Riccione, un ragazzino corre tra gli ombrelloni e il bagnino lo chiude in una cabina per punizione. Assolto dal reato di sequestro di persona

Un bagnino di Riccione di 63 anni era stato accusato di aver rinchiuso un ragazzo di 12 anni in una cabina. Ma a distanza di due anni è stato assolto per quel capo di imputazione, mentre è stato condannato a sei mesi di reclusione, con pena sospesa, per le lesioni provocate agli altri due minori.
Cos’è successo allo stabilimento
Il 25 agosto 2024 all’ora di cena un gruppo di ragazzi di 12 e 13 anni avrebbero iniziato a correre tra gli ombrelloni di uno stabilimento balneare di Riccione. Da lì sarebbe nata una discussione con il bagnino che, stando alle ricostruzioni dell’accusa, avrebbe afferrato due dei giovani. Uno dei 12enni sarebbe stato trattenuto dall’uomo e, nel tentativo di divincolarsi, sarebbe caduto a terra ferendosi agli arti e al tronco. Il secondo, invece, avrebbe ricevuto un pugno allo sterno. Infine, l’ultimo minore sarebbe stato trascinato per un braccio e poi per il collo in una cabina, rimanendo chiuso all’interno per circa 10 minuti.
Dopo qualche minuto dai fatti riportati dall’accusa, i giovani erano stati raggiunti dai genitori e poi dai carabinieri, dando il via alle querele e agli accertamenti sanitari dei minori coinvolti. Le visite al pronto soccorso avevano certificato al ragazzo rinchiuso nella cabina contusioni multiple a volto, collo e spalla destra. Agli altri era stato rilasciato un certificato medico con prognosi fino a 15 giorni.
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La versione del bagnino
Era poi iniziato il procedimento penale, in cui il bagnino, difeso dall’avvocato Enrico Graziosi del foro di Rimini, doveva rispondere di lesioni a minori e sequestro di persona aggravato. Il bagnino, però, aveva sempre sostenuto un’altra versione dei fatti. Quella sera di agosto, il gruppo avrebbe iniziato a lanciare sabbia mentre lui stava cenando con la madre. L’uomo si sarebbe limitato a rimproverarli a parole e a fermarli. Nessuna azione fisica contro i minori. «Se davvero avessi picchiato e chiuso a chiave nella cabina i figli altrui sarei da mettere in un ospedale psichiatrico» avrebbe detto il 63enne al giudice, come riporta il Corriere Romagna.
Assolto per sequestro di persona, ma rimangono le altre accuse
Il pubblico ministero aveva chiesto nove mesi di carcere e la condanna per tutti i capi d’imputazione. Il giudice dell’udienza preliminare, Raffaella Ceccarelli, invece ha assolto l’uomo dal fatto più grave, ovvero il sequestro del minore e lo ha condannato per lesioni agli altri ragazzini. Dovrà scontare sei mesi di carcere con sospensione. Il proprietario dello stabilimento, prima della chiusura della vicenda giudiziaria, aveva scelto di sua spontanea volontà di risarcire le famiglie coinvolte versando un totale di 7mila euro. A fronte della richiesta dell’accusa di 180 mila euro, il risarcimento è stato ritenuto equo dal gup. L’avvocato Graziosi ha commentato: «Il mio assistito è sollevato perché è stata eliminata definitivamente un’accusa gravissima che ha sempre respinto»

