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Ventagli contro il caldo: gli studenti romani sono tornati a scuola mettendo in atto una particolare protesta

14 Settembre 2026 - 19:02 Antonia Verderosa
L'iniziativa della Rete degli Studenti Medi nel Lazio
L'iniziativa della Rete degli Studenti Medi nel Lazio
La Rete degli Studenti Medi protesta contro le temperature nelle aule e le condizioni degli edifici. Sindacati e studenti chiedono più risorse: «Per le sole scuole di Roma servirebbero almeno 25 milioni»
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«Si muore di caldo. Il nostro tempo è ora». Sono le parole stampate sui ventagli bianchi e rossi distribuiti dalla Rete degli Studenti Medi oggi a Roma. L’iniziativa accompagna il rientro in classe degli studenti nel Lazio e punta a denunciare le temperature elevate nelle aule e le condizioni degli edifici scolastici.

«Ogni anno si torna in classe trovando gli stessi problemi», spiega Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. «Il diritto allo studio passa anche dalla sicurezza e dalla vivibilità degli spazi scolastici. Serve un piano straordinario da parte del Ministero, che non può girarsi ancora dall’altra parte».

Alla protesta degli studenti si sono unite anche FLC CGIL e Fillea CGIL di Roma e Lazio. «Ancora una volta, la scuola deve fare i conti con problemi che non possono più essere considerati emergenze occasionali», afferma Alessandro Tatarella, segretario generale della FLC CGIL Roma e Lazio. «Il caldo estremo di questo periodo si somma alla condizione di edifici scolastici spesso in condizioni inadeguate: è una questione di salute, sicurezza e qualità del servizio pubblico».

Uno dei ventagli distribuiti dalla Rete degli Studenti Medi davanti a una scuola di Roma con lo slogan «Si muore di caldo. Il nostro tempo è ora».

Il caldo nelle scuole, le proteste e le proposte del governo

La protesta dei ventagli arriva dopo settimane di polemiche sul rientro in classe con temperature ancora elevate. Nelle scorse settimane sindacati, medici ed esperti hanno chiesto di valutare anche un rinvio dell’inizio delle lezioni. A preoccupare sono soprattutto le condizioni degli edifici scolastici: secondo un’indagine di Tuttoscuola, oltre nove edifici scolastici italiani su dieci non dispongono di impianti di climatizzazione. In molti istituti, in assenza di sistemi di climatizzazione, il raffrescamento è affidato soprattutto ai ventilatori, che nelle giornate più calde possono non essere sufficienti a garantire temperature adeguate.

Nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha stanziato 20 milioni di euro per l’acquisto, l’installazione e la messa in esercizio di apparecchi e dispositivi di raffrescamento nelle scuole statali di tutta Italia. Una cifra giudicata insufficiente da sindacati e studenti.

Due studenti della Rete degli Studenti Medi durante la protesta contro il caldo nelle scuole di Roma.

Edilizia scolastica nel Lazio, studenti e sindacati chiedono più risorse

«Nonostante gli interventi finanziati dal PNRR, troppe scuole del Lazio riapriranno ancora con aule calde e strutture non adeguate», dichiara Diego Piccoli, segretario generale della Fillea CGIL Roma e Lazio. «Gli investimenti annunciati non rispondono al fabbisogno reale della nostra regione: servirebbero almeno 25 milioni di euro soltanto per intervenire sulle scuole di Roma, mentre i 20 milioni annunciati dal ministro Valditara riguardano l’intero territorio nazionale».

Per Piccoli «occorrono risorse ben più consistenti e una programmazione strutturale», mentre la Rete degli Studenti Medi chiede al ministero un piano straordinario per l’edilizia scolastica. Gli studenti chiedono inoltre di essere coinvolti nel tavolo sulla scuola avviato presso la Regione Lazio, dal quale denunciano di essere al momento esclusi.

Anche Tatarella valuta positivamente l’avvio del confronto regionale, chiedendo però che porti rapidamente a interventi concreti. «Non possiamo affrontare questi problemi ogni anno come se fossero una sorpresa. Servono interventi strutturali e risorse adeguate», afferma il segretario generale della FLC CGIL Roma e Lazio.

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