Ranucci e la risposta a chi lo vede già candidato, l’avviso alla Rai «per ripristinare i miei diritti». La rabbia sugli ultimi mesi: «Contro di me atto vigliacco»

Sigfrido Ranucci non sembra per niente intenzionato a cedere a una delle tre offerte arrivate dalla Rai, dopo la rimozione dalla conduzione di Report. Per ora, dice a Prato a margine del suo spettacolo «Diario di un trapezista», il prossimo «salto» sarebbe tutto concentrato «nel cercare di vedere ripristinati i miei diritti». Qualunque cosa significhi, lui almeno per ora esclude un futuro in politica. Non che siano proprio fioccate le offerte dai partiti del Campo largo.
Cosa risponde a chi lo vede candidato
Alla domanda su un possibile ingresso in politica, il giornalista parte sulla difensiva: «Chi pensa alla mia candidatura pensa male. Io voglio fare il giornalista, do fastidio come giornalista». Racconta all’Ansa che, se dovesse trovarsi tagliato fuori da ogni parte, proverebbe comunque a portare avanti la sua battaglia «nella difesa dei più fragili», ma con altri strumenti. Sulla politica in sé, la vede distante da come la pratica chi la fa oggi: «Qui si intende la politica come comandare, invece secondo me la politica è donare». E chiude con una battuta: «Sin da piccolo a me è sempre piaciuto rompere le scatole, quindi voglio continuare a rompere le scatole come giornalista».
Perché parla di articoli falsi sul suo conto
Ranucci non ha dubbi poi sul fatto che la valanga di articoli usciti negli ultimi mesi che parlano di lui sono «per il 90% falsi». Queli articoli, spiega, avrebbero anche potuto limitarsi a seguire l’inchiesta giudiziaria sull’attentato contro di lui e dell’arresto dell’«amico fraterno» Valter Lavitola. E invece «sono andati a finire su altre questioni, e provocare dolore. Il dolore delle persone che ti sono vicine. Colpiscono loro per colpire me, e questo è un gesto, un atto vigliacco».
Ti potrebbe interessare
- Ranucci-Lavitola, l’incontro dopo la bomba senza telefoni. Cosa ha detto Natalia Potenza ai pm: gli affari in Africa e i sospetti sul giornalista
- L’aiuto a Lavitola da Report: il sospetto sull’inchiesta bloccata. Su Ranucci indaga anche la sua ex redazione: il caso dell’acquisto del ristorante Cefalù
Verso un nuovo interrogatorio
Proprio sull’inchiesta che vede in carcere Lavitola come mandante per l’attentato fuori da casa sua a Pomezia a ottobre 2025, Ranucci conferma di aver appreso che i magistrati torneranno a sentirlo, ma solo leggendo i giornali. Un atto tutto sommato dovuto, ammette lui stesso: «Penso di sì e credo che sia giusto che mi riascoltino».

