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«Siete una vergogna, andatevene»: l’ira di Ben Gvir contro i registi di «Naza». Zohar: «Via la cittadinanza ai traditori»

13 Settembre 2026 - 21:53 Cecilia Dardana
ben gvir registi naza
ben gvir registi naza
Durissima reazione di Ben Gvir e Zohar contro Yuval Abraham e Rachel Szor per la pellicola sull'uccisione in massa dei palestinesi. Il titolare della Cultura: «Disposti a infangare la patria pur di ottenere l'applauso degli antisemiti»
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«Voi siete una vergogna e un disonore per l’intero popolo d’Israele. Andatevene». Sono le parole che il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha rivolto a Yuval Abraham e Rachel Szor, i due registi di «Naza», il film dei registi di «No Other Land» sull’uccisione di massa dei palestinesi. Pellicola che ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia, portando a casa standing ovation e decine di minuti di applausi da pubblico e giuria. Nel giro di poche ore, i ministri del governo israeliano si sono scagliati in blocco contro i due autori, che hanno convinto alcuni ufficiali dell’esercito israeliano a spiegare il “sistema” alla base dello sterminio di civili, accusandoli di aver tradito la nazione in un momento critico e arrivando a chiederne la revoca della cittadinanza.

Ben Gvir: «I nemici di Hamas vi accoglieranno a braccia aperte»

Protagonista di uno dei più duri affondi ai due registi è il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir, che su X ha bollato la pellicola come un «danno collaterale, diretto contro il popolo d’Israele». Il ministro si è scagliato contro i registi per le critiche rivolte all’operato dell’Idf: «A coloro che diffamano i nostri eroici combattenti, che rischiano la loro vita affinché possiamo vivere in pace e sicurezza, io dico: voi siete una vergogna e un disonore. Sono sicuro che i vostri amici, i nostri nemici di Hamas a Gaza, vi accoglieranno a braccia aperte!».

La minaccia del ministro Zohar: «Via la cittadinanza ai traditori»

Sulla stessa linea, il ministro della Cultura Miki Zohar. Secondo quanto riportato dal Times of Israel, l’esponente dell’esecutivo ha bollato l’opera dei due cineasti come un atto eversivo: «L’odio viscerale che anima i produttori, disposti a infangare la propria patria pur di ottenere l’applauso degli antisemiti di tutto il mondo, è inconcepibile e rappresenta un tradimento nei confronti del Paese». Zohar ha quindi annunciato un intervento amministrativo immediato nei confronti dei due registi: «In qualità di ministro della Cultura, agirò immediatamente per revocare la cittadinanza israeliana a questi spregevoli registi per aver tradito il Paese».

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