Guerra con l’Iran, l’ispettore del Pentagono smentisce Trump: «Carenza di munizioni e costi per 33 miliardi»

Il primo rapporto ufficiale dell’Ispettore Generale del Pentagono sulla guerra con l’Iran rivela che il conflitto ha causato una seria carenza di munizioni nell’arsenale statunitense e generato colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento. Il documento, diffuso da Nbc News e richiesto dal Congresso, copre le operazioni dal 28 febbraio al 30 giugno. Per far fronte all’emergenza, il dipartimento della Difesa sta cercando di velocizzare la produzione e snellire i processi di approvvigionamento. Le conclusioni confermano le indiscrezioni giornalistiche dei mesi scorsi e smentiscono le dichiarazioni del presidente Donald Trump e del segretario alla Difesa Pete Hegseth, che avevano parlato di scorte «infinite».
I primi 4 mesi di guerra con l’Iran sono costati 33,4 miliardi di dollari
Nel report si attesta inoltre che l’Iran ha preso di mira con droni e missili la principale base logistica della Marina USA in Bahrain. Vengono poi dettagliati i costi: i primi quattro mesi di guerra guidati da USA e Israele sono costati circa 33,4 miliardi di dollari (escluse le riparazioni delle strutture). La somma include 22,3 miliardi in munizioni impiegate, 3,7 miliardi in equipaggiamenti persi — tra cui la distruzione di almeno 30 grandi droni americani — e 7,4 miliardi per altre spese operative.

