarà uno». Per Londra, dunque, le esternazioni della Casa Bianca non modificano il quadro istituzionale vigente.

La replica di Dublino

Anche all’interno dell’esecutivo irlandese si sceglie la via della prudenza diplomatica. La ministra degli Affari Esteri, Helen McEntee, ha sottolineato ai microfoni della Bbc come i commenti di Trump rappresentino «una sua opinione personale». La rappresentante del Fine Gael ha ricordato che l’uscita del presidente americano «non modifica il fatto che la posizione del governo irlandese sia chiara. La posizione del governo del Regno Unito è chiara ed è chiaro l’Accordo del Venerdì Santo». Secondo McEntee, «un evento di tale portata può verificarsi soltanto in presenza del consenso del popolo irlandese dell’isola. È un obiettivo su cui dobbiamo lavorare e verso cui dobbiamo tendere. Ed è proprio ciò che sta accadendo al momento». Il partito della ministra ha comunque in programma di presentare nel mese di novembre un progetto che delinerà come potrebbe configurarsi un’Irlanda unita.

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