Otto italiani su dieci sono «molto preoccupati» per il cambiamento climatico. Per gli europei è nella top 5 dei problemi più urgenti

Il cambiamento climatico entra nella top 5 dei problemi più urgenti secondo i cittadini di Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Si aggiunge poi la Danimarca, dove la questione clima era già tra le più preoccupanti per l’opinione pubblica, e l’Italia, in cui arriva al sesto posto. A delineare questo quadro è il sondaggio condotto da YouGov nei sei Stati europei per capire quanto gli eventi atmosferici degli ultimi mesi, con ondate di caldo, incendi e alluvioni, abbiano influenzato la percezione pubblica del problema.
Un’Italia più preoccupata per il cambiamento climatico
L’81% degli italiani si mostra «molto preoccupato» per le conseguenze del riscaldamento globale, con un aumento del 5% rispetto all’estate 2025. E crescono anche i cittadini che ritengono il clima un tema prioritario nella propria vita, passando dall’11% al 16%. Gli italiani collegano inoltre chiaramente le ondate di caldo alla questione clima. L’85% lo ritiene un’evidenza probabile, contro il 55% «molto probabile» per gli incendi boschivi, segno di un’attribuzione più incerta su questo fronte. Il sondaggio di YouGov ha poi voluto capire come i cittadini abbiano sperimentato personalmente gli effetti del cambiamento climatico e per l’Italia si delinea un quadro chiaro. Il 70% dei cittadini ha avuto esperienza diretta di temperature fuori dalla norma nei mesi estivi e il 28% ha subito gli effetti degli incendi boschivi o del fumo da essi provocato.
La preoccupazione verso le temperature record e gli eventi disastrosi si è tradotta in un aumento del sostegno alle politiche climatiche. In particolare, in Italia la crescita maggiore si è registrata sulle accise sui carburanti (+12 punti) e sulle norme per l’efficienza energetica delle abitazioni (+11 punti). Cresce parallelamente anche la percezione negativa verso le figure politiche scettiche. Secondo gli italiani, gli esponenti che si oppongono alle misure per ridurre le emissioni sono «irresponsabili» (33%), «negazionisti» (33%) e «difensori degli interessi delle grandi aziende» (28%).
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Per Francia e Spagna un problema sempre più grande
Allargando lo sguardo all’Europa, YouGov sottolinea come il cambiamento climatico sia diventato un problema molto rilevante in Francia, dove è passato dal 6° al 3° posto e in Spagna, che dal 10° posto ha raggiunto il 5°. Complice anche il fatto che i due Paesi sono stati quelli più colpiti dagli eventi estremi tra giugno e agosto. La Danimarca, meno soggetta al maltempo, ha invece mostrato una preoccupazione più stabile confermando che è l’esposizione diretta a guidare il cambiamento di opinione. Complessivamente, tra il 68 e l’83% degli intervistati nei sei Stati ritiene probabile che le ondate di calore siano legate al cambiamento climatico, mentre la narrazione minimizzante («è solo estate») viene respinta ovunque.
Il governo deve intervenire, ma non cambiano le abitudini personali
Come per l’Italia, anche negli altri Paesi cresce il sostegno alle politiche climatiche, ma in modo moderato. In media si sono registrati +4 punti su 13 politiche testate, con i rialzi maggiori sulla tassa sui carburanti (+8), efficienza energetica domestica (+6) e carbon tax alle aziende (+6).
Un dato che emerge con forza, però, è il contrasto tra sostegno alle politiche pubbliche e cambiamento nei comportamenti personali: la disponibilità a passare all’auto elettrica, cambiare fornitore di energia o modificare la propria dieta resta sostanzialmente invariata rispetto ad aprile. Gli europei sembrano insomma più disposti a chiedere interventi ai governi che a modificare le proprie abitudini.
L’Europa deve agire insieme
Sul futuro, l’opinione pubblica resta in parte divisa: il 56% crede ancora che il peggio sia evitabile con azioni decise, mentre per il resto degli intervistati permangono dubbi o incertezza sulla possibilità di invertire la rotta. Di fronte a mesi che hanno raggiunto temperature record mai viste prima, solo il 13-24% incolpa le politiche verdi per le bollette energetiche, molto meno di prezzi del gas o speculazione delle aziende energetiche. Ma per tutti i cittadini europei rimane importante che la politica del proprio Paese faccia dei passi in avanti per la questione climatica. Lo dimostra proprio il sondaggio di YouGov, secondo cui un politico che nega il cambiamento climatico riceve un gradimento netto tra -58 e -71 in tutti gli Stati analizzati. Nei Paesi europei, infine, si evidenza un fattore comune: è fondamentale agire con un approccio comunitario al cambiamento climatico a discapito di quello nazionalistico.

